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“Integriamo Adp per favorire economia zona”

26 febbraio 2014 – “Abbiamo scelto di portare questa delibera in consiglio comunale, anche se avrebbe potuto essere approvata direttamente in giunta, perché vogliamo intervenire sull’Accordo di Programma, implementandolo nelle parti dove si parla di occupazione e sviluppo. E se riuscissimo a dare a questa proposta forti connotati di condivisione con le opposizioni, crediamo che le possibilità che il Collegio di Vigilanza, unico organo che può modificare l’Accordo di Programma, decida di intervenire per integrarla nell’Adp sarebbero maggiori”. Ha esordito con questo invito alle opposizioni l’assessore Giuseppe Augurusa (nella foto), quando nel consiglio comunale di ieri sera ha presentato il documento di indirizzo per il piano di sviluppo produttivo e occupazionale del comprensorio ex Fiat-Alfa Romeo. Un invito che le opposizioni hanno accolto, votando compatte a favore della delibera, che è quindi stata approvata all’unanimità dal consiglio comunale e che verrà ora portata in Collegio di Vigilanza Adp.

Gli orientamenti indicati da Augurusa sono condivisi anche dal Comune di Lainate e sono nati diversi mesi fa, quando Comunimprese aveva proposto per l’area ex Alfa un piano alternativo all’Adp, al quale ora, dopo l’approvazione dell’Accordo di Programma, si vuole fare assumere connotati integrativi. La proposta di Augurusa verte essenzialmente su due temi, quello della riqualificazione e quello dell’occupazione, sui cui numeri si lavora ancora però a livello percentuale e non assoluto in quanto la proprietà non ha ancora definito la pianta organica del futuro centro commerciale.

Augurusa parte dal tema della riqualificazione, illustrando i contenuti della proposta che verrà portata in Collegio di Vigilanza: “L’area – illustra l’assessore – insiste su circa due milioni di metri quadrati, tutti di proprietà privata. Noi immaginiamo che possa essere suddivisa in due parti, una individuata come sistema territoriale e l’altra come sistema produttivo”. Augurusa spiega quindi cosa si intende per sistema territoriale e quali benefici questo potrebbe portare al tessuto economico locale: “La parte definita sistema territoriale – spiega Augurusa – sarebbe destinata a iniziative di carattere economico che puntino sugli aspetti espositivi, ludici e turistici. In questo contesto rientrerebbero il museo dell’Alfa, la pista prove, Villa La Valera, Villa Litta, il campo da golf e, territorialmente, il parcheggio expo e l’area ex Ancifap, che verrebbero riqualificate integrandole in questo contesto turistico e ricreativo. Per dare un’idea delle potenzialità che avrebbe questa soluzione per la nostra economia futura vi porto ad esempio il museo dell’auto. Mediamente quello di Arese, il più ricco in termini di materiale espositivo, aveva una media di 25 mila visitatori all’anno, senza che ci fossero iniziative volte a valorizzarlo e farlo conoscere ai tanti appassionati dello storico marchio del Biscione. I musei di Bmw e Mercedes, certamente più moderni in termini di struttura ma meno ricchi in termini di offerta espositiva, hanno tra i 2,5 e i 3 milioni di visitatori all’anno. E’ del tutto evidente che la valorizzazione di questa struttura darebbe una svolta economica a tutta la nostra area. Fiat ha già presentato un progetto di riqualificazione che prevede investimenti per milioni di euro e in questo momento si sta trattando con il Ministero dei Beni Culturali per i vincoli esistenti su alcune strutture”.

Al fianco dell’area turistico ricreativa, la maggioranza ne identifica una produttiva, collocata dove ora ci sono il centro tecnico Gardella e l’edificio servizi “spina”, e dove l’operatore è tenuto a costruire una struttura da cedere ai Comuni, che la destineranno poi alle attività produttive: “Esistono – spiega Augurusa – diverse ipotesi sul suo utilizzo: una è quella di destinare gli spazi, o parte di essi, alle startup e al co-working, un’altra prevede di inserirvi una serie di attività che vanno dal manifatturiero alle tecnologie innovative. Quello che è certo è che nella situazione economica attuale non è pensabile che si riesca a trovare un’azienda di grosse dimensioni in grado di occupare tutti gli spazi. Abbiamo però già ricevuto una decina di manifestazioni di interesse da parte di piccole e medie imprese che per una serie di ragioni non hanno la possibilità di crescere dove sono collocate ora. Esiste poi anche un’ipotesi di accordo con una struttura di ricerca biomedicale, che si è detta potenzialmente interessata all’area. A margine di questo ci sono anche 20 mila metri quadrati di capannoni relativamente recenti e mai utilizzati, frazionati in 20 blocchi di circa mille metri quadri, che sono di proprietà di Abp. Per integrarli nel progetto abbiamo chiesto alla società di immaginare per queste strutture un modello diverso da quello della vendita, ipotizzando la loro cessione in locazione o la possibilità di attuare qualche meccanismo di leasing, ottenendo da Abp la disponibilità a ragionarci sopra”.

Sul fronte del commercio locale e dell’impatto che avrà su di esso la nuova struttura di vendita, l’Adp prevede dei fondi di mitigazione, per i quali la delibera chiede di considerare una diversa scansione temporale per la loro messa a disposizione: “Nell’Accordo di Programma – spiega Augurusa – è previsto un fondo di mitigazione di 4,5 milioni di euro destinati ai comuni di Arese e Lainate. Questo denaro può essere usato in molti modi, ma la nostra idea è quella di non distribuirli a pioggia, cosa che avrebbe un impatto molto limitato per il singolo esercizio, ma di destinarli, tramite bando, al finanziamento di progetti specifici in ambito di commercio locale. Con questa delibera chiediamo però che quota parte della somma sia resa disponibile in anticipo rispetto a quanto previsto dall’Adp, che impegna l’operatore a versare il fondo solo a completa realizzazione del centro commerciale. Noi chiediamo che ci sia la disponibilità ad anticipare di almeno un anno l’erogazione del contributo, perché non di può intervenire a cose fatte ma bisogna avere il tempo necessario a progettare le nuove iniziative prima che la grande struttura di vendita sia operativa”.

Augurusa ha, infine, fatto il punto sul tema occupazionale: “Nel documento – dice l’assessore – si dice espressamente che una quota di posti di lavoro che si renderanno disponibili sarà destinata alla ricollocazione di personale interessato da ammortizzatori sociali o in cerca di prima occupazione. Quello che chiederemo alla proprietà è che le selezioni di questo personale vengano fatte ovviamente da loro, ma all’interno delle strutture pubbliche”.

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