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Surroga sindaco, ecco i retroscena

19 ottobre 2011 – Quello di ieri sera era forse il consiglio comunale più atteso degli ultimi anni e aveva come punto principale all’ordine del giorno il passaggio delle deleghe dal sindaco Gianluigi Fornaro al vicesindaco Carlo Giudici. Dire che la montagna ha alla fine partorito il topolino è forse eccessivo ma è risultato abbastanza chiaro che, una volta iniziato il consiglio comunale, i giochi erano già fatti e la surroga sarebbe stata approvata. L’opposizione aveva infatti giocato le sue carte nei giorni precedenti all’assemblea, puntando sugli aspetti procedurali per la convalida della supplenza, stante l’assenza di una norma esplicita che regolamentasse un caso come quello verificatosi ad Arese. In sostanza nell’interpretazione delle opposizioni, e del PD in particolare, la richiesta prefettizia di convalida della surroga veniva assimilata al voto di una mozione di sfiducia, che per essere respinta avrebbe necessitato della maggioranza assoluta dei componenti del consiglio comunale e non di una semplice maggioranza relativa e quindi limitata ai soli presenti.

La questione potrebbe sembrare di scarsa rilevanza pratica, visto che comunque la coalizione PDL-UDC dispone attualmente di undici voti e quindi della maggioranza assoluta in consiglio comunale, ma in realtà non è così. Perché la richiesta delle opposizioni serviva essenzialmente da supporto al lavoro che queste stanno svolgendo dietro le quinte e che mira a far vacillare almeno uno di quei consiglieri di maggioranza che, a quanto si dice, non sarebbero così saldi nei loro propositi di sostegno all’attuale coalizione. Se l’interpretazione delle opposizioni fosse stata accolta, sarebbe stata sufficiente un’assenza strategica all’interno della maggioranza per rendere irraggiungibili gli undici voti che sarebbero stati necessari per approvare il passaggio delle deleghe. Della questione veniva investito il dottor Ceriani, che dopo l’addio del dottor Fratantoni sta esercitando la supplenza nel ruolo di segretario comunale. Ceriani, rifacendosi al comma 4 dell’articolo 59 del T.U.E.L. – Decreto Legislativo n. 267/2000 e a colloqui avuti con gli uffici di prefettura confermava che, anche se non in maniera esplicita, la legge chiede che la sospensione del sindaco sia ratificata da parte dell’organo che ne “ha convalidato l’elezione o deliberato la nomina” e cioè dal consiglio comunale. Quella che viene richiesta è, quindi, sostanzialmente una presa d’atto e pertanto la maggioranza da applicare è quella prevista dall’articolo 76 del regolamento del consiglio comunale, che prevede che per l’approvazione di una deliberazione ordinaria sia sufficiente il voto della maggioranza dei presenti.

A questo punto i giochi erano fatti perché un’assenza tra le fila della maggioranza non sarebbe stata sufficiente a fare respingere la surroga e nessuno dell’opposizione confidava nel fatto che qualche consigliere di maggioranza, una volta seduto sui banchi dell’assemblea, potesse manifestare in maniera palese il suo dissenso astenendosi o votando contro il passaggio delle deleghe. Questo è quanto è successo in consiglio comunale, o meglio nei giorni precedenti all’assemblea. Durante la seduta maggioranza e opposizione hanno, invece, ribadito le proprie posizioni che però non riprendiamo in questo articolo perché ne abbiamo già parlato a lungo negli ultimi dieci giorni, dando ampio spazio a tutte le realtà politiche e associative e riteniamo quindi che siano già sufficientemente note ai nostri lettori. Resta da dire che, a differenza di quanto successo nel consiglio comunale dello scorso 27 settembre, ieri sera ha prevalso il senso di responsabilità e l’intelligenza delle parti in causa e non si è assistito alle poco edificanti, per un ambito istituzionale, scene da stadio del consiglio precedente. Ci sono stati applausi a tutti gli interventi dell’opposizione, e bene ha fatto il presidente Papagno a non intervenire, ma si sono evitati i cori e gli atteggiamenti visti il 27 settembre. E questo crediamo sia stato un successo di tutti, maggioranza e opposizione.