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“Casa di riposo, ecco come non aumentare rette”

05 maggio 2016 – Riceviamo e pubblichiamo questo intervento di Arese al Centro che spiega perché nel consiglio comunale del mese scorso ha votato contro l’aumento della retta a carico degli ospiti della casa di riposo. In sostanza i centristi ritengono che sia possibile adottare una diversa strategia finanziaria affinché l’Azienda Speciale rispetti le nuove norme di Regione Lombardia in merito alla contribuzione agli enti locali.

Il 7 aprile 2016 in consiglio comunale è andato in scena l’ennesimo aumento delle rette, adottato dalla giunta Palestra, in relazione all’esame ed approvazione del Bilancio economico di previsione relativo al 2016 e del Bilancio Pluriennale 2016/2018 dell’Azienda Speciale Gallazzi-Vismara.

Coerentemente con quanto già dichiarato nel 2014 la giunta continua nella sua forzosa richiesta di autonomia finanziaria delle società partecipate. Doveroso ricordare che nel corso del 2014 la giunta aveva già dato disposizioni all’Azienda Speciale Casa di Riposo di procedere con l’aumento delle rette, pari al 2,5 per cento per gli ospiti residenti e del 5 per cento per i parenti non residenti oltre all’addebito del servizio lavanderia e del trasporto sanitario degli ospiti posti a carico dei parenti al di fuori della retta mensile. La delibera di Giunta inoltre demandava a successivi e tempestivi provvedimenti per la definizione di un graduale aumento delle rette e magicamente tutto questo si è concretizzato durante l’ultima adunanza.

Curiosa premonizione dell’aumento delle rette è stata anticipata anche nella relazione della “Commissione Comunale Welfare” presieduta dalla Sig.ra Rosella Ronchi di “nomina Pd”. La Commissione evidenziava quanto la nostra Casa di Riposo sia diventata nel corso di questa gestione sempre più simile ad un “ospedale” e sempre meno una “casa o una famiglia”, ed evidenziava il difficile rapporto di comunicazione interna creatosi tra la Commissione Parenti e la Dirigenza della Rsa. La Sig.ra Rosella Ronchi inoltre come dichiarato anche sulla stampa locale, riferiva di quanto riportato dall’amministrazione comunale in relazione alla necessità di intervenire all’aumento delle rette a causa dell’impatto del nuovo sistema “vendor rating” istituito dalla Regione Lombardia, quale nuovo criterio di contribuzione alle Rsa, tale normativa prevede tra i criteri di valutazione l’auto-sostenibilità economica della struttura. La presidente della Commissione a fronte di tale previsione, metteva in evidenza che non sarebbe più stato possibile utilizzare come entrate, il contributo del Comune di Arese e l’utile derivante dalla farmacia Comunale obbligando la struttura a un cambiamento di modello economico.

Bene, la nuova riforma Regionale non prevede nulla di tutto questo, la riforma prevede essenzialmente degli indicatori su cui si baserà il sistema denominato “vendor rating” ad esempio il minutaggio assistenziale, il mix professionale, la retta media praticata e la saturazione. Il mancato o cattivo rispetto di tali parametri da parte delle Rsa determinerà una riduzione della contribuzione Regionale, pertanto nulla a vedere con quanto riportato nelle sedi istituzionali dalla maggioranza anche alla Commissione Welfare.

Vogliamo ribadire che la copertura dei costi sociali non implica obbligatoriamente un ritorno all’antico sistema di ripiano delle perdite ma riteniamo che l’Ente locale, può e deve stanziare nel proprio bilancio di previsione, somme destinate alla copertura dei costi sociali dell’Azienda Speciale, perché l’Ente si presenta come un’utente collettivo del servizio. Esso corrisponderà nell’interesse dell’utenza a basso reddito, una quota della tariffa del servizio, determinata in modo da consentire all’Azienda Speciale la copertura dei costi di servizio.

Analogamente se verrà affidata la realizzazione di un risultato di utilità sociale, destinato a tradursi in un vantaggio per l’intera comunità locale, l’Ente assumerà la veste di committente e sarà tenuto al pagamento di un corrispettivo. In sostanza con l’antico principio l’Ente erogava quando l’azienda aveva speso, con il nuovo sistema si predetermina il fabbisogno finanziario necessario perché l’Azienda realizzi specifiche finalità sociali, facendo propri i costi relativi. Quanto proposto dalla Maggioranza si inquadra in una vera scelta “politica” che nel pieno diritto della propria autonomia, “impone” l’aumento delle rette per ottenere il pareggio di bilancio utilizzando verso altri scopi sociali i fondi precedentemente destinati alla Casa di Riposo.

Arese al Centro, non condivide tale decisioni e ha espresso voto contrario alla delibera consiliare che prevedeva un’ulteriore incremento del 6 per cento circa, ritenendo che le decisioni assunte dalla maggioranza porteranno inevitabilmente a continui adeguamenti e aumenti delle rette, basti pensare nel breve periodo al possibile incremento dei costi del personale dipendente, a seguito delle nuove dinamiche sindacali che interessano il settore pubblico.

Il gruppo di Arese al Centro

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