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Seeber: “Adesso una soluzione condivisa”

02 dicembre 2011 – L’uscita della Lega dalla maggioranza di governo cittadino è stata, probabilmente, l’azione politica più forte che la vicenda del centro sportivo ha provocato in seno alla maggioranza di governo cittadino. Non è però stata l’unica spaccatura, perché anche in all’interno del Pdl si sono registrate due defezioni in consiglio comunale, quelle dell’ex assessore al bilancio Erika Seeber e del consigliere Corrado Evangelista, oltre che alla presa di distanze dal partito, in ambito aresino, del membro del coordinamento Roberta Tellini. E proprio alla Seeber abbiamo chiesto un commento sulla recente decisione di Facs di rescindere unilateralmente il rapporto con Intese: “Una delle motivazioni delle mie dimissioni da assessore al bilancio, se non la principale, è stata proprio la questione del Centro Sportivo Comunale Davide Ancilotto. Ho manifestato in giunta il mio dissenso, motivandolo, già a partire dal luglio del 2010, quando ci è stata sottoposta la presa d’atto dell’esito dell’avviso pubblico per la selezione di un partecipante attuatore di progetto speciale indetto da Fondazione Arese Cultura e Sport”.

Le ragioni del dissenso, come spiega la Seeber, non erano di natura politica ma tecnica: “Pur essendo previsto dall’articolo 12 dello statuto di Facs la possibilità di individuare un partecipante ad un progetto speciale, avevo fatto presente che le modalità dell’avviso pubblico non erano in linea con quanto previsto dalla normativa vigente in materia di affidamento di un centro sportivo comunale. “Voglio ricordare che l’avviso pubblico di Fondazione intendeva cercare un partner per la “riqualificazione integrata del Centro Sportivo Comunale” e prevedeva un primo intervento di manutenzione straordinaria per 390.000 euro, il ripianamento della pregressa situazione debitoria di Fondazione al fine di riequilibrare il bilancio, l’intervento di riqualificazione integrata per circa 11.300.000 euro e  un programma gestionale del Centro Sportivo. La Regione Lombardia disciplina le modalità di affidamento della gestione di impianti sportivi con rilevanza economica (che per il Centro Sportivo di Arese è stata messa in discussione! ) di proprietà di enti pubblici territoriali. La normativa indica  chiaramente che i requisiti principali richiesti per l’affidamento sono capacità imprenditoriali, conoscenze tecniche ed esperienza nel settore. Il risultato delle scelte fatte è sotto gli occhi di tutti e pertanto non entro nei particolari. I vari interrogativi posti sono, tra l’altro, stati riassunti nella lettera dell’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici da voi pubblicata”.

La Seeber plaude quindi alla decisione di Facs, ma anche lei, come altri, auspica per il futuro una revisione del ruolo di Fondazione: “Sicuramente la situazione è diventata insostenibile e pertanto condivido la decisione del Presidente della Fondazione che con un atto di coraggio ha preso una decisione sicuramente non facile, ma ormai inevitabile a causa di una serie di inadempienze. Sono sicura che lui e il CdA abbiano valutato le possibili soluzioni di transazione in modo da garantire la continuità dello sport ad Arese. E’ chiaro che dopo bisognerà partire da capo con la massima trasparenza, rivedere il ruolo della Fondazione, ma soprattutto fare una gara ad evidenza pubblica, considerato che si tratta di un servizio pubblico locale a rilevanza economica, sempre che l’amministrazione non voglia gestire direttamente gli impianti sportivi”. La decisione di Facs non risolve però il problema della gestione del centro sportivo e la soluzione sembra tutt’altro che vicina: “Auspico – dice la Seeber – che tutti gli attori siano disposti a fare un passo indietro per il bene della comunità e che la soluzione trovata venga condivisa da tutte le parti politiche perché in questa faccenda non ci sono vincitori. Purtroppo abbiamo perso tutti, cittadini compresi e credo che il tifo da stadio in questo momento sia fuori luogo. L’ultima considerazione è che deve essere chiaro che il Comune non può ripianare i debiti di Fondazione, e questo lo dice la legge. Si dovrà pertanto comunque trovare una soluzione condivisa anche per questo aspetto tutt’altro che secondario”.

Non può ovviamente mancare nel discorso della Seeber un riferimento alla situazione interna al Pdl: “Io e la componente del partito alla quale appartengo veniamo additati come ma traditori, un’accusa che rigettiamo completamente. Ritengo che in democrazia una sana dialettica politica, un dissenso anche aspro e duro sia da considerare un valore aggiunto ma purtroppo, nel nostro contesto, non vengono ammessi scostamenti nelle valutazioni. All’interno di un partito la discussione non dovrebbe mai prendere la forma di una faida interna con conseguenti ripetuti attacchi personali. Divergenze di idee e vedute diverse vengono considerate come tradimento e quindi viene utilizzata la demolizione delle persone come arma preventiva. Le valutazioni che hanno portato alle mie dimissioni sono le stesse che sentiamo per le strade e per quanto riguarda il partito sono state condivise dal consigliere Corrado Evangelista che per questo è uscito dal gruppo consiliare Pdl e dal membro del coordinamento Roberta Tellini che dallo stesso ha preso le distanze. Non ci riconosciamo più in un gruppo dove non esiste libertà di parola e pensiero e nonostante nella denominazione del partito Pdl la parola “libertà” venga richiamata, ad Arese è soltanto una parola vuota”.