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Turconi all’UDC: i numeri vanno interpretati

11 ottobre 2011 – “Il commento fatto da Bettinardi per certi versi è preciso e corretto, solo che manca di una parte di verità che penso appositamente e furbescamente non è stata commentata”. Inizia così il nostro colloquio con il commissario della Lega Nord di Arese Vittorio Turconi che interviene sull’intervista pubblicata da QuiArese al segretario cittadino dell’UDC Giuseppe Bettinardi (leggi qui). Il riferimento di Turconi è ovviamente al fatto che l’UDC alle passate elezioni amministrative aveva corso da solo al primo turno e non aveva operato apparentamenti al ballottaggio. “E’ tutto vero quando Bettinardi cita i numeri dell’UDC all’ultima tornata elettorale – continua Turconi – ma si dimentica di dire che l’UDC ha si preso tanti voti, forse per qualcuno inaspettati anche se io personalmente non ne sono rimasto sorpreso, perché, diamo merito al merito, l’UDC sul territorio è ramificato da tempo e ha una storia politica alle spalle che non inizia con il nome UDC ma molto è più antica. Bisogna però non dimenticare quando ci si rivolge ai cittadini che hanno proprio votato per l’UDC aresino, dove lo hanno votato perché l’UDC aveva dichiarato di correre non con il PDL ma in contrapposizione al PDL. Se non si parte da qui il tutto sembra troppo facile da spiegare però manca la parte principale che i cittadini devono sapere e che lo stesso UDC dovrebbe spiegare. Questa è l’anomala situazione che si è venuta a creare e in politica questo si chiama ribaltone. Forse nella sede politica dell’UDC si chiama eroismo atto di coraggio ma si è ben lontani dal configurare in azione umanitaria la presa di posizione dell’UDC. E chi parla non è il PD, ma la Lega Nord che era partito di maggioranza e non opposizione”.

Pur confermando i numeri, Turconi ne contesta la lettura fatta da Bettinardi: “E’ riduttivo mettere in evidenza le preferenze dei rappresentanti della Lega, anche perché la storia della Lega insegna che i leghisti indicano il Partito e poco le preferenze. E nei numeri citati da Bettinardi va considerato che corrispondono per l’ottanta per cento a quelli ricevuti da Carlo Giudici quando lo stesso si presentava agli elettori candidato sindaco in contrapposizione e non in accordo al PDL, con tanto di programma elettorale diverso”. Turconi contesta anche il fatto che l’UDC sia rimasta fedele al programma elettorale perché, di fatto, quel programma non lo aveva sottoscritto: “Oggi nell’azione amministrativa che sottolinea l’UDC, quale programma elettorale porta avanti, quello siglato da PDL – LEGA o quello dell’UDC? Pensiamo al Centro Sportivo dove proprio nelle prime sedute del nuovo consiglio comunale e della nuova giunta, furono proprio bocciati progetti avanzati dallo stesso UDC, citiamo la famosa piscina che avrebbe dovuto essere costruita con le fideiussioni del Comune a favori di privati. Basti pensare ancora al Centro Sportivo dove lo stesso UDC è responsabile dell’attuale situazione perché, è bene ricordarlo, IN.TE.SE approda ad Arese proprio tramite l’ex sindaco Perferi dell’UDC. Basti pensare a Fondazione, creata dall’ex sindaco Perferi dell’UDC con il deficitario risultato che è sotto gli occhi di tutti. Ora tutte queste situazioni probabilmente verranno riportate in auge, ovvio, “a difesa e nell’interesse dei cittadini”. Per Turconi l’unica strada per fare chiarezza è un ritorno alle urne: “Queste notizie per dovere di correttezza vanno spiegate ai cittadini. E magari andare alle urne, sarebbe la spiegazione migliore, mettendosi in discussione con la stessa gente che magari potrebbe ricondividere queste scelte. Invece non si fa nulla di questo, si diventa eroi, salvatori dell’amministrazione. Non mi risulta però che dove hanno amministrato temporaneamente i commissari nominati dai prefetti siano falliti i Comuni. Forse dietro questo si nascondono altri interessi che di certo con il commissario non si possono portare a termine. Quindi nasce l’esigenza che meno gli esterni mettono il becco, meglio riusciamo nei nostri intenti”.

Il commissario leghista ribadisce anche le ragioni che hanno portato a un’uscita del suo partito dalla maggioranza di governo cittadino: “Ricordo agli amici dell’UDC che la Lega Nord ha lasciato la maggioranza non per le vicende giudiziarie che come detto e precisato in tutte le sedi, non vuole commentare perché sono e rimangono vicende personali che vanno trattate con rispetto. La Lega non condivide ed è contraria ai processi pubblici ma crede solo nei processi svolti nelle opportune sedi. La Lega è uscita dalla maggioranza per problemi politici riguardanti il Centro Sportivo, non per altro. E’ qui che la Lega rivendica che allo stato attuale la maggioranza decretata dagli elettori non esiste più”. Per Turconi la strada rimane dunque quella delle elezioni anticipate, e propone una soluzione per arrivarci senza che sia necessario passare per la nomina di un commissario prefettizio: “E’ vero anche che Giudici ricopriva da tempo una delega provvisoria ai Lavori Pubblici ma questo è un altro lato oscuro del come mai. Certo la spiegazione più logica è la mancanza di qualità del popolo del PDL che fa sempre più capo alle correnti regionali nella spartizione dei posti e non alla qualità delle persone. Se fosse vero che l’UDC garantisce la maggioranza per evitare un lungo commissariamento a difesa dei cittadini, convochi le segreterie politiche, condivida con esse un programma amministrativo che preveda solo le eventuali urgenze e non cerchi con un ribaltone di proporsi alla guida di Arese, anche perché gli stessi cittadini che gli hanno dato il voto sono gli stessi che glielo hanno tolto al ballottaggio quando senza ufficializzarlo ha stretto la mano al PDL. Anche questo è un dato ufficiale non certo inventato, basti vedere lo scarto tra Fornaro ed Augurusa, dove non compare il vantato apporto numerico dell’UDC. Sarebbe corretto che Bettinardi e Giudici, commentassero questi dati usciti dalle urne e non si fermassero appositamente alla prima tornata. Comunque l’atto democratico di rimettersi nelle mani dei cittadini non ci sembra una forzatura da parte di nessuno ma solo un atto di trasparenza e di rispetto del popolo aresino”.