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“Atto Integrativo, ecco cosa devono aspettarsi gli aresini”

22 novembre 2018 – Sala polivalente del Centro Civico piena ieri sera per l’assemblea pubblica organizzata da Movimento 5 Stelle, Passaparola e Arese in Testa per illustrare ai cittadini quello che, in base alle informazioni da loro raccolte, sarebbe in discussione  nelle sedi dove si discute e “si decide del futuro dell’area ex Alfa Romeo e del nostro territorio”. A prendere la parola per primo è stato Massimiliano Seregni, di Passaparola, che partendo dalla cronistoria dell’Accordo di Programma per l’area ex Alfa, arriva a quelle che, in base ai documenti ottenuti tramite accesso agli atti, sarebbero le richieste della proprietà per l’Atto Integrativo, che dovrebbe portare alla realizzazione di nuove strutture all’interno del polo.

La premessa però è ancora una volta critica nei confronti della giunta, che non condividerebbe con i cittadini le informazioni che ricava dalle discussioni ai tavoli istituzionali: “La maggioranza – sostiene Seregni – motiva la mancata condivisione delle informazioni con il fatto che manca l’ufficialità delle scelte, non essendo ancora arrivati alla pubblicazione delle varianti urbanistiche. Noi crediamo che quando saranno presentate sarà troppo tardi per incidere sulle scelte e fare osservazioni. Il momento per discutere è proprio questo, quando ci sono i tavoli aperti, tavoli ai quali si discute del nostro futuro. Noi abbiamo ottenuto tutti i verbali del consiglio di indirizzo e dei tavoli tecnici tramite un accesso agli atti, e questa sera vi spiegheremo di cosa si sta discutendo”.

Nel corso del suo lungo intervento Seregni illustra, tra le altre cose, quali sarebbero le opere richieste dal privato, a fronte delle compensazioni che l’Atto Integrativo chiede per il pubblico. Tra queste ci sarebbero nuove aree ricettive, sportive, di svago e cura della persona, un ampliamento del centro e delle gallerie commerciali, il cosiddetto Skydome, ovvero la pista da sci al coperto, una zona di ricerca e sviluppo connessa allo Skydome, una struttura ellittica coperta che Seregni, dai disegni, stima di un centinaio di metri di diametro e due nuove grandi superfici di vendita, una di 45 mila metri quadrati e una di nove mila (per la prima, anche se non c’è nulla di ufficiale, il riferimento rimane a Ikea).

Seregni cita poi una serie di opere compensative vecchie e nuove (sul discorso trasporto pubblico interverrà più tardi Luigi Muratori di Arese in Testa), sostenendo che di fatto per molte di queste l’interesse pubblico di Arese è nullo, mentre permane un interesse reale di Lainate, Rho e Garbagnate. Seregni nel suo lungo intervento cita anche due progetti attesi da tempo, il ribaltamento del casello della A8 e la variante varesina, e spiega perché i lavori non sarebbero ancora iniziati (sull’argomento torneremo con un articolo specifico).

Dopo Seregni, a intervenire è Michaela Piva, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, che si sofferma sugli aspetti occupazionali e su quelli ambientali. Secondo Piva, a causa dei conteggi fatti prima dell’apertura del centro commerciale su dati stimati di pianta organica, mancherebbero 293 assunzioni a tempo indeterminato di persone del nostro territorio. E chiede che l’Atto Integrativo sani questo aspetto. Sull’impatto ambientale Piva chiama invece in causa direttamente l’amministrazione aresina: “Una mozione della stessa maggioranza – dice il consigliere 5 Stelle – chiedeva l’impegno a garantire un basso impatto ambientale delle nuove strutture, ma non dettagliava nulla, limitandosi a una dichiarazione generica. Il sindaco a suo tempo aveva garantito che ci sarebbe stato un monitoraggio costante del flusso dei veicoli, ma non si trova nessun documento che ne parli che sia successivo all’apertura del centro commerciale. E ci dicono che non c’è perché mancano ancora due rotonde al progetto viabilistico”.

Secondo le stime di Piva, la realizzazione delle opere previste dall’Atto Integrativo andrebbe a raddoppiare il traffico veicolare che attualmente grava sulla nostra zona, compromettendo ulteriormente la qualità dell’aria: “Nel 2017 – evidenzia Piva – la centralina dell’Arpa ha registrato valori di PM10 tre volte superiori ai limiti di legge, un dato che è meno drammatico in questo 2018 per via delle abbondanti piogge. Ma a spaventare è soprattutto il PM2.5, anche esso oltre i limiti. Perché mentre il PM10 raggiunge solo le vie respiratorie superiori, il PM 2,5 è in grado di penetrare negli alveoli polmonari, per via delle sue minori dimensioni. E il PM2.5 è strettamente correlato al traffico veicolare, perché deriva in maniera significativa da pneumatici e freni”

A chiudere il giro di interventi è Luigi Muratori, di Arese in Testa, che fa il punto sui progetti che riguardano le compensazioni allo studio in materia di trasporto pubblico. “Le ipotesi sul tavolo – spiega Muratori – sono tre, e a nostro parere nessuna di loro ha un vero interesse pubblico per gli aresini. La prima è quella del cosiddetto People Moover, ovvero il collegamento su filo o rotaia tra Rho Fiera e l’area del centro commerciale. Sapete quante fermate sono previste in Arese da questo progetto? Una, e nella zona di Valera. Il People Moover sarebbe dunque di interesse pubblico per gli aresini? La seconda ipotesi prevede un collegamento su gomma tra Rho Fiera, Arese, Lainate e l’area commerciale. E in questo caso le fermate ad Arese sarebbero due, una in Gran Paradiso e una in Nuvolari. Si può parlare dei interesse pubblico per gli aresini? La terza ipotesi è quella di ripristinare il collegamento ferroviario tra Garbagnate e Lainate nella zona ex Alfa. E in questo caso il nostro Comune non viene nemmeno sfiorato dal percorso. E’ dunque questa la visione del futuro di questa amministrazione in tema di trasporto pubblico e di mitigazione del traffico derivante da un eventuale espansione del centro commerciale?”.

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