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Pdl: nessuna stampella alla maggioranza

10 luglio 2012 – Se la ride di gusto Alfredo Celeste quando gli chiediamo senza giri di parole se il Pdl farà da stampella alla giunta Ravelli: “Ma che stampella! Come Pdl abbiamo per lunghi anni amministrato la città lavorando per il bene di Arese e, al di la degli errori personali che possono essere stati commessi nel recente passato, questo abbiamo intenzione di continuare a fare. Sollecitando il sindaco Ravelli a evitare furbizie e a fare pubblicamente chiarezza su quello che sta accadendo alla sua giunta dopo appena un mese e mezzo di lavoro. La nostra impressione, infatti, è che la crisi della giunta Ravelli sia sempre più acuta e avvitata in se stessa. E Arese merita delle spiegazioni”. Celeste, che è sindaco di Sedriano e vice-coordinatore provinciale del Pdl di Milano, è stato nominato appena qualche giorno fa, insieme a Luca Proietto, commissario del Pdl aresino: “Ma non mi chiami commissario – continua a ridersela Celeste – che suona un po’ sinistro. Mi sembra più appropriato dire che sono, anzi siamo, visto che con me c’è anche Proietto, un supporto provinciale al partito locale per superare questa fase critica in attesa di nuove elezioni interne che ridefiniscano le cariche della sezione aresina del Pdl”. Una scelta, quella del commissariamento (abbia pazienza Celeste ma se usiamo la sua definizione l’articolo viene lunghissimo!), che non riguarda solo Arese ma buona parte dei comuni della provincia di Milano e che, anzi, era stata sollecitata dal coordinatore del Pdl cittadino Massimo Cormanni.

Tornando alle vicende aresine, in questa fase il ruolo del Pdl, che pure non era stato premiato dagli elettori alle ultime amministrative, sta assumendo contorni di centralità perché Gherardo Gherardi (nella foto), eletto comunque consigliere comunale, aveva a suo tempo accettato la carica di vice-presidente del consiglio, che la maggioranza aveva offerto all’opposizione ma che era stata rifiutata da Pd e 5 Stelle. Una carica che ora, stante le dimissioni dalla presidenza del consiglio comunale di Luciana Fossati, diventa determinante per la convocazione e la gestione del consiglio comunale straordinario richiesto dal Pd, con Gherardi che, a tutti gli effetti, è il presidente del consiglio in carica e quindi colui che stabilisce tempi e metodi dell’assemblea. “La crisi in corso – affermano Celeste e Proietto – è molto grave. Le voci e le indiscrezioni che vorrebbero il sindaco restio a convocare il consiglio comunale aperto così come richiesto dalla minoranza, ci vedono determinati sia come Pdl che attraverso il vice-presidente Gherardi a far rispettare leggi e regolamenti vigenti senza che si voglia o si possa agevolare una parte o l’altra. Il Pdl ritiene indispensabile fare chiarezza in tempi rapidi e sciogliere tutti i grumi che impediscono alla giunta Ravelli di operare prima che la crisi diventi irreversibile”.

In sostanza sembrerebbe che l’orientamento del Pdl di Arese, e quindi del vice-presidente del consiglio comunale Gherardo Gherardi, sia quello di acconsentire alla richiesta del Pd che il consiglio venga convocato in sessione aperta, cioè con la possibilità che i cittadini intervengano durante l’assemblea, e che la data di convocazione sia fissata al più presto. Probabilmente prima di quel 23 luglio che è il giorno in cui cesserà di lavorare ad Arese il segretario generale Giuseppe Locandro, recentemente dimesso dall’amministrazione Ravelli. “La conferenza capigruppo – conferma Celeste – è già stata convocata per il prossimo martedì 17 luglio, data alla quale è stata assicurata la presenza di tutti gli interessati, e in quell’occasione Gherardi stabilirà le regole del consiglio comunale aperto. Mi sento anche di escludere che in quel consiglio comunale, che ha carattere di straordinarietà, possa essere eletto il nuovo presidente del consiglio comunale, punto questo per il quale il sindaco Ravelli dovrà invece presentare richiesta affinché sia messo all’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale ordinario”. La posizione di Celeste e del Pdl è quindi chiara, con il commissario della sezione cittadina che conclude così: “Noi vogliamo il bene della città, che oggi è messo in seria discussione da conflitti interni alla maggioranza e la stessa continuità della vita amministrativa è in forse, con gravissimi danni per l’intera comunità. Il bene di Arese è superiore a qualsiasi altro interesse. Faremo di tutto perché si affermi”.

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