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Perferi risponde al PD. E non solo…

11 ottobre 2011 – Riceviamo e pubblichiamo questa lettera di Gino Perferi che risponde alle affermazioni del PD esposte presso la sua sede di via Caduti.

Caro direttore,
se sono il “regista” di una situazione difficile e insostenibile come tuonano dalla sede del PD di Arese, allora posso prendermi la licenza di “correggere” i signori “attori” pidiessini, affinché entrino in modo corretto nella parte di oppositori per recitare un serio copione di proposte e progetti e non recitare un copione fatto solo di epiteti, male parole, accuse generalizzate e reazioni chiassose. Bisogna che vi rendiate conto che la vostra parte di oppositori, ancorché nobile in democrazia, deve sempre consentire di esprimere le proprie idee ma sempre rispettando la persona che non sta dalla vostra parte. Il chiasso o la “caciara” che la sinistra aresina e non solo, ha creato in occasione del consiglio comunale del 27 e 28 settembre è veramente emblematica e non trova giustificazione rispetto ai fatti cui si riferisce.

Il sindaco agli arresti domiciliari, con capi di accusa tutti da confermare anche se gravi, ma ascritti a lui per azioni svolte al di fuori dei singoli atti amministrativi di giunta o di maggioranza, non possono essere l’occasione per etichettare come “ladri”, tutta la maggioranza che ha avuto il solo torto di non “scappare” per consegnare Arese al commissario prefettizio per i prossimi mesi preferendo, invece, fino a quando il risultato delle  indagini  lo consentirà, di farsi carico di amministrare Arese che non merita il blocco amministrativo per un così lungo tempo. L’UDC e la parte seria e responsabile della maggioranza  che è uscita vittoriosa dalle elezioni del 2009, hanno deciso di continuare: sono viceversa “scappati” con variegate e ridicole motivazioni, i colpevolisti a prescindere, che non hanno atteso di leggere neanche le motivazioni e i capi di  imputazione del sindaco; sono scappati i leghisti che invece di dimostrare di essere “duri e puri”, come sempre dichiara il loro capo Bossi, hanno fatto i Ponzio Pilato lavandosi le mani con l’acqua della sorgente del Po e il “sapone” del Centro Sportivo Davide Ancilotto.

Se i due assessori della Lega e l’assessore del PDL si rivolgevano al “regista”, questi avrebbe consigliato loro di recitare una parte più consona al compito loro assegnato dalle deleghe assessorili: non si può passare un anno intero attendendo i dati del centro sportivo ma li si va a cercare quotidianamente con la collaborazione del sindaco, da chi ne è a conoscenza; non si  firma una relazione  al consiglio sugli Equilibri di Bilancio, di per se molto condivisibile, e poi  platealmente con una azione ad effetto, si rassegnano le dimissioni dall’incarico “, come ha fatto l’assessore Seeber, perché il clima non la fa sentire a proprio agio in giunta comunale”. Cari amici  chi si ritira dalla lotta……mostra scarsa attitudine ad avere una responsabilità pubblica, quindi fa bene ad andarsene; fare politica vuol dire avere la capacità di testimoniare il proprio spirito di servizio anche nei momenti di minor gloria.

Gino Perferi e la Segreteria UDC di Arese