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Seregni: “Pellico, ecco la mia ricostruzione”

19 novembre 2012 – Chi ci segue anche su Facebook ha certamente seguito la polemica che si è aperta tra Massimiliano Seregni da una parte e Aresefuturo per il rispetto del programma dall’altra sulla vicenda dell’esposto alla Corte dei Conti presentato qualche giorno addietro dall’associazione (leggi qui). Sul tema è ancora Seregni ad intervenire con una lettera aperta che qui di seguito pubblichiamo integralmente.

Considerate le notizie, le tesi e alcune assurdità espresse in questi giorni in merito alla vicenda amianto presso la scuola media Silvio Pellico, credo che sia opportuno e doveroso cercare di analizzare quanto accaduto per evitare che si diffonda la pericolosa idea che il Comune di Arese utilizzi le risorse pubbliche per “procurare allarme” al fine di appaltare lavori non necessari cagionando così volontariamente un danno erariale. Mi sembra doveroso premettere che non ho alcuna motivazione per sostenere quanto analizzato, se non unicamente la voglia di chiarezza che viene costantemente messa in discussione da notizie errate in grado di diffondere sfiducia nelle istituzioni pubbliche con danno per tutta la collettività.

Pertanto ribadisco che non ho alcun interesse a difendere ex assessori, ex sindaci, ex consiglieri ex tutto quello che si vuole, e non mi interessa se questo mio intervento avvantaggerà qualcuno, in quanto la mia intenzione è unicamente quella di difendere dei principi che arrivano sempre prima di ogni altra cosa: il senso di verità ed il rispetto per la salute dei nostri figli. Per questo la mia analisi si fonda unicamente su dati, atti, documenti e norme applicabili e non su mere considerazioni personali. Amo il dialogo, la discussione e il confronto e credo che l’onestà sia in primo luogo con se stessi. E penso che sia un valore esprimere quello che si pensa senza valutare tornaconti e calcoli personali in quanto la coerenza non ha prezzo. E se qualcuno fonda la propria analisi su elementi errati, come avvenuto con la vicenda dell’amianto della Silvio Pellico, occorre avere il coraggio di farlo notare ed esprimere il proprio punto di vista. L’unica posizione personale che mi permetto di evidenziare è la seguente: la proposta di trasferimento della scuola Silvio Pellico a Pero la consideravo e la considero una vera e propria bestialità, segno dell’assenza di ogni senso pratico e logico di chi gestiva il comune in quel periodo, come già manifestato in un incontro tenutosi in comune all’inizio di agosto. Per il resto credo che in tutta la vicenda “Amianto presso la Silvio Pellico” se vi sono responsabilità, queste siano da ricercate nell’assenza di indicazione della presenza di amianto in fase di capitolato dei lavori e nella loro esecuzione.

La ricerca della verità si fonda sulla verità e chi si rivolge alla magistratura non dovrebbe mirare a fare notizia ma a ricercare unicamente quella verità. Leggere un esposto dove si cambiano le date di un’ordinanza del sindaco per posticipare probabilmente quell’atto rispetto alla consegna di determinate analisi; dove, per dar credito alla propria tesi, si  proclamano esperti in determinate materie persone che non hanno mai detto di esserlo, ma che hanno unicamente contribuito attivamente e positivamente allo sviluppo di un dialogo su Facebook; dove si cambiano le parole espresse e pubblicate in articoli di giornali solo per aggravare l’insieme delle assurde accuse, dove ci si dichiara stupiti del fatto che il Comune abbia applicato le norme in materia, dove si stravolgono le risposte del commissario prefettizio…  lascia davvero senza parole e rimanere oggi in silenzio significherebbe contribuire ad un assurdo massacro di tutto e di tutti che non porta da nessuna parte se non aggravare ulteriormente il clima di sfiducia verso le istituzioni pubbliche. Chi fosse interessato potrà trovare sul mio sito Internet (clicca qui) tutto il percorso dell’amianto alla Silvio Pellico, con riferimenti normativi, tecnici, determine di spesa e tutto quello che serve per comprendere quanto accaduto realmente.

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