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Sono queste le nostre 5 Stelle!

24 ottobre 2011 – Riceviamo e pubblichiamo questo intervento dell’architetto Marco Rapetti e del Movimento 5 Stelle di Arese, in replica a quanto sostenuto dal segretario cittadino dell’UDC Giuseppe Bettinardi (leggi qui).

Gentile direttore,
sul vostro giornale, abbiamo letto una lettera in cui il segretario dell’UDC di Arese Giuseppe Bettinardi  ci attacca in risposta ad un nostro post (P.I.I = push individual interests su www.grilliaresini.it). Gradiremmo rendere pubblica la nostra risposta. Purtroppo egli ci ha attaccato senza vere motivazioni, infilando una serie impressionante di luoghi comuni. Tuttavia ciò è per noi un buon segno perché dimostra due cose: la prima è che ci legge e la seconda che ci considera e forse teme le nostre argomentazioni. Se avesse voglia solo di fare due clic col suo computer, potrebbe andare a vedere cosa sono le nostre 5 stelle che dimostra di ignorare (energia, economia, ambiente, informazione, trasporti). Questo uno dei tanti link (clicca qui). Egli si preoccupa dei nostri studi, ma siamo convinti che per essere amministratori migliori di quelli odierni, basti ben poco.

Egli dimostra di ignorare i vincoli del PGT: il tetto di abitanti è fissato nel PGT e non dal PRG come egli sostiene, e per il 2016 è di 21.000 abitanti. Non è una nostra invenzione, basta seguire il link e andare a pagina 13 del documento (clicca qui). Se la buona notizia per lui è che non raggiungeremo i 21.000 abitanti, la cattiva notizia è che ciò avviene per caso, fuori da ogni programmazione. Gli contestiamo inoltre il sistema minaccioso “guarda che ho la pistola sotto la giacca; non si vede ma c’è!”. Se Bettinardi è sicuro di avere ragione, pubblichi o faccia pubblicare sul sito del Comune tutta la documentazione inerente il progetto di Via Senato, in modo che con trasparenza ognuno possa davvero informarsi e valutare se l’intervento è un bene o un male per la città. Il fatto poi che sia depositata una verifica di assoggettabilità alla VAS (che ha portato ad un parere di non assoggettabilità) non significa che un altro professionista non avrebbe potuto dire e scrivere l’esatto contrario. Come sempre si spaccia l’iter burocratico (che è obbligatorio, vorremmo ben vedere!) con le motivazioni più profonde per arrivare a decidere cambiamenti territoriali come questo. Sempre su Via Senato, non abbiamo mai detto che la fabbrica debba restare lì, e per giunta chiusa. Abbiamo detto solo che forse ci sono cose migliori da fare della solita edilizia residenziale, magari servizi per la città o attività per dare lavoro, o meglio entrambe le cose.

E poi, non possiamo credere che l’edilizia residenziale sia un “giusto mezzo” per rimuovere dell’amianto. Ma andiamo! Dobbiamo ringraziare Bettinardi perché con l’edilizia residenziale si smaltisce l’amianto: da non credere! A parte che la rimozione è tutta da dimostrare, perché come egli sa bene, a volte l’amianto può essere incapsulato, noi non vediamo legami tra la rimozione di lastre inquinanti e la demolizione di un intero fabbricato. L’impatto ambientale di un cantiere presenta criticità (inquinamento, rumore, traffico, eccetera) che nessuno purtroppo si sogna mai di valutare adeguatamente. Il signor Bettinardi, consigliere di quella che ormai si può a ragione chiamare Unione del Cemento, non riesce a uscire dalle logiche del cemento. Il territorio è un bene che non deve essere tutto occupato da edifici. Non si deve continuare a costruire per pagare la gestione ordinaria del Comune con gli oneri di urbanizzazione. Il comune di Arese si è gongolato per anni con gli oneri pagati dall’ex Alfa Romeo. Ma è da pazzi non capire che la cuccagna è finita. Il territorio è finito. Non ce n’è più. Bisogna avere la lungimiranza di impostare una politica del territorio che abbia almeno 50 anni di respiro, così come hanno fatto tutti i nomi citati da Bettinardi, tra cui il sindaco Grandi. Invece che fa Bettinardi? Porta avanti idee vecchie, non si accorge del mondo che cambia, e questo nella più rosea delle ipotesi.

Noi ringraziamo il cielo che i bellissimi e spaziosi terreni agricoli situati ai confini ovest, nord ed est della città che ancora ci permettono di respirare, non ricadano sotto l’amministrazione del nostro Comune in quanto sarebbero stati cementificati da tempo. Figurarsi che in mancanza di altro hanno dovuto riconoscere come edificabile un posto squallido come quello di Arese Sud circondato da canale scolmatore, discariche, industrie, eliporto e ben due linee di alta tensione. Ci domandiamo come si possa inoltre magnificare un parco a corredo di 50.000 metri quadri che sorge al 50 per cento sotto le due linee di alta tensione: batterà di sicuro il Guinness dei primati nella specialità dei parchi pericolosi per la salute. In proposito ci auguriamo che le uscite del parco vengano almeno dotate di impianti di messa a terra degli incauti visitatori onde scaricare (basterà qualche secondo) l’elettricità indotta accumulata durante la permanenza in quel posto da favola. Ma non dimentichiamoci che, come chiarito dal Settore Gestione del Territorio, la presenza delle linee di alta tensione nel parco avrà una funzione propedeutica, in quanto “si ritiene possa costituire una occasione da cogliere per comunicare ed informare i cittadini sulla questione dell’inquinamento elettromagnetico”.

Insomma quale migliore occasione per educare i cittadini sulla pericolosità (leucemia) delle linee ad alta tensione che quella di costruirci sotto un meraviglioso parco? E senza vergogna. Da segnalare infine che, se la Regione di Formigoni per i nuovi insediamenti anziché 2 microTesla avesse adottato la più prudente soglia di 0,2 microTesla come prescritta dalle Regioni Veneto ed Emilia-Romagna, la fascia di rispetto sarebbe risultata molto più ampia degli attuali 72 metri, tale da compromettere l’edificabilità dell’intera zona. Che Bettinardi abbia molto da fare purtroppo lo sappiamo bene, pieno com’è di incarichi di ogni tipo. L’eredità che lasceremo ai nostri figli purtroppo è già in parte compromessa dalla politica del cemento perpetrata fino ad oggi. Il giudizio però lo diamo subito. Basta! Non è un’ utopia, alcuni comuni già lo fanno (come a Cassinetta di Lugagnano), si tratta solo di insistere con le idee giuste. Quanto a godersi il palazzo, chiudiamo ricordando che tra i nostri cardini vi è quello di essere cittadini prestati alla politica: due legislature e poi a casa!

Cordiali saluti
Marco Rapetti
Movimento 5 Stelle Arese