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Pd: “Firma Adp ignora volontà aresini”

11 dicembre 2012 – La prima reazione politica alla firma dell’Adp per l’area ex Alfa da parte del commissario prefettizio Anna Pavone (leggi qui) arriva dal Partito Democratico. Ed è una reazione critica, con il Pd che nel suo comunicato sostiene come sebbene sia “inattaccabile dal punto di vista della forma e della correttezza amministrativa” la firma dell’Accordo di Programma “ignora completamente la volontà dei cittadini di Arese che, nel corso delle ultime elezioni amministrative, avevano a larghissima maggioranza assegnato la loro preferenza a candidati, liste e movimenti nettamente contrari a quest’accordo di programma”. Una posizione ribadita dal segretario del Pd di Arese Luca Nuvoli che esordisce in questa maniera: “Denunciamo con forza che con questa decisione commissariale la cittadinanza di Arese è stata tagliata fuori dalla possibilità di decidere del proprio futuro”.

Un futuro che, almeno dal punto di vista elettorale, sarebbe stato prossimo: “Tale scelta  – prosegue Nuvoli – è del tutto immotivata, dal momento che le elezioni amministrative sono alle porte. Quindi ci chiediamo il perché di tanta fretta. Non si poteva attendere l’insediarsi di una nuova amministrazione? A quali sanzioni saremmo andati incontro posticipando un’eventuale firma?”. Per Nuvoli la partita non è comunque completamente chiusa: “La nostra linea – conclude il segretario dei Democratici aresini – non cambierà nei prossimi mesi. Se le cittadine e i cittadini di Arese ci daranno la loro fiducia, continueremo a batterci per migliorare i contenuti di quest’accordo, specie per le parti che da sempre ci preoccupano di più: la mancanza di lavoro qualificato, l’assenza di un piano di rilancio dell’industria, l’inserimento di compensazioni rilevanti per quanto riguarda l’ambiente e il trasporto pubblico locale”.

Enrico Ioli, capogruppo consiliare uscente del Pd, pone l’accento sulle questioni ambientali e urbanistiche: “Voglio ricordare – sostiene Ioli – che fin dal 2009 ci siamo battuti contro il nuovo Adp, che prevedeva una riqualificazione assai carente sotto il profilo ambientale e urbanistico, con un’idea di sviluppo appaltata a un gigantesco centro commerciale. Al tempo stesso, ribadiamo la necessità di trovare una soluzione definitiva per quell’area industriale abbandonata da troppi anni al suo destino”. Anche secondo Giuseppe Augurusa il commissario prefettizio avrebbe dovuto attendere, prima di apporre la sua firma al progetto, quanto meno la valutazione ministeriale del progetto sostenuto da ComunImprese (leggi qui): “Il Commissario – chiude l’ex candidato sindaco del centrosinistra – ha scelto una funzione puramente negoziale alzando il prezzo delle condizioni materiali per la città. Inoltre, poiché il Commissario aveva sottoscritto con i tre sindaci dell’area l’accompagnamento del documento di ComunImprese inviato al Ministero dello sviluppo economico, non sarebbe stato incoerente da parte sua attendere quella verifica. Per quanto ci riguarda proseguiremo in quella direzione convinti che tra firmare l’Adp e realizzare quanto in esso contenuto, ci sia davvero una distanza abissale”.

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