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Muratori: “Perché turnover così ampio?”

21 novembre 2012 – Il comunicato sindacale attraverso il quale i dipendenti comunali esprimevano le loro critiche agli interventi di mobilità interna attuati con delibera commissariale (leggi qui) ha suscitato tra gli addetti ai lavori e non solo tra loro un ampio dibattito, che ha trovato spazio anche sulla nostra pagina Facebook. Sul tema interviene oggi Luigi Muratori, presidente della lista civica Arese in Testa.

Mi permetto d’intervenire sulla notizia, pubblicata anche sul vostro giornale, in merito alla decisione da parte del commissario prefettizio riguardo il riassetto dell’organigramma dei dipendenti del nostro comune, cercando di puntualizzare due aspetti: le effettive capacità professionali dei dipendenti comunali e le vere ragioni che hanno indotto il commissario a perseguire la mobilità dei suddetti, che di fatto a tutt’oggi ignoriamo. Sarebbe troppo facile e ingiusto, infatti, dare la colpa ai soli dipendenti comunali circa la situazione politica e amministrativa gravante nel nostro comune; a tal proposito, ricordo le dichiarazioni della signora Turconi, ex assessore, che dava proprio la colpa ai dipendenti per giustificare le scelte politiche sbagliate dell’allora giunta comunale.

Mi auguro che l’opinione pubblica non sia indotta a fare lo stesso errore, giustificando la scelta del commissario prefettizio dovuta, tout court, alle scarse capacità professionalità dei dipendenti comunali. A ogni modo, certo, errori sono stati anche fatti da parte di “alcuni” dipendenti comunali, ma questo non giustifica la mobilità diffusa che si vuole applicare, né basta dichiarare che la legge lo consenta, perché questo è il minimo sindacale richiesto, a un riassetto dell’organigramma comunale di questa portata. Deve essere tenuto presente, infatti, che esistono altri strumenti ad personam, che permettono di contestare l’eventuale negligenza dei dipendenti, quindi, il dubbio è che un così vasto riassetto sia di tutt’altra natura, cioè di natura politica, più che funzionale e amministrativa. Tale riflessione è d’obbligo visto anche il diverso atteggiamento delle forze politiche sul territorio che in parte, tacitamente, sostengono la scelta del commissario. Certo dopo anni di governo del centrodestra si è indotti a pensare, a torto o a ragione, che alcuni dipendenti siano di una determinata fazione politica, ma questo oltre a rasentare una vera e propria discriminazione, dovrebbe allora far discutere nei termini giusti la questione, e quindi non in termini prettamente amministrativi, come la si vuol far passare! Anche perché se no si rischia di togliere un “Masaniello” per poi metterne un altro!

L’unica persona che potrebbe diradare questi dubbi è il commissario prefettizio, che potrebbe spiegare meglio le ragioni e i criteri che l’hanno portata a fare della mobilità dei dipendenti comunali, in questo momento, un tema cittadino. Forse le forze politiche di maggioranza, invece di perdersi in commendevoli, dovrebbero, quindi, nutrire più attenzione per le proteste dei dipendenti comunali, in quanto, l’efficienza dei servizi comunali è di estrema importanza per i cittadini. Sarebbe, quindi, ora che si faccia una operazione di trasparenza, dichiarando esplicitamente le ragioni che inducono a preferire la decisione presa dal commissario prefettizio ad nutum o se le proteste dei dipendenti circa “la mancata condivisione delle scelte, lo scarso preavviso ricevuto e l’ampiezza del turnover”, non siano motivo di confronto tra le parti per diradare qualsiasi dubbio e scongiurare ulteriori sciagure. Per quanto riguarda Arese in Testa le ragioni sono ancora insufficienti a giustificarla ed i fini non sono chiari.

Arese In Testa
Il Presidente
Luigi Muratori

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