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Seregni su taglio erba e tabelloni elettorali

11 luglio 2013 – Con l’opposizione istituzionale, quella che siede in consiglio comunale, che, a parte il Movimento 5 Stelle, non si è ancora espressa su queste prime settimane di nuova giunta, a intervenire, in maniera critica, è Massimiliano Seregni, che punta il dito, tra le altre cose, sui temi della trasparenza e della comunicazione: “Per chi crede nella trasparenza – afferma Seregni – la nuova linea seguita dal Comune di Arese appare davvero incomprensibile. Prima, per giustificare la lentezza nella rimozione dei tabelloni elettorali costati la bellezza di oltre 33 mila euro, solo allestimento e loro rimozione sia ben chiaro, si asserisce che quei tabelloni dovevano rimanere montati in quanto necessari per affiggervi i manifesti della proclamazione degli eletti. Tutto bene quindi? No, in quanto qualcuno forse si è dimenticato che quei manifesti non sono stati affissi sui tabelloni ma sono stati viceversa affissi negli spazi istituzionali gestiti da Gesem e sull’albo Pretorio on line. E qui attendo in chiave di trasparenza una risposta ad una richiesta di spiegazioni protocollata in Comune”.

Dai tabelloni elettorali il discorso si sposta poi sulla manutenzione del verde pubblico, per la quale diverse lamentele sono anche state postate dagli aresini sulla nostra pagina Facebook: “Per cercare di calmare la protesta dei cittadini esasperati dall’incuria del verde pubblico – prosegue Seregni – e dalla proliferazione di allergie e di zanzare, viene pubblicato un cronoprogramma lumaca per il taglio dell’erba che non tiene neppure in considerazione la logica naturale della crescita dell’erba e le cui date sono in aperta violazione dell’ordinanza sull’ambrosia adottata dallo stesso Comune, che obbliga allo sfalcio dell’erba i cittadini proprietari di zone verdi entro la fine di giugno, a luglio e ad agosto. Insomma, se un privato facesse quello che fa oggi il Comune verrebbe sanzionato dal Comune stesso… Un bell’esempio dato dalle istituzioni questo. E così mentre ancora non si è concluso il lumacoso sfalcio e il cronoprogramma del taglio pubblicato dal Comune dura addirittura un mese, nelle zone già tagliate da settimane l’erba, come naturale, prevedibile e ovvio, è nel frattempo ricresciuta.

Un modo di affrontare le questioni, questo, che Seregni critica apertamente, e che lo induce a fare un confronto tra le recenti azioni del commissario straordinario Anna Pavone e quelle della nuova giunta: “La trasparenza – dice – non è quella di rispondere in qualche modo alle richieste, pubblicando un qualsiasi documento in grado di dare una parvenza di logica a situazione illogiche. La trasparenza è dare rilievo a risposte puntuali, precise e fondate. Se è vero che pende un ricorso al Consiglio di Stato per l’appalto del verde è anche vero che il Comune deve intervenire per rendere la situazione accettabile, e non è pensabile che quando c’era il commissario Pavone il taglio, in piena primavera, fosse durato pochi giorni e oggi lo stesso taglio, in un periodo di crescita inferiore del verde, duri oltre un mese”.

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