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“Su contenzioso con Lainate si discuta in consiglio”

21 febbraio 2019 – Un comunicato congiunto del Movimento 5 Stelle, di Arese in Testa e di Passaparola, a firma rispettivamente di Michaela Piva, Luigi Muratori e Massimiliano Seregni, ricostruisce la vicenda che vede contrapposti i Comuni di Arese e di Lainate in merito alla ripartizione delle imposte che gravano sull’area dove è sito il centro commerciale.

“Durante l’incontro pubblico del 21 novembre 2018 – esordiscono i tre – organizzato dal Movimento 5 stelle, Passaparola e Arese in Testa avevamo reso noto ai cittadini di Arese dell’esistenza del contenzioso tra il comune di Arese e quello di Lainate. Un contenzioso che verte sulla ripartizione del ricavato tra i due comuni delle imposte versate nelle casse comunali dal centro commerciale”.

Dal punto di vista geografico il centro si trova in larga parte sul territorio aresino, e per questa ragione è proprio il nostro Comune a incassare la maggior parte delle tasse locali versate dalle varie strutture che hanno sede nel centro. “Tuttavia – spiegano Piva, Muratori e Seregni – in merito alla divisione dei proventi, considerato che l’area era unitaria, al fine di poter ottenere il benestare allo sviluppo dell’area, i due Comuni nel 2012 (con Arese retta dal commissario prefettizio Chiodi, ndr) avevano sottoscritto un ‘contratto’ con cui avevano deciso di ripartire tutti gli oneri derivati dall’area nella misura fissa del 54.9% ad Arese ed il 45.1% a Lainate. Tale ripartizione veniva espressamente fatta valida anche per i proventi di natura patrimoniale e tributaria”.

Ed è in base a tale ripartizione che ora Lainate chiede ad Arese il trasferimento di quota dei tributi incassati, per una cifra pari 873 mila euro, con il nostro Comune che rigetta la richiesta con motivazioni tecniche e fiscali: “In questi mesi – proseguono Piva, Muratori e Seregni – abbiamo assistito ad aspre discussioni in merito alla mancanza di informazioni sfociate nell’abbandono dell’aula consigliare da parte di alcuni consiglieri di minoranza. Ed in effetti, anche su questa vicenda, come in molte altre, vi è stata e persiste una scarsa trasparenza. Quello che il sindaco Palestra per anni, non ha detto, è che il Comune di Lainate già nel maggio 2017 aveva iniziato a richiedere, sulla base di quel contratto, il versamento del ‘suo’ 45.1% degli importi già incassati dal Comune di Arese per IMU E TASI. Una richiesta rigettata dal sindaco Palestra in numerose lettere mai rese note, sulla base della tesi che i tributi non posso essere ripartiti secondo quell’accordo in quanto si tratterebbe di materia non ‘disponibile’. In parole povere: secondo quella teoria, i tributi devono essere versati al Comune dove l’immobile si trova senza possibilità di modificare quell’obbligo tributario. Tale tesi, tuttavia, non sembra tenere in debita considerazione che Lainate probabilmente non chiede di trasferire e modificare il diritto alla riscossione del tributo, che rimane a capo del Comune ove l’immobile si trova e che nessuno mette in discussione, ma di trasferire il denaro entrato nelle casse comunali, e quindi, come tale, disponibile, a favore del Comune di Lainate sulla base di un impegno contrattuale sottoscritto tra i due Comuni. In quest’ottica si tratterebbe di impiego di risorse entrate nella piena e libera disponibilità di utilizzo, impiego e spesa del Comune e non di una modifica alla materia tributaria. A oggi l’importo che il Comune di Lainate richiede a titolo di 45,1% per incassi di IMU e TASI è pari a 873 mila euro, a cui aggiungere gli eventuali anni successivi. Inutile ricordare che, in caso di soccombenza, ci saranno, ancora una volta, anche le spese legali da pagare e/o da risarcire”.

Tramite accesso agli atti da parte dei consiglieri comunali, il Movimento 5 Stelle ha recuperato un documento del 2016, che secondo Piva, Muratori e Seregni, potrebbe costituire pregiudizio per il nostro Comune: “Alla luce della tesi del comune di Arese – sostengono i tre – desta una certa sorpresa il contenuto di un documento datato 26 febbraio 2016, mai segnalato dal sindaco, dove i due Comuni definiscono la materiale ripartizione di importi inerenti la IMU delle aree ex Alfa Romeo. E questo, seguendo proprio le ripartizioni percentuali del 54,9% per Arese e del 45.1% per Lainate indicate nel contratto del 2012. Percentuali che, secondo le tesi del Comune di Arese, non si dovrebbe viceversa applicare a quella materia in quanto sottratta dalla ‘disponibilità’ contrattuale dei Comuni. Un documento che potrebbe quindi sconfessare proprio le tesi del Comune di Arese e confermare che la materia non solo è ‘disponibile’, in quanto trattasi di impiego di denaro e non di modifica dell’imposizione tributaria, ma che è stato proprio il Comune di Arese nel 2016 ad aver riconosciuto l’applicabilità del contratto del 2012 anche alla ripartizione degli importi derivati dall’incasso dei tributi”.

La conclusione di Movimento 5 Stelle, Arese in Testa e Passaparola, è un’esortazione al sindaco affinché condivida con il consiglio comunale tutti gli aspetti della vicenda: “Ricordiamo – concludono  che questo modo di procedere, senza adeguatamente considerare i documenti e i propri atti, nel recente passato è costato a tutti i cittadini oltre 150 mila euro di spese legali. Questa volta, facendo tesoro del passato, forse sarebbe preferibile considerare adeguatamente i propri precedenti, posizioni e atti e informare immediatamente i consiglieri comunali per discutere sulla differenza tra ‘tributo’ e sua riscossione e ‘disponibilità di utilizzo’ degli importi riscossi e verificare il motivo per cui, secondo il sindaco, il documento del 2016 non potrebbe rappresentare, in sede di giudizio, la negazione della tesi del Comune di Arese. Lunedì si porterà in aula consiliare il bilancio, la speranza è che tra qualche anno non dovremo approvare variazioni urgenti per far fronte a risarcimenti milionari a favore del Comune di Lainate, con il pagamento anche di ingenti esborsi economici per altre spese legali”.

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