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Sel: “Dai nemici mi guardi Iddio…”

12 dicembre 2011 – “Dai nemici mi guardi Iddio che dagli amici mi guardo io”. E’ questo il modo che sceglie Sinistra Ecologia e Libertà (Sel) di Arese per commentare quanto successo dalle dimissioni del sindaco Fornaro in poi nel mondo politico aresino. E i bersagli principali di Sel sono due in particolare, Giovane Italia e l’Udc. “Leggiamo che la Giovane Italia aresina (povero Giuseppe Mazzini!) movimento giovanile del popolo delle libertà – recita il comunicato di Sel –  ha denunciato pubblicamente il tradimento della fiducia che loro avevano riposto nell’ormai ex sindaco Fornaro. Peccato che questa manifestazione sia avvenuta non tre mesi fa, dopo gli arresti domiciliari del Fornaro, ma solo immediatamente dopo che le dimissioni dalla carica di sindaco sono state protocollate in comune”.

“Il consigliere comunale Buccino – prosegue Sel – rappresentante dei giovani del Pdl, che non aveva mai manifestato il suo dissapore nei confronti di Fornaro nel periodo trascorso dall’arresto del sindaco, si è svegliato dal torpore politico e ha scaricato la sua delusione in rete. In questo caso noi non pensiamo, come ci ha spiegato Andreotti, che pensare male è peccato ma molte volte ci si azzecca, semplicemente lo crediamo! Se questo è lo spessore morale dei giovani del Pdl, non abbiamo dubbi che faranno molta strada nel loro partito”. Il secondo bersaglio sono invece i centristi: “Leggiamo anche che l’Udc, partito sconfitto al primo turno alle elezioni amministrative e per questo premiato con cariche amministrative molto importanti, ha chiesto che l’amministrazione comunale si costituisca parte civile nei confronti di Fornaro. Abbiamo assistito, durante i passati consigli comunali, a manifestazione di stima e di amicizia nei confronti di Fornaro da parte della maggioranza amministrativa, queste manifestazione sono terminate immediatamente dopo il protocollo delle dimissioni, anzi si è cominciato a voler infierire contro di lui; l’ipocrisia non ha limiti”.

Sel non crede che la vicenda che ha visto coinvolto Fornaro sia un semplice episodio, ma piuttosto l’espressione di quello che viene definito, riprendendo le parole dei giudici, un Sistema Arese: “Per quanto ci riguarda, vorremmo solo ricordare che i giudici hanno più volte parlato di Sistema Arese, da non confondere con il sistema Sesto che noi condanniamo, che non può essere figlio del solo Fornaro ma che questo metodo amministrativo viene da molto lontano. Ci auguriamo che Fornaro, in uno slancio di amor proprio, spieghi ai magistrati chi sono stati gli attori principali che con lui hanno permesso al Sistema Arese di prosperare negli anni. Non vorremmo trovarci, nella prossima tornata elettorale, ancora i soliti noti che si ergeranno a salvatori della patria e dell’onestà”.

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