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PD e Delmonte chiedono consiglio comunale

05 aprile 2011 – Quello di questi giorni è un PD molto attivo, e non potrebbe essere diversamente visti i fatti di cronaca più o meno recenti che stanno interessando Arese. Dopo le dimissioni da FACS di Armando Calaminici e Goffredo Scortecci (leggi qui), il gruppo consiliare dei democratici ha fatto richiesta formale di convocazione di un consiglio comunale straordinario. E’ significativo notare che, oltre ai consiglieri del PD, la richiesta di convocazione è stata sottoscritta anche da Carlo Delmonte, l’ex capogruppo della Lega che, in aperto dissenso con il suo partito, settimana scorsa aveva lasciato il gruppo consiliare leghista ed è ora consigliere indipendente (leggi qui). La richiesta prevede che all’ordine del giorno vengano messe due interrogazioni e una relazione del sindaco sulle indagini in corso che vedono interessata l’amministrazione comunale in riferimento al bando “Affidamento della concessione di opere consistenti nella progettazione e rifacimento delle coperture di alcuni edifici scolastici ed installazione di impianti fotovoltaici e loro sfruttamento economico” e alle presunte truffe ai danni dei cittadini clienti della Società Municipale Gas (SMG).

Le due interrogazioni riguardano la vicenda che vede coinvolte Gesem e SMG e la situazione del Centro Sportivo Davide Ancilotto. Eleonora Gonnella, capogruppo del PD in consiglio comunale, dice: “Sono tante le domande che i cittadini ci hanno rivolto in questi giorni, soprattutto vedendo le progressive evoluzioni dellʼinchiesta. Pensiamo che il Consiglio comunale sia il luogo dove porre le domande che tutti ci facciamo e avere le risposte, ovviamente nei limiti consentiti dal segreto istruttorio. Abbiamo pertanto ritenuto assolutamente necessario richiedere, come consentito dal Regolamento, la convocazione di un consiglio comunale in seduta straordinaria che dovrebbe essere riunito il prossimo 21 aprile”. Questo invece il commento della Gonnella in merito alla convergenza con Delmonte: “Per la prima volta un nostro atto in consiglio comunale è stato condiviso fin dallʼinizio da un altro consigliere comunale Carlo Delmonte, recentemente dimessosi da capo gruppo della Lega Nord. Che, pensiamo, condividendo la nostra preoccupazione per la serietà della vicenda, ritiene di aderire allʼiniziativa coerentemente con il proposito, insito nella sua carica di consigliere, di garantire la giusta conoscenza dei fatti a tutela degli interessi dei cittadini”.

Riguardo al Centro Sportivo, la richiesta dei democratici prende spunto dalla lamentata privatizzazione di fatto del centro stesso: “Molti cittadini, e noi con loro, evidenziano come l’effetto tangibile di questa privatizzazione coatta sia lo spopolamento del centro medesimo, per anni luogo principale di aggregazione, anche favorito dai modi poco urbani dei nuovi gestori. Rammentiamo inoltre che ad oggi, ad oltre sei mesi dal conferimento, non risulta sottoscritto alcun accordo che chiarisca le obbligazioni reciproche. Su tutti i punti citati in precedenza chiediamo alla Giunta un riscontro, e chiediamo come Sindaco e Assessore allo Sport possano non riconoscere che un ‘partecipante a progetto speciale’ sia nei fatti diventato padrone delle strutture sportive del Centro Sportivo, e che la Fondazione Arese Cultura Sport abbia rinunciato al suo ruolo istituzionale non rispettando in diversi punti la Convenzione con il Comune”.

Nello specifico, sono cinque le domande che il PD pone alla giunta nella sua interrogazione:
1) nonostante le smentite del Sindaco (si veda il verbale del Consiglio Comunale del 14 dicembre 2010) le tariffe della stagione sportiva 2010/2011 sono aumentate rispetto alla stagione precedente, senza che sia stata ancora fornita evidenza della necessaria autorizzazione della Giunta, richiesta dalla convenzione in essere fra Comune e Fondazione Arese Cultura Sport; anzi, alcuni cittadini segnalano recenti ulteriori aumenti delle tariffe del tennis, giustificate da rincari del costo del riscaldamento;
2) iscritti e utenti della sezione Calcio lamentano la chiusura del cancello di via Tobagi, attuata – da quanto risulta – arbitrariamente dal ‘partecipante a progetto speciale’, nonché il totale disimpegno sulla manutenzione degli spogliatoi e dei bagni;
3) il bar sarebbe da tempo chiuso;
4) vengono svolte presso il Centro iniziative commerciali quali esposizioni di automobili in vendita (a tal fine sarebbe interessante sapere chi fattura e incassa le relative sponsorizzazioni dai privati) sottraendo spazi di gioco e di aggregazione;
5) per la prima volta negli anni recenti la tradizionale sfilata di Carnevale non si è conclusa al Centro Sportivo, a quanto ci risulta per un diniego del ‘partecipante a progetto speciale’, mentre si è svolta una festa-sfilata ‘alternativa’ il giorno successivo, di domenica quaresimale generando anche imbarazzo nella comunità cattolica locale.