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Seregni: “Nessun allarmismo, è la realtà”

19 febbraio 2013 – Continuano ad arrivare le reazioni del mondo politico aresino al nuovo progetto di viabilità previsto per la nostra città. Reazioni che, almeno sinora, sono state esclusivamente critiche. Oggi è la volta di Massimiliano Seregni, che replica all’intervento con il quale il commissario prefettizio Anna Pavone (leggi qui) aveva spiegato, rimarcando peraltro l’indifferenza della politica durante l’iter del Piano, come si era arrivati al Pgtu approvato lo scorso anno: “In merito alla questione viabilità di attraversamento di Arese – inizia Seregni – ossia alla diametralina, prendo atto della risposta fornita del commissario prefettizio. Probabilmente la palese differenza di vedute della importante questione è presto risolta: noi ad Arese ci viviamo con le nostre famiglie e ad Arese abbiamo programmato di vivere il nostro futuro”. Seregni rigetta anche le accuse di scarso interesse del mondo politico e associativo aresino, sostenendo che il Pgtu era stato approvato sotto commissariamento e a ridosso delle elezioni, e quindi in una fase dove, di fatto, mancava una rappresentanza dei cittadini: “Non entro nel merito della questione del Pgtu in quanto basta dare un occhiata alle date ed alle firme per accorgersi che la sua adozione é avvenuta durante l’ultima campagna elettorale ad opera del precedente commissario e non da un sindaco eletto”.

“Il commissario di oggi – presegue Seregni – incolpa i partiti, le associazioni, e i cittadini di non aver presentato osservazioni al Pgtu, probabilmente si dimentica che i cittadini in quel periodo stavano scegliendo il sindaco che avrebbe sostituito il precedente commissario nella speranza di poter ripristinare ad Arese il senso stesso di democrazia. Ed è evidente che il neo-eletto consiglio comunale, se necessario, sarebbe stato in grado di modificare anche quel progetto senza la necessità di presentare alcuna osservazione. Certo, per senso di rispetto verso i cittadini di Arese e per rispetto del profondo significato dell’imminente voto democratico, l’approvazione del Pgtu e le sue controdeduzioni, potevano essere lasciate agli organi che sarebbero stati democraticamente eletti dopo pochi giorni e non a un commissario nominato e in scadenza di incarico, ma questo evidentemente non é avvenuto”.

Seregni contesta anche il discorso della presunta volontà dei cittadini, sostenendo che se si decide di procedere in questo modo, lo si deve fare in ogni occasione: “Se il commissario prefettizio sostiene, a ragione, che la politica ad Arese è assente, e che in sostanza è stata seguita una presunta volontà dei cittadini emersa dalle posizioni politiche assunte nel corso del tempo, viene da domandarsi se il commissario prima di indicare senza troppi dubbi le opere con cui Arese dovrà convivere per intere generazioni ha chiesto ai cittadini cosa ne pensavano; se ha consultato i partiti, le associazioni e i gruppi di cittadini; se ha illustrato ai cittadini che l’alternativa alla tangenzialina era la diametralina; se ha chiesto ai cittadini, che dovranno usare le strutture pubbliche, se invece di usare i soldi dell’urbanizzazione ex Alfa per sistemare la zona bocce nel centro sportivo non preferivano una pista da skate o una roccia artificiale da arrampicata o altro. Se si, dato che non risulta a nessuno, quando è avvenuta tale importante valutazione partecipata? E dato che oggi si sostiene di aver seguito con devota attenzione la volontà della politica e dei cittadini in merito alla tangenzialina, perché quella stessa volontà non é stata seguita quando si è viceversa approvato l’Adp? Eppure anche in quel caso la posizione, condivisibile o meno, era estremamente chiara”.

Per Seregni le voci che oggi si stanno levando dal mondo politico contro il Pgtu non hanno nulla di allarmistico, ma sono la semplice analisi di quanto riportato in quel documento: “Dire che Arese sarà divisa in due da una strada priva di incroci e di semafori, a due corsie per senso di marcia, che condurrà i flussi di veicoli che erano attesi per la tangenzialina al centro commerciale non è allarmismo, ma è quello che è scritto nel documento approvato: Tali interventi risultano ancor più necessari in quanto con riferimento al quadro infrastrutturale, la mancata realizzazione della tangenzialina di Terrazzano comporta da parte degli assi di quartiere (in particolare Moro, Nuvolari, Gran Paradiso, ecc) la necessità di svolgere il ruolo della tangenzialina ed assorbire di conseguenza il traffico per essa atteso e ancora oltre all’entità dei volumi di traffico caratterizzanti la situazione esistente, la rete stradale, in particolare gli assi di quartiere (Moro, Nuvolari, Sempione, Gran Paradiso, Monte Resegone) dovrà essere in grado di assorbire i flussi generati/attratti dalle attività che andranno ad insediarsi nel polo ex Alfa Romeo. Il commissario accusa di allarmismo chi considera le evidenti conseguenze delle odierne decisioni sul domani di Arese. E dimentica che quelle considerazioni derivano dall’abitare qui, dal vivere qui, dal bene e dall’amore che si prova per i propri figli, dal desiderio di tutelare la salute propria e dei propri cari, di tutelare il territorio dove si è deciso di vivere, di salvaguardare il futuro di un intera comunità che dovrà convivere con gli effetti delle decisioni, positive o negative, assunte dal commissario nominato e non votato. E questo anche dopo che il commissario avrà terminato il suo incarico e Arese ritornerà ad essere un punto su una cartina e un incarico da inserire nel proprio curriculum personale”.

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