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Passaparola: queste le nostre verità

02 marzo 2015 – Passaparola (non) commenta la lettera di Maria Dilillo che avevamo pubblicato qualche giorno fa (leggi qui) dal titolo Social, verità e mezze verità, in un lungo intervento sul tema della viabilità in generale, e in particolare sugli 11 mila parcheggi a servizio di Expo che a breve saranno operativi nell’area ex Alfa: “Siamo fermamente convinti – dicono dal comitato – che per essere cittadini consapevoli non si devono guardare ciecamente le bandierine, ma guardare ai problemi concreti e reali. Per questo evitiamo di considerare le gratuite e sterili accuse a cui mira la lettera della signora Dilillo, pubblicata su QuiArese, e cogliamo l’occasione per fare invece un passo in avanti nell’analisi della vicenda degli 11 mila parcheggi Expo che, tra due mesi, apriranno sopra alle nostre teste, sul nostro territorio”.

La prima osservazione mossa dal comitato, riguarda la carenza di informazioni in merito al parcheggio sul sito istituzionale del Comune: “Per quanto riguarda quella che la gentile signora Dilillo definisce ‘la storia degli 11 mila parcheggi Expo’ – sostiene Passaparola – ricordiamo in primo luogo all’esponente del Forum che le uniche notizie in merito a quella che rappresenta l’ennesima ‘grottesca vicenda’ stranamente le si trovano, da mesi, proprio sul sito aresini.it e non sul sito del Comune. Sul sito del Comune si trova solamente la lettera con la quale il sindaco annunciava che avrebbe dato battaglia a quella scelta dalla stessa considerata deleteria per Arese, poi il black-out completo di ogni informazione. Una battaglia quella del sindaco iniziata con una incredibile resa incondizionata come confermato dai relativi documenti ufficiali. Il fatto che per mesi nessuno della giunta, o della maggioranza, abbia mai speso una sola parola per aggiornare i cittadini su quello che stava accadendo sopra le nostre teste, dovrebbe far meditare chiunque, compresi i fedelissimi pronti sempre a difendere a prescindere qualsiasi tesi o decisione assunta da questa amministrazione”.

Passaparola per inquadrare la questione dei parcheggi, ripercorre l’iter della loro approvazione: “Entriamo dunque – prosegue il comitato – nel merito della questione: la signora Dilillo basa la sua tesi sul fatto che i parcheggi non sono tutti su Arese ma anche su Garbagnate. Bene, questo è evidente, e sul nostro sito tutti possono trovare anche una cartina che individua esattamente i confini territoriali dei due Comuni, e possono leggere alcuni nostri articoli che citano la presenza di Garbagnate. Quello che invece non comprendiamo è come si possa, sulla premessa proprio della compresenza territoriale del comune di Garbagnate, dare vita all’ennesimo tentativo di scarica barile, come quando si dice che ‘la reazione negativa dei sindaci di Lainate e Arese fu a fronte della richiesta del raddoppio del numero dei parcheggi nelle zone di loro pertinenza. Chi dice che la reazione dura dei due sindaci spinse il commissario Expo a rivolgersi a Garbagnate, chi dice invece che fu Garbagnate a farsi avanti, vista la ghiotta occasione di ottenere benefici e rientrare nell’Accordo di programma’. Ebbene, a differenza del fantasy, basta scaricarsi i documenti dal nostro sito, e avere la pazienza di leggerli, per rendersi conto che semplicemente, una volta che Expo si è reso conto che necessitavano 11 mila parcheggi, ha proposto, il 7 aprile 2014, ai Comuni interessati di realizzarli nell’area ex Alfa, su territorio di Garbagnate e Arese e non di certo nella zona di pertinenza di Arese e Lainate. Avuta notizia della richiesta (9 aprile 2014), il sindaco di Arese ha scritto la lettera che si trova sul sito del Comune, annunciando la sua contrarietà. Poi, come ormai ci ha abituati per tante altre cose, ha fatto semplicemente l’opposto (17 aprile 2014). La semplicità con cui la militante del Forum per Michela Palestra affronta l’argomento della responsabilità del Comune di Arese è disarmante; secondo la sua tesi dato che Garbagnate ha dato l’ok, nulla potevano i Comuni di Arese e Lainate”.

Tesi che Passaparola però contesta: “Alla signora Dilillo, e forse agli aderenti al Forum, sfugge un passaggio fondamentale: per rendere possibili i parcheggi, dato che rappresentano una variazione rispetto agli impegni contrattuali dell’Accordo di programma per la riqualificazione dell’area ex Alfa Romeo, occorreva necessariamente il previo assenso dei Comuni interessati. Non al parcheggio, ossia Garbagnate e Arese, ma bensì dei Comuni firmatari dell’Accordo di programma, ossia i soli comuni di Lainate e Arese. Di conseguenza, senza l’accordo di Lainate e Arese in sede di Collegio di vigilanza, per risolvere il problema contrattuale derivante dalle previsioni di Adp, era inutile parlare della disponibilità di Garbagnate. Per quella ragione, nel verbale del Collegio di vigilanza del 17 aprile 2014, dove si é dato l’ok ai parcheggi, presente il sindaco Palestra, si legge a chiare lettere che chi votava e decideva non era il Comune di  Garbagnate, che assisteva semplicemente e dichiarava la sua mera presenza come semplice inviato senza alcun diritto di voto, ma i Comuni di Lainate e Arese. Ebbene, in quella sede, diversamente da quanto annunciato ai cittadini con lettera che si trova sul sito del Comune, il sindaco di Arese ha dato, di fatto, il via libera a 11 mila parcheggi Expo, non chiedendo, ed ottenendo, di fatto nulla in cambio. Pertanto la conclusione della signorra Dilillo ‘avendo Garbagnate messo a disposizione la sua area, non è che i sindaci di Arese e Lainate potessero fare o pretendere chissà che…’ crolla inesorabilmente sotto all’evidenza dei fatti. Senza la parte di Arese ricadente  nell’Accordo di programma, con i relativi limiti da dover risolvere in sede di Collegio di vigilanza con assenso di Lainate e Arese quali firmatari dell’Adp, quel parcheggio da 11 mila auto non si sarebbe potuto fare con la sola messa a disposizione dell’area di Garbagnate”.

Secondo il comitato, lo svolgimento dei fatti da esso illustrato farebbe decadere qualunque successivo ragionamento o argomentazione: “Caduta la premessa – sostiene Passaparola – ovviamente a cascata vengono travolte tutte le conseguenze e gli effetti collaterali supposti dalla appartenente alla lista del sindaco. Tra cui anche la tesi secondo la quale essendo previsti 4.800 parcheggi in zona autosilos, nulla si poteva ottenere per il cambio dell’ubicazione in altro distinto luogo di 11 mila parcheggi. Inoltre alla signora Dilillo sfugge anche che in quella sede di Collegio di vigilanza, non solo si è discusso dell’enorme parcheggio remoto, ma anche del rientro di Garbagnate proprio nell’Accordo di programma. Due  modifiche di certo non di poco conto, per le quali il Comune di Arese avrebbe avuto mille ragioni per dire no, a tutela dei suoi cittadini, paralizzando ogni azione e che, se ben gestite, avrebbero dato almeno la forza contrattuale utile per portare a casa qualcosa. Di certo, se il sindaco doveva chiedere come contropartita l’illuminazione o la riqualificazione del viale Alfa Romeo, o l’asfaltatura di qualche strada già asfaltata, siamo perfettamente d’accordo… era tutto inutile. Se invece doveva battersi per la salute dei cittadini, allora forse ne valeva la pena”.

Il finale di Passaparola è polemico, e riporta il focus sul tema dell’informazione istituzionale e non: “Per la successiva sterile polemica – conclude il comitato – manifestata della signora Dilillo, diretta sempre a pensare al passato invece di occuparsi del recente presente e pensare a come costruire il futuro, tipica del modo di agire da parte del gruppo a cui ella appartiene, ogni risposta sarebbe superflua e allungherebbe inutilmente questo intervento, distraendoci da quello che ci interessa, che è cercare di comprendere, con razionalità, cosa accade sul nostro territorio. Appare comunque evidente che esiste una grande differenza tra analizzare le cose, al fine di sviluppare una seria conoscenza dei fatti, e insultare accusando gratuitamente gli altri di falsità, di mezze verità, di disinformazione e di ogni altra nefandezza. Prassi questa che la si ritrova ancora una volta a chiare lettere nelle parole di chi non ha tempo o voglia di analizzare i fatti ed i documenti, limitandosi a seguire la scorciatoia di atti di fede o simili”.

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