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Referendum autonomia, il primo con voto elettronico

20 ottobre 2017 – Domenica 22 ottobre i residenti in Lombardia saranno chiamati al voto per il Referendum Consultivo Regionale per l’Autonomia. Il Comune ricorda dunque che sarà possibile votare dalle ore 7.00 alle ore 23.00 attraverso la modalità di voto elettronico. E, al di la del merito del referendum, è questa la novità della consultazione di domenica prossima, in quanto per la prima volta in Italia gli elettori non riceveranno la classica scheda ma si esprimeranno attraverso il voto elettronico.

In sostanza l’elettore, che dovrà recarsi al seggio munito di un documento di identità e della tessera elettorale, troverà all’interno della cabina elettorale un dispositivo elettronico che riprodurrà il quesito referendario, e che proporrà le tre opzioni disponibili, ovvero Si, No e Scheda bianca. Per esprimere il proprio voto sarà sufficiente toccare il tasto corrispondente alla propria scelta. In particolare il testo che l’elettore si troverà di fronte per questa tornata referendaria è questo: “Volete voi che la Regione Lombardia, in considerazione della sua specialità, nel quadro dell’unità nazionale, intraprenda le iniziative istituzionali necessarie per richiedere allo Stato l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari d’autonomia, con le relative risorse, ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 116, terzo comma, della Costituzione e con riferimento a ogni materia legislativa per cui tale procedimento sia ammesso in base all’articolo richiamato?”.

Il referendum di domenica ha carattere puramente consultivo e in Lombardia, a differenza del Veneto, altra Regione nella quale si vota, non è previsto nessun quorum. Nella nostra regione dunque il referendum sarà comunque valido qualunque sia il numero di elettori che si recheranno alle urne.

Ma cosa succederà se dovesse vincere il Si? Regione Lombardia premette che “a differenza di quanto avvenuto in Catalogna, si muoverà nel pieno rispetto della Costituzione, che permette alle Regioni a statuto ordinario come la Lombardia di ottenere un’autonomia ‘differenziata’ rispetto alle altre, ma sempre all’interno del quadro dell’unità nazionale”. In sostanza la nostra Regione, in caso di vittoria del Si, avvierà un percorso istituzionale per ottenere maggiore autonomia, vale a dire più competenze e più risorse, nell’ambito del cosiddetto Residuo Fiscale, ovvero la differenza tra le tasse pagate allo Stato e quanto lo Stato restituisce alla Regione. Cifra che, secondo i dati resi noti dalla Regione stessa, per la Lombardia ammonterebbe a 54 miliardi di euro all’anno, il dato più elevato in Italia e pari a più del doppio dell’attuale bilancio regionale, che ammonta a 23 miliardi di euro.

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