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Seregni contesta modifica statuto Casa riposo

17 luglio 2013 – Della proposta di modifica allo Statuto della Casa di riposo avevamo parlato ieri (leggi qui). Ora su quella proposta interviene Massimiliano Seregni, che dal suo sito (clicca qui) contesta l’interpretazione normativa data dalla giunta nella sua delibera, che sarà portata in discussione questa sera in consiglio comunale. “La modifica dello Statuto della Casa di riposo – esordisce Seregni – produce come effetto quello di offrire alla politica maggiore libertà di scelta nella nomina di presidente e membri del consiglio di amministrazione delle Gallazzi-Vismara, emendando quanto fatto dal commissario Pavone, che aveva modificato lo statuto prevedendo che i membri del Cda fossero selezionati esclusivamente tra funzionari o direttivi o posizioni organizzative del Comune di Arese. Secondo la giunta il riferimento normativo preso dal commissario per introdurre questa modifica non sarebbe applicabile alla Casa di riposo, in quanto farebbe riferimento alle società a totale partecipazione pubblica, diretta ed indiretta”.

Un’affermazione che, fa notare Seregni, farebbe pensare che così non sia per la Gallazzi-Vismara ma che è in contrasto con quanto affermato nella Relazione di inizio mandato del sindaco: “Sulla base delle motivazioni contenute nella delibera di giunta per la modifica dello statuto della Casa di riposo, si evincerebbe che la Gallazzi-Vismara non sarebbe a totale partecipazione pubblica, diretta e indiretta. Solo che a pagina 37 della relazione del sindaco viene affermato esattamente il contrario: la Casa di riposo risulta, infatti, tra le partecipate del Comune di Arese, che ha una quota detenuta pari al 100 per cento. Quindi, a differenza di quanto sostenuto per giustificare la modifica dello Statuto, la Gallazzi-Vismara in questo documento ritorna a essere a totale partecipazione pubblica”.

Seregni contesta anche l’impossibilità di nomina in Cda di dipendenti comunali, motivata da un’incompatibilità di cariche: “Per giustificare la necessità di procedere alla modifica dello Statuto della Gallazzi-Vismara la delibera della giunta richiama anche l’incompatibilità tra incarichi dirigenziali interni ed esterni e cariche di componenti degli organi di indirizzo nelle amministrazioni statali, regionali e locali nel caso in cui svolgano vigilanza e controllo, che è prevista dall’art.12 del d.lgs. 29/2013. Un’incompatibilità però che, si guardi bene, è tra il ricoprire il ruolo di indirizzo nelle amministrazioni statali, regionali e locali e contestualmente incarichi dirigenziali nelle stesse amministrazioni. Per chiarezza è necessario considerare come il comune di Arese non abbia affatto dirigenti ma solo otto posizioni organizzative, come scritto a pagina 5 della relazione del sindaco. Quindi, per chiarire ulteriormente, un assessore comunale, che è un organo di indirizzo, non può essere dirigente, e cioè organo tecnico, del Comune e non può essere membro del Cda di una controllata da quel Comune e viceversa. Mi sembra però che la norma non preveda alcuna incompatibilità tra il ruolo di presidente e membro del Cda di una controllata e il ruolo di dipendente pubblico. Del resto, come visto, è lo stesso legislatore ad aver previsto questa possibilità, anzi l’obbligo, per alcune tipologie di partecipate, nel d.lgs. 95 del 2012. Quindi, se l’amministrazione vuole cancellare le modifiche introdotte dal commissario Pavone lo faccia, ma non utilizzi estensivamente disposizioni normative per giustificare la scelta “.

Due interpretazioni normative completamente differenti quindi, quella dell’amministrazione comunale e quella di Seregni. Ed è possibile che, magari già da questa sera in consiglio comunale, il discorso possa essere ulteriormente approfondito da maggioranza e opposizione.

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