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Per Augurusa è davvero ora di cambiare

02 dicembre 2011 – In merito alle attuali vicende politiche riceviamo, e pubblichiamo un commento di Giuseppe Augurusa, già candidato sindaco del centro sinistra nel 2009.

Egregio direttore,
da qualche giorno il sindaco di Arese, a seguito della decisione ultima del Gip competente, è  imputato per i reati connessi alla cosiddetta “truffa del gas”. Nello spazio che potrà dedicarmi non mi occuperò della questione giudiziaria, che com’è ovvio compete ad altri, bensì di quella politica. Mi si consenta tuttavia di rilevare come la risoluzione della prima potrebbe non essere indifferente per le sorti dell’amministrazione locale. L’eventuale esito negativo (per il sindaco) del percorso dei riti alternativi, potrebbe infatti determinare nel medio periodo la caduta di quanto resta della giunta comunale. In questa fase di attesa dell’esito processuale  penso sia utile, nell’interesse generale, che tutti assumano almeno l’impegno di rispettare la decisione dei giudici qualunque essa sia.

Sul fronte della politica le cose sono però meno lineari. Com’è noto una mini-maggioranza occupa da due mesi il locale Municipio a seguito del conferimento a un facente funzione, il vice sindaco (designato), delle deleghe del sindaco (eletto) sospeso. Egli non può tuttavia disporre di una giunta a causa delle dimissioni per ragioni articolate e note (scarsa trasparenza, disagio personale, uscita dalla maggioranza della Lega Nord) di quattro dei sette assessori e il tentativo di rimpasto più volte annunciato è stato vano. A tal proposito mi permetta di rilevare come anche a fronte di nomina di nuovi assessori la prudenza per il facente funzione sarebbe consigliabile: fermo restando infatti il trasferimento totale delle deleghe dall’eletto al designato, il Consiglio di Stato, sia pur confermando questo concetto, suggerisce tuttavia di valutarne attentamente l’opportunità, evidenzia cioè la necessità di un limite all’eventuale esondazione dei poteri trasferiti a uno che non trae la sua legittimazione con il voto popolare; ci parla quindi da un lato di democrazia (parola forse dimenticata?), dall’altra del patto fiduciario stabilito dalla legge in capo al sindaco eletto e non ad  altri. Confido che il Tar della Lombardia (in ordine alla “responsabile autolimitazione” e alle prescrizioni per i comuni con più di 15.000 abitanti) possa condividere questa impostazione qualora si rendesse necessario ricorrervi.

In questa evidente “empasse” si fatica a capire come il vicario possa impunemente dichiarare ai giornali che “la macchina comunale funziona perfettamente”, a meno che non si riferisca ai dipendenti comunali che in questa surreale situazione continuano, ovviamente, a fare il loro mestiere, magari solo un po’ frastornati. Se è questo che intende, gli suggerirei tuttavia di dirlo a bassa voce prima che qualcuno si accorga che, per proprietà transitiva, la classe politica “governante” non serve praticamente a nulla. D’altra parte basta assistere a un consiglio comunale per comprendere la fase: nelle ultime tre sedute la media dei punti all’OdG raggiunge a fatica il numero degli assessori rimasti, il merito non è particolarmente entusiasmante, la rissa sempre in agguato in un’assemblea pubblica letteralmente sfuggita di mano alla presidente del consiglio. Per chi come me ha la cultura del  rispetto delle istituzioni è proprio triste vedere trasformato in basso avanspettacolo il luogo della democrazia cittadina. Così, mentre il Paese nel suo complesso sembra uscire da quel circo Barnum di nani e ballerine dell’ultima stagione politica, Arese, al contrario, sembra precipitarvi dentro.

In queste condizioni, ovviamente, il merito dei problemi della città va a farsi benedire: dalla micro giunta Giudici (il nome suona un po’ beffardo nel contesto dato!), continua a non arrivare uno straccio di risposta sulla tragica situazione del centro sportivo, di cui da qualche giorno si occupa l’autorità di vigilanza dei contratti pubblici e pare occuparsi anche la magistratura, come anche la sua testata ha riferito; il piano di grandi opere pubbliche si è dimesso insieme al suo estensore indagato; il silenzio sul piano ex Alfa (la più grande trasformazione urbanistica del territorio nord ovest), è totale a un mese dalla sua scadenza naturale; la polemica sul degrado delle case Aler infuria, e così via.

Mentre tutto crolla, i leader dell’Udc (l’unica formazione di fatto al governo), si occupano di polemizzare con le opposizioni su fatti d’interesse relativamente nullo come facilmente verificabili sui tanti social network, piccole armi di distrazione di massa usate per distogliere l’attenzione dei cittadini dal vuoto della politica. L’Udc locale, che poco ha a che vedere con il dignitoso onorevole Casini, pregiudica con il comportamento del suo gruppo dirigente ogni ipotesi di dialogo con il centro sinistra, come altrove invece in avanzata via di sperimentazione. Per la precisione lo compromette con il gruppo dirigente, non con il suo elettorato, ovviamente, che al contrario ha già dimostrato fin dal ballottaggio del 2009 un alto grado di autonomia. La città tutto questo l’ha capito e il tentativo di arroccarsi nel fortino travestendo gli interessi con il vestito buono della responsabilità, appare ogni giorno di più patetico.

In questo scenario, alle opposizioni non resta che portare la mozione di sfiducia in consiglio comunale chiamando nominalmente ciascuno dei consiglieri a un ultimo atto di responsabilità che consegni nuovamente la parola ai cittadini. A ben vedere anche la maggioranza potrebbe fare un’ultima cosa: decida autonomamente di chiudere quest’infelice esperienza, dimostri di non temere il giudizio dei cittadini a cui troppo spesso a sproposito si richiama, consegni la città al prefetto in nome della trasparenza, oggi la vera priorità della nostra comunità dopo questi anni avventurosi. Decida in altri termini, prima che lo facciano altri, magari per effetto indesiderato delle decisioni di giudici che di nome non fanno necessariamente Carlo.

Cordiali saluti
Giuseppe Augurusa
(già candidato sindaco del centro sinistra nel 2009)

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