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Palestra: “Nessuna superstrada in Arese”

08 ottobre 2013 – Il 18 settembre scorso è stato presentato, nel corso di una serata pubblica, il progetto preliminare per il miglioramento della viabilità aresina. Le critiche che sono state mosse a questo piano sono partite soprattutto dal fatto che si tratta nella sostanza di quello già deliberato a fine gennaio dal commissario prefettizio Anna Pavone e che era allora stato giudicato inadeguato sia dal Patto Civico sia dal Partito Democratico. Per capire meglio cosa sia successo abbiamo intervistato il sindaco Michela Palestra. Ecco che cosa ci ha detto.

Il piano di modifica della viabilità aresina è stato accolto da numerose critiche, soprattutto perché, almeno apparentemente, è uguale a quello approvato nella famosa delibera del commissario prefettizio. Come mai avete deciso di portarlo avanti nonostante la netta contrarietà che era stata espressa da Patto Civico e Partito Democratico nel febbraio scorso?
Il nostro lavoro è partito dalle analisi realizzate dallo studio progettuale elaborato dal Centro Studi per la Programmazione Intercomunale dell’Area Metropolitana (PIM) fin dal 2008, che, va detto, non prevede alcuna via di scorrimento ad alta velocità realizzata in funzione del centro commerciale. All’interno di quel piano abbiamo introdotto sostanziali modifiche e aggiustamenti, allineandolo al nostro programma, con l’obiettivo di adeguare la viabilità alle esigenze di sicurezza e per ridurre l’impatto di un eventuale aumento del traffico. Attraversamenti ciclopedonali rialzati al livello marciapiede, zone a velocità limitata, piste ciclabili, messa in sicurezza e a norma delle strade. Una super-strada è tutt’altra cosa. Certo, capisco benissimo che su un tema così delicato si sviluppi una forte discussione, ed è comprensibile e giusto che ci sia un confronto. In data 3 ottobre abbiamo incontrato i capigruppo e siamo entrati più nel merito delle modifiche della viabilità, come richiesto dalla minoranza in Consiglio Comunale.

Voglio allora fare chiarezza su alcuni punti.

  1. Come ho già anticipato, il piano elaborato dal PIM (quello che poi è stato battezzato “Piano Pavone”, per via della delibera con la quale la Commissaria ha approvato uno stralcio di approfondimento del piano, per farlo finanziare da fondi provenienti dall’Accordo di Programma ex Alfa) non prevede una super-strada che tagli in due Arese. In campagna elettorale si era invece diffusa una voce incontrollata che ha messo la città in grande allarme. Sollecitati dai cittadini, anche noi abbiamo preso posizione, sostenendo che non avremmo mai realizzato un piano che prevedesse una super-strada dentro la nostra città. La nostra posizione non è cambiata. Siamo contrari a qualsiasi super-strada.
  2. Nel nostro programma non c’è alcun riferimento al “Piano Pavone”, ma sono elencati gli interventi che vorremmo applicare in termini di sicurezza delle strade: adeguamento degli assi viari Resegone-Sempione e Gran Paradiso-Nuvolari, zone a 30 km/h, dissuasori di velocità, piste ciclabili sicure, maggiore tutela per i pedoni. Ed è esattamente quello che faremo.
  3. Iniziando a lavorare sul tema viabilità, ci siamo mossi in modo da riutilizzare quelle parti dello studio del PIM coerenti con il nostro programma e quindi condivisibili (anche in un’ottica di risparmio di denaro pubblico) e di introdurre in fase esecutiva i cambiamenti necessari per realizzare il piano che abbiamo in mente.

Forse adesso stiamo pagando pegno in termini di comunicazione, ma sono sicura che riusciremo a far comprendere ai cittadini il senso di quegli interventi sulle nostre strade. L’obiettivo concreto è di lavorare per renderle più sicure e per preservare l’identità di Arese dai cambiamenti futuri che avverranno sul nostro territorio.

Qualcuno ha proposto di rivedere radicalmente il piano riducendo l’intero asse a una corsia per carreggiata. Perché questo non si può fare?
La ragione fondamentale è che l’intero asse rappresenta un raccordo centrale per la circolazione aresina. Dobbiamo difenderci dal traffico “esterno” ma, al tempo stesso, dobbiamo stare attenti a non rendere impossibile la circolazione “interna” per i nostri cittadini. Non è un equilibrio semplice da raggiungere. In ogni caso, quegli assi necessitano di interventi significativi per la messa in sicurezza e per rimetterli a norma. Stiamo valutando la possibilità, per i tratti di via Gran Paradiso-Sempione-Nuvolari (direzione nord/sud) di riservare la corsia di destra al trasporto pubblico, il che di fatto limiterebbe lo spazio destinato alle auto a una sola corsia. Infine, poiché l’ipotesi di ridurre tutto il sistema a corsia unica è l’esatto contrario di quanto approvato dal Collegio di Vigilanza dell’Accordo di Programma in sede di ripartizione dei fondi, un simile intervento richiederebbe una nuova approvazione e difficilmente sarebbe finanziato con quelle risorse.

Perché in viale Nuvolari non è possibile mantenere una corsia per senso di marcia?
Già ora la via Nuvolari non ha una corsia per senso di marcia, bensì una e tre quarti: le due corsie attuali, infatti, sono larghe 5,50 metri, mentre una corsia di marcia dovrebbe essere larga da 2,75 minimo a 3,50 metri massimo. Di fatto, chi percorre via Nuvolari ha la sensazione di avere a disposizione una strada molto larga e per di più in un rettilineo lungo 400 metri, il che invita alle alte velocità, sebbene vi siano due incroci con attraversamenti pedonali. Occorre inserire lo spartitraffico centrale, in conformità con il resto del sistema stradale con la medesima classificazione (strada urbana di quartiere), per definire chiaramente la gerarchia delle strade ed evitare che, in caso di traffico, siano utilizzate impropriamente le strade residenziali. Inoltre, lo spartitraffico servirà a migliorare la sicurezza, evitando l’attraversamento in auto al di fuori delle rotonde e a piedi al di fuori degli attraversamenti rialzati. I punti di attraversamento non saranno inferiori a quelli esistenti, saranno solo più sicuri.

Molti suggeriscono che le rotonde non sarebbero il modo migliore per proteggere l’utenza debole, preferendo i semafori. Da qui la richiesta di mantenere quello tra via Matteotti e viale Monte Resegone/Sempione. Che ne pensa?
Che non è così. Non lo dico io, ma le statistiche sull’incidentalità, nonché studi ed esperienze di altri paesi. E soprattutto lo dice la storia aresina, con un passato di gravi incidenti accaduti ad incroci regolati da semafori. Tra un semaforo con molteplici punti di contatto e una rotonda ben costruita, non vi è dubbio che la seconda garantisca una maggior protezione per l’utenza debole. Naturalmente, occorre che le rotonde siano ben progettate e realizzate: alcune di quelle presenti nella nostra città sono, al contrario, un vero pericolo. La rotonda riduce necessariamente la velocità e, di conseguenza, anche la gravità di eventuali incidenti. Funziona sempre, a differenza del semaforo che, se verde, non riduce affatto la velocità (anzi paradossalmente con il giallo alcuni automobilisti accelerano) e se spento, come nelle ore notturne, non serve a nulla.

E’ davvero necessario allargare a due corsie per senso di marcia gli ultimi metri di viale Gran Paradiso?
Abbiamo raccolto in questi giorni le osservazioni di alcuni cittadini in proposito e le stiamo prendendo in considerazione. Stiamo valutando, dati alla mano, la possibilità di eventuali modifiche.

Quali sono le ragioni che vi inducono a modificare il tratto di via Matteotti a doppia carreggiata riducendolo a una sola?
Quel tratto di strada porta verso quella che vogliamo far diventare una “zona 30”, dove si possa transitare al massimo a 30 km/h. L’ingresso alla zona 30 sarà evidenziato con la rotonda, interamente rialzata, all’incrocio con viale Sempione. Non serve a nulla arrivare in quel punto con una strada a doppia carreggiata, molto meglio utilizzare la strada sul lato est per ampliare il marciapiede e per realizzare parcheggi, che sono carenti in quella zona per via delle numerose abitazioni.

A quali altre modifiche state pensando, quindi, per migliorare questo piano?
Alcuni esempi. Arese avrà finalmente un sistema di piste ciclabili radiali e non solo esterno come adesso. Si tratta di un punto cruciale del nostro programma. Come dicevo prima, proprio riguardo alla sicurezza dei ciclisti, le rotonde seguiranno le indicazioni progettuali proposte dalle associazioni di categoria per la mobilità ciclabile. Inoltre, realizzeremo quasi tutti gli attraversamenti pedonali completi di attraversamento anche ciclabile e rialzati, opportunamente segnalati e illuminati. Sempre in aggiunta, rispetto al Piano, ci sarà un percorso ciclopedonale di collegamento tra la nuova ciclabile di viale Resegone e la scuola di via Col di Lana. A proposito di Col di Lana, dovremo intervenire per mettere in sicurezza la zona antistante l’ingresso pedonale della scuola su viale Resegone. Inseriremo anche uno o più attraversamenti ciclopedonali nel tratto tra le due rotonde previste su via Nuvolari, anche per rallentare ulteriormente il rettifilo che è di circa 400 metri di lunghezza. Infine modificheremo l’assetto della via Allende, che attraversa la frazione di Valera, chiudendo l’uscita su viale Luraghi: non soltanto per aumentare la sicurezza, ma anche per poter valorizzare il secondo centro storico della nostra città.

Quali sono i limiti di tempo entro i quali potete apportare modifiche?
Il 18 settembre scorso abbiamo presentato lo studio. Adesso dovremo elaborare il piano esecutivo, che dovrà essere approvato entro il 31 dicembre 2013. Abbiamo davanti alcune settimane per raccogliere le osservazioni delle forze politiche di opposizione e dei cittadini e valutare, concretamente, possibili variazioni o integrazioni per consentire poi il completamento della progettazione definitiva/esecutiva entro dicembre.

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