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Seregni e la Lega all’attacco di Ravelli

09 luglio 2012 – Ad alzo zero. E così che arrivano le bordate di Massimiliano Seregni della Lega Nord al sindaco Ravelli. Ecco la lettera che ci ha inviato e che di seguito pubblichiamo.

Vincere a tutti i costi: a costo di “sfruttare egoisticamente le Persone”, a costo di farsi candidare per una associazione trasformatasi in lista civica e poi dire che a quell’associazione non si deve nulla. A costo di affermare che la gente ha scelto unicamente la tua persona: ritenersi così una sorta di “uomo della provvidenza”. A costo di arrivare ad affermare che le persone di quella lista (n.b.tutta la squadra con cui si è affrontata la sfida elettorale) erano persone pericolose in quanto intenzionate a “condizionare la volontà del sindaco”. A costo di affermare che se il presidente dell’associazione/lista civica (cacciato dalla giunta dopo solo 30 giorni) voleva fare il sindaco… doveva candidarsi!!! Che a ben vedere, in fondo, esiste un unico “deus ex machina”, il grande, l’unico, il superbo. Una sorta Di Ramses del nuovo millennio. Una “presunzione” questa, da non confondersi certamente con quella più nobile di “non colpevolezza”.

Una presunzione che non ha mai condotto da nessuna parte se non all’inevitabile naufragio. Vincere a tutti i costi: a costo di affermare che il presidente dell’associazione (responsabile della propria candidatura e della propria corsa politica) ha ricevuto una sorta di “grazia” quando era stato inserito in giunta con il ruolo di vicesindaco e di assessore. A costo di arrivare ad affermare che quel ruolo spettava ad altri: (n.b. ad un assessore della vecchia giunta Perferi, dopo che si era condotta una campagna elettorale, e coltivata la propria fortuna politica, criticando ferocemente proprio quella giunta). A costo di arrivare a confondere pubblico con privato e farsi definire pubblicamente: “missionario” di Arese, perdere ogni contatto con la realtà ed autodefinirsi tristemente:”cavallo purosangue”. A costo di rinviare il consiglio comunale per cercare di sopravvivere e tirare così a campare.

Vincere a tutti i costi, fino al punto di chiamare un segretario comunale all’insaputa e contro la volontà della propria lista, dei propri consiglieri. Chi si loda si imbroda recita un vecchio detto popolare: e visto che qui “l’autostima”, pare essere senza confini, non ci resta che attendere e guardare cosa uscirà dal pentolone dove ribolle un brodo primordiale: fatto di lotte, di potere, di interessi, di presunzione, di orgoglio, di autostima, di caccia alle streghe, di rancori, del peggiore passato. E concludo rilevando che è davvero triste il paragone del Cavallo purosangue: l’orizzonte dei “grandi” cavalli purosangue è sempre limitato da possenti paraocchi e guidati sempre ovunque da piccoli “fantini”. Se questo è il futuro di Arese, fermate il tempo. La misura è colma… in quel futuro non vogliamo proprio vivere: liberiamo i purosangue e restituiamo i missionari alle loro nobili attività benefiche.

Massimiliano Seregni

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