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Seregni: “Esplose contraddizoni Aresefuturo”

27 luglio 2012 – Dopo i due consigli comunali del 24 e 25 luglio, che di fatto hanno determinato l’apertura della crisi di maggioranza, e le conseguenti dimissioni del sindaco Ravelli, iniziano ad arrivare le reazioni e i commenti dei partiti politici aresini. A rompere il ghiaccio è la Lega Nord, che interviene con Massimiliano Seregni che esordisce così: “La situazione in cui versa il Comune di Arese merita un’attenta riflessione da parte di tutti. Una crisi che rappresenta la crisi di un progetto, di una speranza di cambiamento da parte di chi confidava di poter voltare pagina votando per una lista civica nata alla vigilia delle elezioni e che si proponeva come alternativa ai partiti ed ai gruppi politici”. Questa, invece, l’analisi di Seregni sulle cause della crisi: “La responsabilità del naufragio di quel progetto è da ritrovarsi unicamente in seno alla stessa maggioranza, nelle sue persone, nei suoi personalismi, nelle sue contraddizioni e nelle sue lacune. Nei rancori e nelle vendette personali dei componenti di un gruppo nato solo per vincere le elezioni e poi incapace, una volta raggiunto quell’obiettivo, di trovare altri motivi comuni per proseguire quel cammino. Oggi tutti coloro che intendono impegnarsi in politica dovrebbero fermarsi e prendere atto che vincere le elezioni non è un fine ma solo l’inizio di un lungo e difficile cammino”.

“Quello che si è instaurato ad Arese durante e dopo le elezioni – prosegue Seregni – è un clima da caccia alle streghe. Dove tutti sono considerati colpevoli, dove tutti sospettano di tutti. Un clima in grado di soffocare ogni cosa, ogni speranza, ogni desiderio di impegnarsi in politica. Un clima alimentato dalla perversa idea che la politica non sia un’attività nobile al servizio dei cittadini ma qualcosa da distruggere e da eliminare. Un clima generato dalla stessa lista di maggioranza che, per contrappasso, si è trovata a dover fare i conti con le sue stesse premesse. E se  i nemici durante le elezioni erano stati agevolmente individuati all’esterno, identificati nei partiti, una volte vinte quelle elezioni, i nemici da sconfiggere sono stati creati all’interno”. Seregni rivendica anche il fatto che sia scorretto associare sempre e comunque immagini negative ai partiti politici, che comunque dispongono di solide competenze in ambito amministrativo: “Una crisi quella della maggioranza che ha messo anche a nudo le grandi difficoltà tecniche e pratiche connesse ad una attività complessa come è quella di guidare una macchina comunale attraverso mille difficoltà e mille problemi. Difficoltà che non possono e non potevano essere considerate come cose secondarie e irrilevanti e che hanno rapidamente travolto lo stesso successo elettorale. Fare il sindaco ed amministrare è difficile. È difficile per mille motivi. Tutti dovrebbero comprendere che se è estremamente semplice criticare chi amministra quando non si hanno responsabilità e non si conoscono i problemi, è altresì estremamente difficile confrontarsi realmente con i problemi per cercare  di risolverli, quando si è chiamati ad amministrare. Esistono norme, procedure, diritti che devono essere necessariamente considerati e bilanciati. E spesso, le buone intenzioni si devono scontrare con la dura realtà dei fatti. La politica fallisce quando non mantiene le proprie promesse . Di conseguenza, tanto più le promesse non considerano le difficoltà, tanto più elevato sarà il fallimento. Senza competenza e senza preparazione non si possono raggiungere i risultati sperati e l’unica prospettiva che rimane è quella  di trovarsi innanzi all’impossibilità ed al dispiacere di non poter mantenere  le proprie promesse. Un dispiacere che è delusione per chi, in buona fede, ha sperato e creduto  in una fugace speranza”. La conclusione di Seregni è dedicata a Pietro Ravelli: “Il dottor Ravelli ha scommesso nella speranza, si è messo in gioco, ha osato  e per questo personalmente, come cittadino, comunque sia, lo ringrazio e lo stimo”.

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