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Sel guarda al passato e pensa al futuro

08 agosto 2012 – In questi giorni il tema principale è quello del trasferimento della Silvio Pellico a Pero, ma la politica non va in vacanza… anche se nel caso specifico sarebbe meglio dire che è già tornata dalle vacanze! Stiamo parlando di Achille Vegetti, segretario della sezione aresina di Sel che in questo colloquio offre la sua analisi di quanto è accaduto dalle elezioni a oggi e di quanto accadrà ad Arese nel prossimo futuro quando, dopo il 16 agosto, le dimissioni di Pietro Ravelli da sindaco diventeranno esecutive. E Vegetti non si fa problemi a partire toccando nuovamente alcuni nervi ancora scoperti. “Faccio una premessa indispensabile – esordisce Vegetti – molti compagni di Sel sono in ferie per cui le mie parole non sono frutto di una riflessione collettiva, come nostro solito, ma il mio parere personale. Abbiamo assistito alla frantumazione rapida della maggioranza che aveva vinto le elezioni con ampio margine e nessuno si aspettava che la situazione precipitasse così velocemente. Noi di Sel, come abbiamo scritto nel nostro comunicato stampa, pensiamo che i cittadini aresini abbiano diritto di conoscere il contenuto delle ottanta mail di Giudici. Pensiamo che rendendo pubblica questa corrispondenza si possa riuscire a dedurre chiaramente che tutta la campagna elettorale è stata falsata sia nella strategia elettorale che nel programma di Ravelli, in gran parte copiato dal nostro. Un’altra richiesta è quella di conoscere nel dettaglio sia le spese elettorali di Ravelli e delle liste a lui collegate, sia i finanziatori che hanno contribuito alla loro campagna elettorale. Il fatto che una persona di Aresefuturo abbia chiesto ad alta voce, durante il consiglio comunale aperto, a Costantino di pagare i debiti ci porta a pensare che qualcosa di poco chiaro nelle spese elettorali di Aresefuturo potrebbe anche esserci stato. Pensiamo che la pubblicizzazione di quanto da noi richiesto sia la prassi in un paese normale; da noi sembra di chiedere la luna o di chiedere provocatoriamente cose segrete“.

Anche per il segretario di Sel non esistono spazi per la formazione di una nuova maggioranza che potrebbe sostenere un Ravelli bis: “Noi prendiamo atto di quanto dichiarato in consiglio comunale da Giuseppe Augurusa e concordiamo sul fatto che non esistono spazi politici perché la parte rimanente della maggioranza di Aresefuturo si allei con fuoriusciti dai partiti politici di opposizione o con interi gruppi consiliari per dare vita a una nuova maggioranza. Sarebbe la peggior dimostrazione di trasformismo politico. La legge elettorale maggioritaria è stata studiata per evitare che nelle segrete stanze si creino alleanze spurie e io penso che il trasformismo dell’Udc, nella passata legislatura, sia stato la causa principale della loro sconfitta elettorale, tanto che tre cittadini su quattro che nel 2009 avevano votato per quel partito la scorsa primavera non lo hanno più fatto. Capisco perfettamente che il credito della politica sia arrivato a una condizione molto allarmante e due legislature interrotte traumaticamente devono far riflettere tutti noi, cittadini e politici, perché ritengo che Arese non si meriti tutto quanto sta succedendo. Sembra quasi che la politica non sia in grado di schierare una classe dirigente in grado di affrontare problemi che non sono stati affrontati per troppi anni, e in questo anche Perferi ha le sue grosse responsabilità. Troppe volte l’interesse personale o di casta è stato la locomotiva per iniziative che hanno ridotto Arese ad una comunità senz’anima”.

Quali sono, dunque, le prospettive per Arese nel prossimo futuro? “Dato per scontato – analizza Vegetti – che Ravelli non sarà in grado di trovare una nuova maggioranza, l’arrivo del commissario prefettizio è inevitabile; penso che tutte le forze politiche debbano fare pressione affinché il commissario non si arroghi il diritto di decidere contro il parere della maggioranza dei cittadini. Sull’Adp e su altre questioni esiste una visione quasi unanime di tutte le forze politiche, in alcuni casi è addirittura unanime, che non potrà non essere tenuta presente dal commissario stesso. Mi ricordo, perché ne ero coinvolto personalmente, della decisione del commissario Chiodi sull’esclusione dell’Anpi dalla manifestazione dello scorso 25 aprile… queste cose non dovranno più succedere. La nostra coalizione deve, immediatamente dopo le ferie, riprendere a ragionare su quanto successo e sul perché i cittadini aresini nella loro maggioranza, pur ritenendoci persone serie, preparate e professionali, poi votano per gli altri. Il clima positivo e collaborativo che siamo stati capaci di instaurare nella recente campagna elettorale deve essere ripreso, dobbiamo parlare di più e meglio con i nostri concittadini, dobbiamo fare in modo di allargare il consenso confrontandoci di più e meglio con le associazioni che sono presenti abbondantemente sul nostro territorio. Ultimo fatto che per noi non è da poco: la recente campagna elettorale ha prosciugato il nostro conto già misero; i nostri candidati hanno contribuito in gran parte di tasca loro affinché potessimo fare il minimo sindacale durante la campagna elettorale. Oggi non siamo in grado, con le nostre sole energie, di far fronte a una nuova campagna elettorale e di questo bisognerà tenerne conto per quanto ci aspetta nell’immediato futuro”.

Il positivo clima politico nella coalizione che aveva sostenuto Giuseppe Augurusa e la stima di molti nei confronti dei candidati di di Sinistra per Arese non hanno però trovato riscontro nel risultato elettorale, dove la lista unitaria della sinistra ha ottenuto il 3,7 per cento dei consensi: “Purtroppo – dice Vegetti – il modesto risultato è arrivato solo per colpa nostra, perché non siamo riusciti a far capire agli aresini la novità di una sinistra che smette i panni rissosi per iniziare a lavorare insieme e a confrontarsi. Come Sel abbiamo riflettuto a lungo sulle ragioni della nostra sconfitta visto che se solo fossimo stati capaci di mantenere la somma dei nostri voti avremmo ottenuto un consigliere comunale; purtroppo però non è stato così. Probabilmente il nostro messaggio elettorale è stato confuso con lo stato dei rapporti nazionali che a sinistra sono pessimi. Il target di Sel è troppo diverso rispetto a quello di Rifondazione così che gli elettori che vogliono una sinistra di governo hanno pensato che la nostra lista fosse troppo rivoluzionaria mentre i movimentisti l’hanno vista come una lista di moderati. E’ stata un’esperienza positiva ma noi riteniamo che l’esperienza, così come ci siamo presentati, non si ripeterà. Pensiamo piuttosto ad un ragionamento con tutta la coalizione per dar vita a qualcosa di veramente innovativo”.

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