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Niente lista Udc. Bettinardi con due civiche

17 aprile 2013 – Tutto confermato. In una conferenza stampa terminata poco fa, Gino Perferi e Giuseppe Bettinardi (nella foto di H. Borroni), nomi storici dell’Udc di Arese, hanno ufficializzato che il partito non presenterà il proprio simbolo alle prossime elezioni amministrative, e che verranno costituite due nuove liste civiche che sosterranno la candidatura a sindaco dello stesso Bettinardi. Non si tratta, spiega Bettinardi, di un’operazione di facciata ma di una scelta ponderata e sostanziale: “Abbiamo deciso di non presentarci come Udc perché non aveva senso farlo, visto che a breve a livello nazionale le cose potrebbero cambiare e di molto. Abbiamo quindi scelto di pensare ad Arese, accogliendo in lista non candidati di partito ma persone, in gran parte esterne all’Udc, che si sentono in grado e hanno voglia di fare qualcosa per la nostra città. In maniera libera e senza condizionamenti esterni. Questo significa anche che l’eventuale giunta e tutte le nomine sindacali nasceranno all’interno della lista e non saranno frutto di decisioni o imposizioni giunte dall’alto. Sulle nostre liste, poi, devo confessare che forse per la prima volta in tanti anni ho visto in tutte le persone coinvolte un senso di appartenenza e condivisione degli obiettivi, dei metodi e del progetto”.

Le due liste civiche, due per l’elevato numero di persone che si sono proposte per fare parte del progetto, prendono il nome di Arese al Centro, con richiami a quello che potrebbe essere il futuro del partito a livello nazionale, e Arese la città che vogliamo, con una vocazione più locale. “E’ un progetto – ha spigato Perferi – che abbiamo sul tavolo da diversi mesi, ed è frutto di un ampio dibattito interno che nella sua sintesi ci ha portato a percorrere questa strada. Abbiamo preso atto della situazione nazionale e di quella locale, con Arese che sta affrontando una grave malattia ma che è ancora curabile, e abbiamo pensato che per farlo fosse necessario ricorrere a medicine forti. Un paio di mesi fa abbiamo, quindi, iniziato a contattare persone nuove al mondo della politica e vicine ai nostri valori, dalle quali abbiamo avuto un’entusiastica disponibilità. Le due liste civiche non sono nate per cercare voti ma per trovare soluzioni, proprio perché tutte le persone che vi hanno aderito lo hanno fatto con lo scopo di mettersi in gioco per trovare soluzioni per Arese”.

Un progetto che fino a qualche giorno fa avrebbe potuto confluire in coalizioni più ampie, anche se alla fine non se ne è fatto nulla: “Partendo dall’impostazione che ci eravamo dati – dice Perferi – abbiamo dialogato anche con le altre forze politiche. Devo dire che il nostro progetto ha anche riscosso un certo apprezzamento, ma quando è arrivato il momento di stringere abbiamo ricevuto solo risposte vaghe, forse legate a problemi interni alle forze con le quali stavamo dialogando. Visto che i tempi si facevano stretti, abbiamo quindi deciso di rompere gli indugi e siamo andati da soli per la nostra strada. Non è nostra intenzione lanciare sfide agli altri ma solamente a noi stessi, sperando che gli aresini ci seguano in questo percorso. Di certo quello che proponiamo è un’ottima squadra che, come tutte le squadre, ha bisogno di un buon allenatore per essere guidata. E questo allenatore è stato da tutti individuato in Giuseppe Bettinardi, che sarà il nostro candidato sindaco e coordinerà i due gruppi che andranno sul territorio a divulgare un programma sul quale avevamo iniziato a lavorare tre mesi fa, a prescindere da quelle che avrebbero potuto essere le possibili alleanze”.

Un programma che Perferi articola su cinque capisaldi: la famiglia, la capacità di gestire i progetti sul territorio già approvati, il centro sportivo, la presenza ai tavoli sovracomunali e l’autonomia finanziaria del Comune. “La famiglia – illustra Perferi – perché il Comune, soprattutto in questa fase di crisi economica, deve essere in grado di farsi carico delle sue necessità, aiutandola a risolvere anche le difficoltà contingenti. La capacità di gestire i progetti già approvati, come ad esempio l’AdP, perché gli impegni presi vanno rispettati ma un’amministrazione deve anche essere in grado di proporre migliorie laddove queste sono possibili, come ad esempio sulla creazione di lavoro e sulla viabilità. Il Centro Sportivo, per il quale abbiamo in mente una soluzione mista pubblica e privata, che dovrà essere capace di riportare ad Arese tutti i praticanti che in questi anni si sono rivolti altrove. I tavoli sovracomunali, perché purtroppo negli ultimi quattro anni i rappresentanti di Arese non vi erano presenti e molte decisioni, come quelle relative alla città metropolitana e alle opere connesse, sono passate sopra la nostra testa. L’autonomia finanziaria, infine, perché i trasferimenti statali saranno sempre meno e dovremo essere in grado di reperire risorse localmente. E questo non si fa aumentando le tasse ma, per esempio, intervenendo sui progetti per l’area ex Alfa, favorendo gli insediamenti produttivi affinché diventino una risorsa. E intervenendo sui rifiuti urbani, da utilizzare per produrre energia, da vendere poi magari alle stesse imprese che popoleranno l’area ex Alfa, e sul teleriscaldamento”.

Sul programma e sulla sua realizzabilità è quindi intervenuto Bettinardi: “Riteniamo che il nostro sia un programma ambizioso ma realizzabile, perché è articolato su pochi e specifici temi, che però sono fondamentali per il futuro della città. La squadra che abbiamo messo in campo ha poi le capacità professionali e umane per realizzarli. Io non ho chiesto di essere candidato ma quando mi è stato offerto ho accettato perché mi sono sentito in dovere di metterci la faccia in prima persona, perché i cittadini devono tornare a sentire vicini gli amministratori, cosa purtroppo non accaduta negli ultimi anni. Un altro aspetto collegato a questo è quello di riportare la fiducia e la voglia di creare squadra in tutta la struttura amministrativa, cosa che negli ultimi anni si è persa, e per rendersene conto è sufficiente entrare in Comune”.

Bettinardi ha infine annunciato che, nel caso in cui venisse eletto, abbandonerebbe la sua professione di architetto: “Lo dico da subito: se gli aresini mi dovessero scegliere come sindaco abbandonerei il mio lavoro, perché non voglio che ci sia il minimo dubbio di un’eventuale incompatibilità. Questa scelta non la faccio a cuor leggero e, anzi, mi peserà molto perché amo mio lavoro, ma per Arese e per i miei figli sono disposto a farlo. Cercherò comunque di trasferire le mie competenze professionali in Comune, adoperandomi affinché si riesca finalmente ad uscire dal degrado urbanistico nel quale siamo precipitati negli ultimi anni. Voglio infine confermare che se sarò eletto svolgerò il mio ruolo a tempo pieno, e fare il sindaco sarà a tutti gli effetti il mio lavoro, perché oggi ad Arese non è sufficiente avere una figura part-time”.

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