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Pedroli: “Ravelli una persona integerrima”

03 luglio 2012 – Riceviamo e pubblichiamo questo intervento di Giuliana Pedroli, che durante la campagna elettorale era stata l’addetto stampa di Pietro Ravelli.

Spettabile redazione di Qui Arese,
desidero intervenire in questa querelle che vede coinvolto il sindaco Ravelli e la sua giunta, nonostante non sia di Arese e nonostante non mastichi molto di politica. Noi ci siamo conosciuti proprio in occasione della campagna elettorale Ravelli 2012, di cui sono stata addetto stampa, e durante la quale ho ben collaborato con voi giornalisti. Devo dire, a onor del vero, che dopo la vittoria del sindaco, per correttezza io ho preferito ritirarmi, proprio perché ritengo che un portavoce o addetto stampa di tale importante carica amministrativa debba essere una persona coinvolta anche nelle vicende della città in cui vive per seguirle con la giusta passione e coinvolgimento, e io non abito lì. Detto questo non posso fare a meno di denunciare il mio sbigottimento di fronte a quello che sta succedendo. Il mio è stato un lavoro giornalistico a favore di una persona, il dottor Ravelli, al quale mi lega un rapporto fraterno di grande affetto.

Le nostre famiglie hanno vissuto e superato insieme diverse avversità della vita e posso, anzi mi è doveroso dire, che se persona degna e trasparente esiste, costui è il vostro nuovo sindaco. Affidabile, impegnato onesto pulito e leale, e questo lo confermeranno certamente i vostri lettori che hanno avuto la fortuna di averlo per anni come loro medico. Spesso la sua famiglia è passata in secondo piano proprio per la sua dedizione totale alla professione. Andato in pensione ha continuato a fare il medico volontario presso l’Opera Fratelli di san Francesco d’Assisi (cosa che pochi sanno, proprio per la modestia del soggetto), e ora, invece di godersi la agognata serenità in famiglia ha deciso di ributtarsi nella mischia, per aiutare la sua città che ne ha bisogno. Sì, perché per quel poco che ho visto, voi aresini, ne avete veramente molto bisogno. Quindi elezioni, grande successo, grande consenso. Cosa succede allora? Da dove arriva tutto quel fango che qualcuno vuole buttare su di lui, sui suoi uomini. Cos’è quell’aria di sospetto che si vuole insinuare in una amministrazione che ancora non ha iniziato a lavorare? Nel periodo elettorale ho incontrato alcune delle persone coinvolte in questa vicenda e, nonostante debba dire che la conoscenza sia stata superficiale, mai mi sarei aspettata di scoprirne la grettezza e la malafede.

Quante volte ho detto – Piero chi te lo fa fare? Piero stai attento, sono persone navigate, potrebbero usarti. Ebbene, io credo sia accaduto o stia accadendo questo. Penso che qualcuno abbia sfruttato il consenso che una persona corretta e amata come lui avrebbe avuto in campagna elettorale (l’hanno votato più della metà degli aresini), per poi scavalcarlo ed ottenere la sua poltrona. Condivido, se non le idee, la lettera aperta scritta su QuiArese da signor Seregni, in particolar modo quando dice: “…il dramma di un uomo, oggi sindaco, che in campagna elettorale assicurava di metterci la faccia… e che a meno di un mese dalla sua elezione, si ritrova a dover fronteggiare al suo interno una situazione decisamente peggiore e più imbarazzante di quella dei tanto criticati partiti. Se qualcuno crede davvero che una poltrona valga più del rispetto dei valori e delle persone… sindaco, è ancora in tempo: salvi la faccia“. Da amica gli direi – sindaco molla tutto, non puoi soffrire e far soffrire la tua famiglia per chi non lo merita; ma da persona seria, coerente e anche fiduciosa, non posso che sperare che tutto si sistemi e che chi è stato eletto possa iniziare a lavorare seriamente, innanzitutto perché lo merita, poi perché i cittadini che hanno creduto in lui sappiano di avere scelto la persona giusta. Il mio invito è che la cittadinanza tutta conosca tutta la vicenda, sappia, intervenga, difenda ed aiuti chi vuole impegnarsi per il bene comune, senza interessi, arrivismi e desiderio di protagonismo.

Giuliana Pedroli

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