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“Si consulta su bilancio ma non su viabilità”

12 novembre 2014 – Perché si possono consultare i cittadini per decidere a quali progetti destinare una quota parte del bilancio comunale e altrettanto non si può fare per il piano viabilità? E’ quanto si domanda Passaparola, prendendo spunto dal progetto di bilancio partecipativo promosso dal Comune di Arese: “La maggioranza – dicono dal Comitato – ha sostenuto per mesi che il referendum e la consultazione reale dei cittadini sul tema della viabilità non era possibile in quanto esisteva un limite sancito dallo Statuto comunale. Secondo chi ci amministra quello della partecipazione dei cittadini doveva essere un tema da discutere e risolvere in una nebbiosa commissione affari istituzionali, istituita per revisionare proprio lo Statuto del nostro Comune e che nulla ha per prodotto. Statuto che oggi prevede quindi solo due forme di partecipazione della cittadinanza: il referendum con l’articolo 56 e la consultazione dei cittadini con l’articolo 55”.

Articoli non emendati che, secondo il gruppo, dovrebbero parimenti permettere o non permettere la consultazione diretta dei cittadini sia su viabilità che bilancio: “Oggi apprendiamo – sostiene infatti Passaparola – che le consultazioni reali, ossia l’espressione di un voto preventivo dei cittadini su un tema specifico di interesse, sono già possibili, come dimostrato dall’iniziativa Mi lancio nel bilancio, per la quale gli uffici comunali sono stati trasformati in veri e priori seggi in grado di raccogliere il voto dei cittadini. Voto espresso dopo la presentazione della relativa carta d’identità. E viene dunque da domandarsi perché non lo si poteva fare per la viabilità?”.

Passaparola si inoltra poi su un piano più politico, riaccendendo la discussione sul ruolo del consiglio comunale, tema che poco più di un mese fa aveva prodotto la clamorosa protesta delle minoranze che avevano abbandonato l’assemblea: “Una lampante anomalia in questa procedura di consultazione – dicono dal comitato – è anche rappresentata dalla evidente mancanza di rispetto dei ruoli istituzionali da parte di questa giunta, che considera ancora una volta il consiglio comunale come una mera formalità da bypassare a suo piacimento. L’unica delibera di consiglio comunale relativa all’iniziativa del bilancio partecipato è, infatti, la n. 31 del 27/03/2014, una delibera contenente delle semplici linee generali di indirizzo. Leggendola si comprende chiaramente che non era assolutamente prevista alcuna votazione dei cittadini. Anzi, in consiglio gli assessori ci tenevano a precisare che non si trattava di referendum o similari. Anche leggendo il verbale di quel consiglio comunale traspare infatti che quello che si é discusso era la possibilità di presentare delle proposte in determinati termini, relative a determinate tematiche, proponendo come utilizzare parte delle risorse individuate. Proposte che sarebbero poi state valutate dagli uffici ed eventualmente dalla giunta. La giunta ha poi deciso autonomamente di indire un vero e proprio referendum o consultazione dei cittadini senza alcuna autorizzazione del consiglio comunale. Di conseguenza, indipendentemente dalla positività del bilancio partecipato, facciamo notare che in merito alla consultazione dei cittadini l’articolo 55 dello Statuto prevede che sia il consiglio comunale a deliberare l’avvio di una eventuale consultazione della cittadinanza e non la giunta. La giunta può al massimo solo proporlo al consiglio comunale, al quale spetta comunque l’approvazione. Come è scritto chiaramente nell’articolo 55 che dice che il consiglio comunale, per propria iniziativa o su proposta della giunta, può deliberare la consultazione preventiva della cittadinanza. Il motivo è semplice ed evidente: i cittadini eleggono i loro rappresentanti attraverso il voto e questi siedono tutti in consiglio comunale e non in giunta, tanto è vero che esiste una incompatibilità tra assessore e consigliere comunale che impedisce di essere assessori e contemporaneamente consiglieri. Quindi, se qualcuno ritiene che sia utile, necessario e preferibile chiedere qualcosa direttamente ai cittadini e non al consiglio che li rappresenta ufficialmente, per rispetto delle istituzioni e del ruolo dello stesso consiglio comunale, il buon senso prima e lo Statuto del Comune poi, prevedono che siano proprio i diretti interessati, ossia i consiglieri, a deciderlo tramite una loro deliberazione. Visto che nell’unica delibera di consiglio comunale dove si parla di bilancio partecipativo non è mai stata deliberata la consultazione dei cittadini, qualcuno ha dunque idea del perché, e ai sensi di quale articolo statutario la giunta abbia deliberato autonomamente l’avvio di una vera e propria consultazione senza seguire la previsione dell’articolo sopra citato? Quando il consiglio avrebbe deliberato tale consultazione? Il consiglio conta talmente poco e rappresenta talmente poco la cittadinanza da poter essere direttamente bypassato da una giunta nominata?”.

In conclusione Passaparola torna, infine, a contestare la mancata consultazione dei cittadini sul tema della viabilità: “Niente incontri pubblici – sentenzia il comitato – o partecipazione a incontri pubblici, referendum o consultazioni reali quando si intendono spendere 7,4 milioni di euro che impatteranno su intere generazioni come accade per la viabilità. Ma su altri temi, invece, si possono fare consultazioni e spendere soldi a prescindere, e si ritrova anche la strada per prenotare l’auditorium. Visto che  sicuramente in questa vicenda ha perso ancora una volta il ruolo del consiglio comunale, rimane una curiosità: chi vincerà la consultazione così indetta?”.

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