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Pd: “Tangenzialina non rientrerà da finestra”

15 gennaio 2013 – La presenza della cosiddetta tangenzialina all’interno dell’Atto Unilaterale d’Obbligo ha già fatto discutere molto e molto farà discutere anche in futuro. Il dibattito, dai toni anche aspri, era stato iniziato dal presidente di Aresefuturo Andrea Costantino (leggi qui), al quale aveva risposto Tea, la società proprietaria dell’area dove sorgerà il centro commerciale (leggi qui). Al dibattito si iscrive oggi anche il Pd, che in questo intervento risponde a Costantino.

Caro direttore,
alcuni giorni fa il sedicente gruppo di moderati (parola oramai ampiamente abusata e spesso priva di alcun fondamento concreto), che si firma Aresefuturo, ha lanciato l’allarme del presunto ritorno della “tangenzialina”, aprendo ufficialmente con scomposti schiamazzi e manciate di propaganda mal supportata da analisi, a dir poco superficiali, l’ennesima campagna elettorale. Lo ha fatto attribuendo al gruppo del PD ogni sorta di peccato di omissione, confondendo la responsabilità di chi ha amministrato in questi anni con quella di chi, rimanendo sempre all’opposizione, non ha potuto suo malgrado assumere decisioni (ma non per questo ha rinunciato ad assumere numerose iniziative, con qualche importante risultato).

Una confusione  comprensibile per chi, come AF, ha invece assunto (sia pur per un brevissimo periodo), una grossa responsabilità senza esprimere alcuna competenza, diventando una delle cause prime del fallimento della scorsa Amministrazione. Approfittando del vostro generoso spazio, vorremmo soffermarci su due questioni poste da quell’infelice topica sottoscritta da AF per il tramite del suo presidente: il merito ed il metodo.

Nel merito. E’ vero che nell’atto unilaterale la cosiddetta “tangenzialina” è ancora integralmente riportata, in particolare laddove si afferma che:
Seconda fase di realizzazione delle opere. Il progetto prevede il collegamento della via Alfa Romeo (attuale svincolo di Arese) lungo un corridoio parallelo alla A8/A9, per uno sviluppo di circa 2+000 km fino alla via Arese in Arese, in corrispondenza dell’attestamento del previsto intervento della Provincia di Milano di collegamento tra Arese e Mazzo di Rho; lungo tale tratto è prevista in affiancamento un percorso ciclopedonale (…)

Com’è però evidente per la stessa natura dell’atto unilaterale (sottoscritto cioè dalla solo operatore), il documento è da intendersi come impegno a stanziare le risorse necessarie per le opere medesime; non determina quindi l’effettiva realizzazione delle stesse, che vengono rinviate ad una progettazione successiva, da definire a cura dei Comuni entro 60 giorni dalla pubblicazione del bollettino ufficiale della Regione Lombardia (B.U.R.L.), come specificato nel testo approvato dell’Adp:
– “Fase 2”, comprensiva di interventi viabilistici comunque legati all’area ex Fiat-Alfa Romeo che saranno definiti più avanti dagli Enti sottoscrittori dell’AdiP e che dovranno essere realizzati con le risorse finanziarie che residueranno dopo l’attuazione della Fase 1, rispetto all’ammontare complessivo di € 24.500.000,00. Nell’ambito dell’allocazione delle predette risorse residue, particolare importanza, in via prioritaria, dovrà essere prestata agli interventi necessari per l’adeguamento del sistema viario ed infrastrutturale del Comune di Arese, in coerenza con il Piano Generale Urbano del Traffico del medesimo Comune e sulla base della proposta che sarà avanzata dallo stesso Comune entro il termine massimo di 60 giorni dalla pubblicazione sul BURL dell’AdiP al Collegio di Vigilanza, che s esprimerà secondo le modalità di cui al successivo art. 18.

Dichiarazioni queste che, al contrario degli allarmisti di Aresefuturo, leggiamo con qualche soddisfazione, soprattutto in relazione alla conferma dell’impegno di spesa sulla viabilità per 24 milioni di euro. A dimostrazione dell’errore in cui è incorso il portavoce facente funzione di AF, potremmo ricordare come, nell’accordo di programma 2004, l’operatore era stato impegnato a realizzare la biblioteca che, come tutti sanno, non fu mai costruita perché l’Amministrazione aresina del tempo chiese la  monetizzazione dell’importo ad essa destinato, che fu incassato ed utilizzato ai fini contabili per il rispetto del patto di stabilità. E’ chiaro cioè che l’impiego delle risorse è demandato ai Comuni.

Il problema, semmai, è quello di vigilare affinché durante i sessanta giorni nei quali i comuni dovranno definire nel dettaglio le opere da realizzare, non rientri dalla finestra la tangenzialina, appena uscita dalla porta; questa eventualità dovrebbe però essere esclusa, proprio alla luce delle dichiarazioni fatte che tanto da TEA quanto dalla Commissaria Pavone, che confermerebbero il superamento di quella previsione:
“L’eliminazione della Tangenzialina è stata opportunamente supportata da studi e simulazioni viabilistiche che ne hanno consentito lo stralcio. L’Atto Unilaterale d’Obbligo sottoscritto in data 5/11/2012 recepisce gli impegni dell’operatore… tra gli altri, l’obbligo di spendere per la viabilità complessivamente euro 24,5 milioni”.

In relazione  alla fase transitoria prevista dal BURL, ci risulta (ma potremmo sbagliare), che una proposta sia stata presentata agli uffici: in nome della trasparenza e per fugare ogni dubbio, pensiamo sia un atto apprezzabile, oltreché doveroso nei confronti della città, che il Commissario ne renda disponibili i contenuti.

Semmai dovremmo domandarci a cosa sono attribuibili i ripensamenti intorno alla famigerata bretella (che, ricordiamo, è di competenza della Provincia, la quale peraltro pare sia sprovvista dei soldi per realizzare l’opera), solo fino alla rotonda “della meridiana” in prossimità del cimitero di Arese. Da quel punto è interamente a carico dell’operatore privato. Posto che sia il Comune di Arese (Amministrazione Fornaro), che la Regione, la Provincia il Comune di Rho  si erano dichiarati a favore della tangenzialina, ritenendola fino a qualche mese fa questione strategica e risolutiva del traffico veicolare, ci chiediamo cosa, secondo l’imprenditore di AF, avrebbe fatto mutare tale convinzione. Noi siamo convinti che le nostre interrogazioni in consiglio comunale fin dall’ottobre del 2009, le osservazioni alla VAS sull’uso delle opportunità fornite dal progetto esecutivo dell’Autolaghi, la pressione dei cittadini, le nostre esplicite richieste, tanto alla proprietà per verificare una nuova viabilità sostenibile attraverso simulazioni quanto al Sindaco di Rho per una viabilità più coerente con le reciproche esigenze dei nostri due Comuni e, non ultimo, la stessa rilocalizzazione dell’ipermercato, abbiano consentito di accogliere almeno una delle istanze di molti cittadini, sia pur attraverso lo stralcio. In altre parole: il lavoro tecnico e politico dei riformisti versus le chiacchiere dei “moderati”.

Ciò non toglie ovviamente che l’operazione di stralcio dell’intera viabilità sia un errore concettuale, contro il quale ci siamo battuti da sempre (anche nella versione dell’Adp precedente poi bocciato dal Consiglio Comunale di Rho), convinti come siamo che una riconversione di una grande area non possa prescindere da una corretta  progettazione preventiva delle infrastrutture.   

Nel metodo. Una maggiore attenzione alle procedure, al significato dei documenti, alle dinamiche delle parti in causa, sarebbe consigliabile a chi si propone di battersi per difendere la propria città. Insomma bisognerebbe applicarsi di più: per evitare di dire grandi sciocchezze, occorrere grande cautela. Arese ha attraversato uno dei periodi più neri della propria storia anche grazie al contributo dei sedicenti moderati di cui sopra. E’ giunto il momento di fare sul serio, dismettendo la  propaganda come arma di distrazione di massa e la tifoseria ideologica come metodo per la costruzione del consenso elettorale. Occorre evitare la vecchia politica accuratamente nascosta dietro l’ennesimo uomo della provvidenza. E’ giunto il momento affinché la responsabilità divenga maggioranza, nell’interesse del bene pubblico: questo è quanto faremo con la promozione del Patto Civico, con buona pace dei guastatori vecchi e nuovi.

Cordiali (non come quelli ricevuti dall’imprenditore di AF) saluti

“L’architetto” (Enrico Ioli)
“Il sindacalista componente di Comunimprese” (Giuseppe Augurusa)
“Il giovane turco” (Luca Nuvoli)

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