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Tasse: Muratori propone baratto amministrativo

06 ottobre 2015 – Del baratto amministrativo si è recentemente parlato anche a livello nazionale per via dell’adozione di questo strumento da parte del Comune di Milano. Dove la giunta Pisapia ha approvato una delibera in base alla quale le persone in situazione di “morosità incolpevole” possono chiedere di pagare le tasse prestando la propria opera per lavori socialmente utili in luogo di procedere a un pagamento che non sarebbero in grado di sostenere. In realtà Milano non è stato il primo Comune a fare proprio quanto previsto dall’articolo 24 del decreto Sblocca Italia approvato l’anno scorso, ma è stata certamente la prima città di grandi dimensioni a farlo, attirando quindi l’attenzione dei media.

E, per quanto riguarda la nostra città, attirando l’attenzione del consigliere comunale di Arese in Testa Luigi Muratori, che ha presentato una mozione, che verrà votata nel prossimo consiglio comunale, dove chiede che anche le nostre tasse comunali possano essere corrisposte, nei casi previsti dalla legge e da un regolamento comunale che la mozione chiede sia istituito, prestando lavori socialmente utili in luogo della somma dovuta alle casse comunali. “Le tasse dovute – spiega Muratori – verrebbero trasformate in ore di volontariato da dedicare alle attività in favore della comunità. I fini sono evidenti, e sono quelli propri di un’amministrazione pubblica: restituire la città alla città e ai suoi abitanti”.

Ma quali sono questi lavori socialmente utili che potrebbero essere barattati dalle famiglie in difficoltà con il pagamento delle imposte locali? E chi potrebbe rientrare nel campo di applicazione di questa iniziativa, qualora la mozione Muratori fosse approvata? “Sono lavori socialmente utili – spiega lo stesso consigliere di Arese in Testa – tutte quelle attività che hanno per oggetto la realizzazione di opere e la fornitura di servizi di utilità collettiva, mediante l’utilizzo di lavoratori in mobilità o in cassa integrazione guadagni straordinaria o in disoccupazione speciale oppure mediante il coinvolgimento in progetti di lavori socialmente utili di soggetti in cerca di prima occupazione o disoccupati”.

Una definizione più approfondita la offre naturalmente il decreto salva Italia, dove dice che “i Comuni possono definire i criteri e le condizioni per la realizzazione di interventi su progetti presentati da cittadini singoli e associati, purché individuati in relazione al territorio da riqualificare. Gli interventi possono riguardare la pulizia, la manutenzione, l’abbellimento di aree verdi, piazze o strade ed in genere la valorizzazione di una limitata zona del territorio urbano o extraurbano. In relazione alla tipologia dei predetti interventi i Comuni possono deliberare riduzioni o esenzioni di tributi inerenti al tipo di attività posta in essere. L’esenzione è concessa per un periodo limitato, per specifici tributi e per attività individuate dai Comuni, in ragione dell’esercizio sussidiario dell’attività posta in essere”.

Il decreto definisce anche la condizione di “morosità incolpevole”, che permetterebbe di accedere a questo strumento, delineandola come “la situazione di sopravvenuta impossibilità a provvedere al pagamento del canone locativo a ragione della perdita o consistente riduzione della capacità reddituale del nucleo familiare (…). La perdita o la consistente riduzione della capacità reddituale di cui al comma 1 possono essere dovute ad una delle seguenti cause: perdita del lavoro per licenziamento; accordi aziendali o sindacali con consistente riduzione dell’orario di lavoro; cassa integrazione ordinaria o straordinaria che limiti notevolmente la capacità reddituale; mancato rinnovo di contratti a termine o di lavoro atipici; cessazioni di attività libero-professionali o di imprese registrate, derivanti da cause di forza maggiore o da perdita di avviamento in misura consistente; malattia grave, infortunio o decesso di un componente del nucleo familiare che abbia comportato o la consistente riduzione del reddito complessivo del nucleo medesimo o la necessità dell’impiego di parte notevole del reddito per fronteggiare rilevanti spese mediche e assistenziali”.

Muratori entra nel dettaglio di come e con che finalità il baratto amministrativo potrebbe essere adottato ad Arese: “Il pagamento delle tasse – spiega il consigliere di Arese in Testa – potrà essere riferito a situazioni simili a quelle espresse per la morosità incolpevole e comunque legate all’abitazione principale. Le tasse comunali come Tari, Tasi, Imu, le rette di asili nido e affini e altre tasse comunali potranno essere inserite nell’elenco delle tasse che possono essere pagate tramite un lavoro socialmente utile”. Sulla valorizzazione delle ore lavoro prestate, Muratori nella sua mozione suggerisce una modalità di calcolo: “Il sistema di calcolo – dice – del valore economico delle ore di lavoro svolte, potrà essere attuato in funzione del tipo di incarico e del costo orario del dipendente pubblico impegnato nella medesima mansione. Il Comune di Arese beneficerebbe di un doppio vantaggio: da un lato i contribuenti in difficoltà comunque potranno assolvere i propri doveri, dall’altro il Comune potrà usufruire di questa forza lavoro, anche in periodi di urgenza e di temporanea necessità in cui si necessita di maestranze aggiuntive. Se questa mozione verrà approvata si darà più valore al sostegno e meno al mero assistenzialismo, permettendo alle fasce più deboli di sentirsi ancora utili e non emarginate, trasmettendo loro fiducia in una sorta d’inserimento lavorativo. Questo non potrà che portare beneficio all’intera collettività, oltre a sensibilizzare i cittadini al rispetto alla cura e alla tutela dei beni comuni”.

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