Home Politica

Seregni: “Il Comune metta le spese online”

29 novembre 2012 – Dopo il Movimento 5 Stelle, anche Massimiliano Seregni interviene sul tema della trasparenza e dell’accessibilità degli atti pubblici, e punta il dito, in particolare modo, sul fatto che sul sito del Comune non vengono pubblicate le determine di spesa dei vari servizi. “Credo che la trasparenza – inizia Seregni – non si misuri nella possibilità di tutti di accedere a documenti contenenti dati di privati e richieste di privati, ma nella possibilità di consultare liberamente atti pubblici mediante i quali la pubblica amministrazione esprime la sua volontà in esterno e gestisce il denaro dei contribuenti. A tal riguardo l’albo pretorio on line del Comune rappresenta una risorsa incredibile per tutti i cittadini e per chi è alla ricerca delle risposte alle sue legittime domande in merito a come agisce l’amministrazione Comunale e come vengono spesi i soldi pubblici”.

Nessun problema per gli atti politici, che vengono regolarmente pubblicati, ma la stessa cosa non accade per le determine degli uffici che costituiscono l’amministrazione comunale: “Se le decisioni vengono assunte in un comune tramite delibere di giunta, di consiglio e ordinanze sindacali, le spese pubbliche vengono, invece, disposte tramite determine di spesa firmate dai responsabili o dirigenti degli uffici competenti. Tuttavia ad Arese, a differenza di quanto avviene in altri comuni, come ad esempio il comune di Lainate che utilizza il nostro stesso sistema informatico di gestione dell’albo pretorio, le determine di spesa dei vari settori non vengono affatto pubblicate nell’albo pretorio se non con un elenco mensile contenente unicamente l’oggetto della determina e, a volte, senza neppure l’indicazione del costo dell’intervento. Questa situazione, ovviamente, genera l’impossibilità di sapere, conoscere e controllare come realmente vengono spesi i soldi delle tasse dei contribuenti rendendo, di fatto, impossibile capire cosa si carica sui vari capitoli di spesa contenuti nei bilanci comunali”.

Alla denuncia del fatto, Seregni ha fatto seguire un’azione concreta: “Ieri, come cittadino, ho richiesto al comune di Arese di provvedere alla pubblicazione sull’albo pretorio delle determine dirigenziali, unitamente alla richiesta di ricevere copia delle determine aventi a oggetto gli impegni di spesa relativi alla gestione dell’amianto nella Silvio Pellico, per comprendere esattamente quanto è costata l’intera operazione. Non una richiesta di documentazione riservata quindi, ma semplicemente la copia di atti pubblici per definizione dove, eventualmente, i nomi dei soggetti indicati, penso ad esempio nell’ambito dei servizi sociali, potranno essere nascosti per tutelare il diritto di privacy delle persone. Come avviene in tutti i comuni che pubblicano da sempre on line anche tali atti dirigenziali”.

A garantire questo diritto dei cittadini esiste una pregressa sentenza del Consiglio di Stato: “Vorrei ricordare – conclude Seregni – che il Consiglio di Stato, nella sua sentenza n.1370/06 del 15/03/2006 ha precisato come la pubblicazione all’Albo Pretorio, prescritta dall’art. 124 T.U. n. 267 del 2000 per tutte le deliberazioni del Comune e della Provincia, non sia relativa alle sole deliberazioni degli organi di governo, quali il consiglio e la giunta comunale, ma riguardi anche le determinazioni dirigenziali, esprimendo la parola deliberazione sia risoluzioni adottate da organi collegiali che da organi monocratici ed essendo l’intento quello di rendere pubblici tutti gli atti degli Enti locali di esercizio del potere deliberativo, indipendentemente dalla natura collegiale o meno dell’organo emanante. E alcune prefetture sono già intervenute per richiedere ai comuni di provvedere alla pubblicazione integrale delle determine dirigenziali. Quindi, se questa richiesta sarà accolta, e francamente, non dovrebbero esserci motivi per non esserlo, avremo finalmente la possibilità di comprendere e vedere come i soldi di tutti i cittadini vengono spesi dal nostro Comune, direttamente consultando l’albo pretorio on line dalle nostre case”.

Questo articolo può essere commentato sulla pagina Facebook di QuiArese.