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Passaparola su tempi, bandi e taglio piante

15 aprile 2015 – Con l’apertura dei cantieri per la nuova viabilità cittadina torna a farsi sentire Passaparola, che focalizza la sua attenzione principalmente su tre aspetti legati alle opere in via di realizzazione. E cioè la tempistica scelta, la modalità di assegnazione degli appalti e la questione delle piante che dovranno essere sacrificate in corso d’opera. “I cantieri per realizzare la contestatissima viabilità di attraversamento del nostro Comune – dice Passaparola riguardo le tempistiche – sono incredibilmente iniziati proprio alla vigilia dell’apertura di Expo 2015. Con un sindaco e un assessore evidentemente non curanti di aver autorizzato l’apertura di un parcheggio di oltre 11 mila posti auto sul nostro territorio e che forse non hanno presente quante sono 11 mila auto, un sindaco che pensa alle navette in autostrada ma non comprende che le persone, 20 milioni i visitatori attesi in Expo, dovranno prima raggiungere quel parcheggio con la loro vettura. E questo avviene proprio mentre a livello nazionale, sui quotidiani nazionali, si incomincia a temere l’effetto dell’invasione dei visitatori su tutto il quadrante Nord di Milano e si teme il blocco del sistema delle navette e non solo, per intasamento dell’autostrada dei Laghi durante le giornate di forte afflusso. I poco lungimiranti lavori pensati dal sindaco e dalla sua giunta per fluidificare il traffico di attraversamento dureranno oltre un anno. E Arese, presentandosi per tutto l’evento Expo 2015 con i cantieri aperti e un campo base al posto della casetta dell’acqua, perderà così definitivamente ogni occasione per veicolare qualche astratto beneficio connesso all’evento globale sul suo territorio”.

Il comitato, pur riconoscendone la legittimità formale e normativa, contesta poi la modalità di assegnazione degli appalti: “I lavori per la realizzazione della viabilità di attraversamento – sostiene Passaparola – sono stati assegnati direttamente da Tea, e non dal Comune, con procedura negoziata senza la preventiva pubblicazione del bando. In pratica l’operatore privato per aggiudicare i lavori ha invitato cinque ditte a sua scelta a presentare un’offerta. Una procedura questa avvenuta nel rispetto della normativa sugli appalti ma ben lontana da quella promessa di trasparenza con cui il sindaco si era presentata a tutti gli aresini per essere eletta. Che fine ha infatti fatto il bando Europeo invocato da chi oggi amministra e promesso in campagna elettorale per ottenere il consenso dei cittadini? Pur precisando che all’operatore è consentito procedere tramite quell’affidamento, crediamo che sia utile ricordare in merito le parole del dott. Cantone, presidente dell’autorità anticorruzione nell’ambito di procedure negoziate curate direttamente dalla Pubblica amministrazione. Secondo il presidente di Anac bisogna fare molta attenzione a queste procedure ‘perché, soprattutto in alcune aree del Paese, dire che posso affidare l’appalto sulla base di un invito rivolto a cinque operatori significa quasi di sicuro che c’è un imprenditore che risponde all’invito portando con sé altre quattro offerte’. Questo è infatti il rischio di quelle procedure per cui i controlli devono essere pressanti e, se possibile, evitate. Da una semplice visura presso l’Anac abbiamo appreso che tutti i lavori per le opere di compensazione del territorio per oltre 13 milioni di euro (tetti scuole, centro sportivo, campo da Beach volley, viabilità di Arese, viabilità di Lainate, futura biblioteca) contenute nell’ambito dell’Accordo di Programma, sono stati tutti affidati proprio tramite procedure negoziate senza previa pubblicazione del bando. E quindi, quali controlli, quale garanzie, quali procedure sono state attivate da parte della nostra amministrazione comunale?”.

La chiusura di Passaparola è dedicata agli alberi, argomento che già in passato era stato sollevato dal comitato: “Come se non bastasse – conclude Passaparola – in questi giorni abbiamo assistito all’abbattimento di alberi che dovevano essere, secondo le promesse del sindaco, trapiantati. Come Passaparola abbiamo più volte affrontato il tema dell’inutile e assurdo sacrificio di piante secolari per far spazio a interventi di fluidificazione del traffico. Nella fase più accesa, quando per sensibilizzare i cittadini sul problema, avevamo messo divertenti occhi su tutti gli alberi di viale Resegone, e sindaco e assessore, dopo una retromarcia rispetto a quanto contenuto in una lettera inviata a tutti i cittadini nella quale si annunciava l’abbattimento di pochi alberi in un solo punto, avevano cercato di tranquillizzare gli animi garantendo che avrebbero salvato e trapiantato molte essenze. Per dare credito alle loro parole era anche stato commissionato e pagato uno studio del Parco delle Groane, che metteva in evidenza tempi di preparazione per lo spostamento dei grandi trapianti e le procedure da seguire. Per mesi la nostra giunta ha dimenticato lo studio e i consigli in esso contenuti, e ha condannato a morte certa quelle piante. E ieri, davanti alla stazione dei Carabinieri, il primo enorme albero che doveva essere trapiantato è stato abbattuto”.

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