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Perferi al PD: sì al dissenso, no alle offese

21 ottobre 2011 – Riceviamo e pubblichiamo questo intervento del capogruppo UDC Gino Perferi che è, sostanzialmente, un pacato invito, rivolto in particolare al PD, ad abbassare i toni nella polemica che si è scatenata a livello politico nel corso delle ultime settimane.

Carissimi rappresentanti del PD Aresino: Fabio, Giuliano, Enrico, Edoardo e Umberto
Grazie per la dotta e particolareggiata “lezione” di Catechesi, e grazie per la lunga e qualificata elencazione dei vostri impegni nel pianeta politico e sociale sia come cattolici che come appartenenti a un partito. Se la vostra risposta inviatami tramite QuiArese (leggi qui), voleva essere una risposta alla mia lettera precedente, scritta unitamente alla segreteria dell’UDC, lettera sulle vicende politiche aresine, fraternamente vi prego di rileggerla perché credo abbiate completamente travisato il contenuto della stessa su citata: scoprirete che personalmente e non solo, non ho mai inteso minimamente mettere in dubbio il vostro essere cristiani autentici solo perché militate nel PD. Me ne guardo bene di dare certi giudizi!!! Queste prerogative magari appartengono ad altri e non alla mia cultura. Credo comunque di conoscere i documenti con i quali la chiesa invita i propri “figli” a un impegno nel politico senza peraltro invitare ad una militanza in questo o quel partito.

Nella mia lettera sottolineavo, e ribadisco, sottolineavo che “epiteti” e parole sicuramente non onorifiche e quant’altro, pronunciate in occasione del consiglio comunale dello scorso 27 settembre, in un luogo pubblico e istituzionale, sicuramente rivolte ai consiglieri di maggioranza da parte della claque presente, non sono espressioni da voi respinte…anzi. Questo è stato ed è il mio rammarico che ho cercato di esternare: non ci sono riuscito? Me ne dispiace! Spero che dopo questa mia nuova sia riuscito a spiegarmi. Dopodichè sono contento e felice del vostro impegno nel politico e da parte mia non ho mai detto che la verità sta da un’altra parte politica rispetto alla vostra. Ho personalmente molto rispetto per tutti coloro che impiegano il proprio tempo in un simile impegno utile e nobile come quello politico. Non ho però assolutamente atteggiamento di condivisione verso coloro che usano offendere gli avversari politici come è stato fatto da ben individuato pubblico appartenente al vostro partito: nessuno di voi né al momento né dopo ha mosso una critica. Questo mi ha spinto a scrivere la mia precedente lettera e nient’altro. L’invito che mi si rivolge da un cartello manoscritto sulla bacheca della vostra sede in via Caduti che recita: “Gino chiudi il gas e vieni via”, è un modo simpatico ed efficace di mandare messaggi rispetto alle problematiche del momento. Il dire e urlare senza ritegno le parole: tutti a casa siete ladri eccetera, non è sicuramente un linguaggio che onora chi lo pronuncia. Sicuramente i politici avversari che ho avuto durante i dieci anni della mia gestione sindacale, non si sono mai sognati di etichettarmi ed etichettare la mia giunta, con simili epiteti.

Pur non avendo una cultura universitaria, credo mi si possa dare atto che anche da parte mia, non ho mai provocato con offese i miei avversari anche in momenti molto particolari come la vicenda del PII a Sud e la contestazione per il sottopasso Marietti (oggi via Ferrari). Vedo che spesso da parte vostra e da parte di altre persone scese nella contestazione politica del momento si usa spesso elencare aggettivi qualificativi che vogliono distinguere la vostra azione politica: spirito di servizio, bene comune, solidarietà nella democrazia, nella trasparenza amministrativa e personale, nell’etica pubblica e soprattutto privata; sono caratteristiche che non stanno da una sola parte, sicuramente a queste mi sono sempre ispirato nello svolgimento della mia attività pubblica dal 1999 al 2009. E anch’io assieme ad alcuni di voi cerco di farmi istruire dalla Dottrina Sociale della Chiesa durante gli incontri mensili cui fate riferimento nella vostra risposta, senza farmene vanto ma partecipano con umiltà e serenità d’animo.

Con affetto e stima
Gino Perferi