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Seregni: “I tecnici non decidano nostro futuro”

08 gennaio 2013 – Massimiliano Seregni interviene nel dibattito politico scattando la sua fotografia dei principali temi che in questi mesi stanno interessando Arese. Non manca, nelle sue parole, una certa polemica nei confronti di Aresefuturo che, iniziata sulla nostra pagina Facebook, prosegue anche in questo intervento. E, soprattutto, c’è una pesante critica alle scelte che in questo momento sta operando la macchina comunale priva di guida politica. “La politica locale – attacca Seregni – appare in questo momento in forte difficoltà, incapace di farsi interprete delle esigenze di Arese e di assumere il ruolo di timoniere del futuro del nostro territorio. Probabilmente parte di quella politica è troppo occupata a pensare a come organizzarsi per vincere le prossime elezioni con ogni mezzo: proclami elettorali di improbabili ricorsi ai tribunali amministrativi, tentativi di alleanze dal sapore di minestroni indigesti con tutto ed il contrario di tutto, accuse, assenza di ogni consapevolezza dell’azione amministrativa e delle normative di riferimento. Una lontananza dai reali problemi di Arese e dalla serietà, che alimenta inevitabilmente quella sfiducia dei cittadini nel funzionamento democratico, accrescendo quella pericolosa sensazione di inutilità del proprio voto”.

Un vuoto che in questo momento è colmato dall’azione dei tecnici, cosa questa, secondo Seregni, non necessariamente positiva: “La cosa più triste è che mentre la politica latita, le scelte relative al reale futuro di Arese vengono silenziosamente assunte da tecnici che non sono stati certamente votati come espressione di democrazia, ma più semplicemente assunti come dipendenti pubblici. E la differenza, stante l’importanza delle decisioni, non é di poco rilievo”. Tutto questo mentre si sta rapidamente definendo il futuro della nostra città: “La politica – dice Seregni – appare talmente lontana dalla realtà che non si preoccupa neppure di considerare che tra poche settimane parlare di come pianificare il futuro di Arese sarà inutile. Inutile parlare e discutere di dove costruire la nuova biblioteca, cosa inserire al suo interno, quali interventi effettuare nel centro sportivo per progettare il futuro del tempo libero dei nostri figli, di come dare supporto alle associazioni, di come sistemare la viabilità cittadina e di molto altro. E mentre il dibattito politico si concentra irragionevolmente solo sul passato e si sbandierano improbabili ricorsi al Tar, i cui motivi di doglianza non vengono neppure astrattamente indicati, nessuno considera che nell’ambito dell’Adp, nell’atto di convenzione firmato dalla proprietà ex Alfa e dal nostro comune, risulta che il comune di Arese entro 60 giorni a decorrere dal 24 dicembre, ossia entro il prossimo febbraio, dovrà comunicare il dettaglio delle opere da realizzarsi”.

Lo sviluppo di Arese, che per Seregni viene oggi deciso da tecnici che non hanno la rappresentanza per farlo, dovrebbe, invece, necessariamente essere demandato alla politica: “Il termine per comunicare il dettaglio delle opere e loro ubicazione, concordato dagli uffici in assenza di ogni guida politica democratica, scadrà, come si sapeva perfettamente al momento della sua previsione, prima delle prossime elezioni amministrative, con il risultato di impedire ai cittadini di scegliere e decidere in modo democratico il loro stesso futuro. Per questa ragione, invece di guardare sempre al passato, occorre oggi iniziare ad incidere seriamente su quello che deve essere ancora deciso. E questo perché il ruolo della politica é quello di agire nel presente per tracciare la strada del futuro della comunità che rappresenta. La sana politica, di qualunque colore, credo e pensiero, animata unicamente dall’interesse dei cittadini e spinta dalla forza della rappresentanza democratica, prenda il timone di Arese, faccia sentire in coro e forte la sua voce ed abbia l’orgoglio di recuperare con serietà il proprio ruolo”.

Ma operativamente quali passi dovrebbe compiere quella che Seregni chiama la sana politica?: “Per prima cosa, si abbandoni il clima di odio, di vendetta e di sospetto, che si fonda sull’inammissibile ignoranza di norme, documenti e di concetti, si chieda con forza al trasparentissimo Comune di Arese, che nega il rilascio di copia di atti pubblici quali le determine dei dirigenti con cui si spendono i soldi dei cittadini, di rendere pubblico l’allegato richiamato dall’art.4bis della convenzione stipulata con le proprietà ex-Alfa, ossia il documento con le specifiche tecniche delle opere che gli uffici hanno chiesto di realizzare, in nome di tutta Arese, agli operatori privati. Si richieda di rendere pubbliche le decisioni, politiche, che gli uffici comunali intendono attuare, prima che queste siano comunicate agli operatori privati, prima che il dado venga tratto e prima che la partita che deciderà il futuro di Arese sarà totalmente giocata in solitario da chi, in un basilare sistema democratico, non rappresenta i cittadini in quanto assunto con concorso e non votato nelle urne. Considerata la mancanza di una rappresentanza politica democratica dei cittadini, si chieda al Comune di indire immediatamente incontri pubblici per illustrare ai cittadini gli interventi, ascoltare la loro voce, le loro ansie, le loro preoccupazioni, le loro opinioni, il loro pensiero”. Perché tutto questo rientrerà nei diritti che hanno tutti i cittadini: “Sapere nel dettaglio cosa realmente si è previsto per il domani di Arese – conclude Seregni – quali scelte sono state effettuate, così come sapere come vengono usati i soldi pubblici frutto delle nostre tasse, e discutere serenamente e seriamente di quello che si intende realizzare per il nostro futuro è diritto di Arese e di tutti i cittadini. Un diritto che nessun dipendente pubblico dovrebbe permettersi di calpestare e violare in quanto espressione diretta di quella sovranità e di quella democrazia sancita dell’articolo 1 della nostra Costituzione e da tutte le costituzioni dei paesi civili e democratici.

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