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Strappo consumato. Via assessori Lega?

21 settembre 2011 – “E’ chiaro che vivo con profondo disagio l’atto della Lega che è stata mio partner nel governo della città per due anni. Loro, invece, sembra che vivano con disagio lo stare in maggioranza. E io, anche se sono degli amici, non voglio nella mia maggioranza e in giunta persone che si sentono a disagio”. E’ questo il passaggio chiave del consiglio comunale di ieri sera e a parlare è il sindaco Gianluigi Fornaro nella sua replica alla mozione presentata dalla Lega Nord che chiede la revoca della convenzione con FACS. L’impressione è stata che i due partiti, PDL e Lega, avessero tentato di ricucire in ogni modo lo strappo, anche con riunioni a livello provinciale e regionale e l’ultimo tentativo lo ha fatto in extremis Fornaro quando, proprio prima della sua discussione, chiedeva alla Lega di ritirare la mozione per evitare che venissero prese decisioni “di pancia”. L’iniziativa del sindaco veniva però stoppata dal capogruppo leghista in consiglio comunale Enzo Bortolotti che rispondeva con un secco “Non è nostra intenzione ritirare la mozione”. Quali scenari si aprono ora? Difficile dirlo, anche se due cose sembrano abbastanza chiare: la prima è che la frase del sindaco sembra essere preludio a un ritiro delle deleghe agli assessori Bartolini e Seregni e la seconda è che la maggioranza, anche ipoteticamente senza la Lega, mantiene i numeri per governare.

C’è però anche un terzo aspetto, che riguarda la coesione all’interno del PDL, perché alla vigilia del voto qualche spiffero lasciava intendere che nel partito si sarebbe potuta palesare qualche clamorosa presa di posizione che avrebbe dovuto portare al voto a favore della mozione del Carroccio. Non è stato così e il gruppo consiliare del PDL ha votato compatto contro la mozione che, grazie anche alla convergenza con l’UDC, è stata respinta. I voti a favore sono arrivati oltre che, ovviamente, dalla Lega anche dal PD e dal consigliere indipendente Carlo Delmonte che qualche mese fa aveva lasciato in aperta polemica proprio la Lega. Nei vari interventi dell’opposizione le frasi più ricorrenti sono state che questa iniziativa della Lega, un partito di maggioranza, testimonia il fallimento della politica dello sport di questa giunta e di fatto anche della maggioranza che governa Arese. Naturalmente di parere contrario, quantomeno sulla politica dello sport, il sindaco Fornaro che sottolinea come, proprio grazie al lavoro della sua amministrazione, sia ancora possibile praticare sport ad Arese malgrado le difficoltà economiche e organizzative degli ultimi anni.

Cosa succederà ora nella gestione dello sport? A livello politico nulla, perché la bocciatura della mozione è un implicito avvallo di quanto fatto finora. Qualcosa potrebbe però succedere a livello amministrativo, con la presentazione da parte del PD della richiesta al prefetto (secondo Fornaro non competente in materia) di commissariamento di FACS. I democratici hanno inoltre annunciato che si rivolgeranno anche all’Autorità di Vigilanza e Controllo dei Contratti Pubblici perché quest’ultima verifichi la legittimità delle manifestazioni di interesse emanate da FACS nel luglio 2010 e 2011. Il PD comunque, pur apprezzando il lavoro svolto dalla Lega nella presentazione dei dati contenuti nella mozione, non sembra fare fronte comune con il Carroccio al quale viene anzi rimproverato di avere nell’ultimo anno sempre respinto le iniziative dell’opposizione che andavano nella stessa direzione di quella recente leghista. L’opposizione chiede poi alla Lega che dia un seguito alla mozione, tirando le conclusioni e attuando quelle iniziative necessarie affinché quanto denunciato dal Carroccio non rimanga solo sulla carta.

Resta da dire che in molti desta perplessità il fatto che i leghisti siano arrivati a un atto che oggettivamente va contro la maggioranza della quale fanno parte senza per questo ritenere necessario ritirarsi dalla compagine di governo o senza presentarsi con i propri assessori dimissionari. Di questo abbiamo parlato con Vittorio Turconi, commissario della Lega Nord di Arese che dice: “Sono mesi che diciamo che la nostra iniziativa non è contro questa maggioranza ma vuole essere un atto concreto per restituire ai cittadini il centro sportivo. In tutto questo tempo abbiamo modulato le nostre iniziative per dare modo alla giunta di convergere sulle nostre posizioni. Quando ci siamo resi conto che questo non sarebbe successo abbiamo presentato la nostra mozione. E’ per questo che non abbiamo messo in atto iniziative clamorose, perché comunque abbiamo sempre cercato di arrivare a una sintesi interna alla maggioranza, della quale ci sentiamo sempre parte, che potesse risolvere definitivamente il problema della gestione del centro sportivo. E’ vero che, arrivati a questo punto, stasera avremmo anche potuto presentarci con gli assessori dimissionari; non lo abbiamo fatto perché all’ordine del giorno del consiglio comunale c’erano anche due punti che riguardavano questioni sulle quali si era impegnato il nostro assessore Seregni ed era giusto che fosse lui a presentarle all’aula e ai cittadini. Ora, terminato questo consiglio comunale e sentite le parole del sindaco, ci riuniremo e valuteremo all’interno del partito come procedere”.

I prossimi giorni si annunciano dunque molto intensi per i partiti di maggioranza e, salvo riavvicinamenti che al momento sembra difficile possano verificarsi, la conclusione più probabile è quella che vede il sindaco Fornaro ritirare le deleghe agli assessori leghisti Bartolini e Seregni. Sempre che la Lega non anticipi le mosse del sindaco e si presenti con le dimissioni dei suoi assessori. L’aspetto paradossale della vicenda è che quella che, anche se non dichiarata tale, è a tutti gli effetti una crisi della maggioranza, potrebbe avere come conseguenza un rafforzamento dei numeri della maggioranza stessa. E questo perché, se si arrivasse al ritiro delle deleghe dei due assessori leghisti, lo scenario che sembrerebbe essere più probabile è quello di una loro sostituzione con due consiglieri comunali del PDL con il conseguente subentro in consiglio comunale dei primi due non eletti del Popolo delle Libertà.