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Referendum, Bellunato risponde al M5S

27 ottobre 2014 – Riceviamo e pubblichiamo questo intervento di Tito Bellunato, capogruppo consiliare del Forum e membro della commissione Affari Istituzionali, che risponde alle critiche del Movimento 5 Stelle in merito alla non ancora attuata modifica dell’articolo 56 dello Statuto comunale, quello relativo ai referendum consultivi (leggi qui).

Recentemente è apparsa su questo giornale una nota in cui il Movimento 5 Stelle lamenta la mancata osservanza dei limiti temporali previsti dalla mozione presentata e contestualmente emendata dall’allora consigliera grillina Antimiani, approvata all’unanimità dal consiglio comunale il 21 ottobre dello scorso anno. Invito innanzitutto l’autore o l’autrice della nota M5S ad indirizzare la sua critica al destinatario corretto. Sindaco e giunta non hanno competenze in merito alle modifiche statutarie, che sono responsabilità della commissione Affari Istituzionali, composta da tutti i capigruppo consiliari o consiglieri delegati e presieduta dalla presidente del consiglio comunale, per la loro stesura, e del consiglio comunale per la loro approvazione (di qui l’emendamento, senza il quale la mozione stessa era priva di senso).

Da allora, la commissione si è riunita diverse volte, e spesso ha ritenuto doveroso parteciparvi anche il rappresentante del M5S, nelle persone prima della consigliera capogruppo Antimiani, in seguito dimessasi dalla carica, e poi del subentrato consigliere capogruppo Ugo Scarparo. Molte ore, molte più di quelle che avrei pensato ragionevole aspettarmi, sono state spese per discutere (e spesso ridiscutere) ogni aspetto dell’articolo 56 (che non è stato affatto cancellato come suggerito in un’altra nota del M5S): tipologie, ambiti di applicazione, criteri di accettazione del quesito, numero di firme a sostegno, quorum per la validità, tempi e vincoli di recepimento del risultato della consultazione referendaria, e per cercare una convergenza e una mediazione tra le posizioni dei vari gruppi consiliari. Nella seduta del 3 febbraio 2014, per fare un esempio calzante, presente anche la capogruppo del M5S è stato stabilito all’unanimità di escludere le questione urbanistiche dalle materie passibili di referendum abrogativi e propositivi.

Come membro della commissione, incasso e accetto la mia quota di critica per non aver mai sollecitato una cadenza più serrata degli incontri, richiesta che peraltro non mi risulta essere pervenuta da alcun capogruppo, sia di maggioranza che di minoranza. Mi permetto di aggiungere che la compulsione dimissionaria, inaugurata dal M5S prima ancora dell’inizio della consigliatura, e che ha recentemente trovato sorprendenti proseliti, con il conseguente aggiornamento e passaggio di consegne tra capogruppo uscente ed il subentrante (supponendo che questo passaggio di consegne avvenga), non agevola la speditezza dei lavori della commissione Affari Istituzionali.

Vengo ora alla seconda parte dell’articolo, in cui viene espressa l’angoscia per una supposta non corrispondenza tra idea e azione nell’operato del nostro sindaco riguardo la democrazia partecipata. Per limitarci all’argomento principale del contendere, faccio osservare che i punti contenuti nel programma elettorale della coalizione uscita vittoriosa dalle elezioni non hanno alcuna necessita’ di essere corroborati da referendum, in quanto il voto costituisce di fatto un’approvazione del programma medesimo. Cito testualmente dal programma elettorale, presentato in occasione delle elezioni del 2013 e confermato nelle linee programmatiche dell’amministrazione:

Viabilità cittadina
Intendiamo intervenire sulla viabilità applicando i principi della moderazione del traffico ed in particolar modo:
– attuare una revisione generale della viabilità comunale ed in particolare degli assi Resegone/Sempione e Gran Paradiso/Nuvolari/Varzi con l’obiettivo di ridurre la velocità, disincentivare il traffico di attraversamento ed aumentare la sicurezza stradale consentendo il recupero di spazio per parcheggi e piste ciclabili.

Non c’è nulla, a mio avviso, nel progetto recentemente approvato dall’amministrazione, che sia in contrasto con i criteri di intervento esposti nel programma elettorale.

Aggiungo che l’impianto dell’intervento sugli assi viari principali della nostra città è stato oggetto di estensiva consultazione dei cittadini sia in occasioni collettive, come l’evento Comune Aperto lo scorso novembre, sia nei mesi che hanno preceduto e seguito quella giornata, in cui chiunque avesse dubbi o riserve (e si trattava indubbiamente di numerosi cittadini) è stato ricevuto e ascoltato, in un lungo e faticoso processo di assimilazione delle criticità emerse dal confronto con la popolazione, processo culminato nelle modifiche apportate l’estate scorsa al progetto originale.

Certamente sarebbe stato più semplice e assai meno faticoso blandire la porzione di cittadinanza favorevole alla cosiddetta tangenzialina proponendo un referendum comunale in merito alla realizzazione della stessa. A questo riguardo, mi piacerebbe sapere come penserebbe il M5S di aggirare il fastidioso ostacolo costituito dal fatto che il tracciato di detta tangenzialina insisterebbe per buona parte sul territorio del comune di Rho.

1) Limitando il diritto di voto a detto referendum ai cittadini di Rho (accertarsi che il locale statuto preveda tale istituto).
2) Occupando militarmente il territorio rhodense al di qua dell’autostrada.
3) Spianando con i bulldozer una fascia di venti metri di larghezza in mezzo alle case degli aresini che hanno avuto la malaccortezza di scegliere di abitare in prossimità dei confini comunali.
4) Realizzando solo i tratti di strada insistenti sul nostro Comune (munirsi di trattore per la fruizione dei medesimi).

Ma perchè scervellarsi su quale delle quattro opzioni sia la migliore? Lasciamo che siano i cittadini a selezionarla con un bel referendum.

Tito Bellunato
Capogruppo del gruppo consiliare Forum con Michela Palestra

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