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Sindaco Rho critica scelta di firmare Adp

20 dicembre 2012 – Sulla ratifica dell’Accordo di Programma per la riqualificazione dell’area ex-Alfa da parte delle amministrazioni di Arese e Lainate interviene anche il sindaco di Rho Pietro Romano (nella foto), che ribadisce la posizione nettamente contraria della sua amministrazione al progetto così come è strutturato. Una amministrazione che, come probabilmente si ricorderà, era nata proprio in seguito alla bocciatura da parte del consiglio comunale rhodense, nell’ottobre del 2010, del precedente Adp, e che aveva successivamente portato, nel gennaio 2011, alle dimissioni di tredici consiglieri di minoranza e di quattro consiglieri dell’allora maggioranza di centrodestra che erano contrari alla firma. Secondo Romano le ragioni per le quali non si sarebbe dovuto firmare questo Adp sono essenzialmente tre: le linee di sviluppo dell’area commerciali e non industriali, l’assenza dei comuni di Rho e Garbagnate dal tavolo e la situazione politica attuale di Regione Lombardia, Provincia di Milano e Comune di Arese.

La prima critica è dunque quella relativa alle linee di sviluppo adottate nell’Adp: “La decisione di sottoscrivere l’accordo di programma dell’area ex Alfa è sbagliata – argomenta Romano – perché si è abbandonata l’idea che quella superficie possa ritornare a essere un’area produttiva come lo è sempre stata. Non si può sempre affidarsi a un centro commerciale per la riqualificazione delle aree industriali, centro commerciale che avrà un impatto devastante sia sul tessuto commerciale sia per il trasporto indotto”.

Queste invece le critiche sul piano politico: “Non si può non sottolineare la forzatura che è stata fatta – conclude il sindaco rhodense – escludendo i Comuni di Rho e di Garbagnate, in quanto non d’accordo con quella decisione che doveva essere presa all’unanimità nel rispetto di tutto un territorio. La forzatura risulta più macroscopica, se si considera che l’Adp è stato sottoscritto da una Regione dimissionaria, una Provincia in scadenza, un commissario prefettizio non certo espressione della volontà dei cittadini e da un solo consiglio comunale dei quattro inizialmente seduti al tavolo dell’AdP. Adesso bisognerà aspettare i futuri sviluppi anche delle imminenti elezioni regionali”.

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