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Tutto quello che avreste voluto sapere da Ravelli

07 luglio 2012 – Lo aveva promesso qualche giorno fa e ha mantenuto la parola. Il sindaco Pietro Ravelli ci ha concesso una lunga intervista nella quale non si è sottratto a nessuna domanda. Nel corso della chiacchierata sono emerse, o sono state confermate, anche alcune notizie. L’associazione Aresefuturo ha protocollato una comunicazione al sindaco in cui sostiene di avere cambiato il capogruppo in consiglio comunale (non più Manuel Foglio, vicino a Ravelli, ma Livio Braga), mentre sono state confermate l’intenzione di creare un nuovo gruppo consiliare per svincolare i consiglieri pro-Ravelli da Aresefuturo e quella di cambiare il segretario comunale. Il Pd, invece, ha protocollato una richiesta di consiglio comunale aperto straordinario, che dovrà ora essere fissato entro il 26 di luglio. Per il resto si sono affrontati tutti i temi “caldi”, dal ruolo di Giancarlo Giudici a cosa fare rispetto all’Accordo di Programma, dal destino del centro sportivo fino al problema dell’amianto nella scuola di via Col di Lana.

L’intervista è lunga, ma il vantaggio di lavorare online e non sulla carta è quello di non avere problemi di spazio. Quella che trovate qui è quindi la trascrizione completa della nostra chiacchierata con Ravelli.

Capitolo Giudici: ho sfruttato egoisticamente la sua esperienza


Dalle mail di Giancarlo Giudici che abbiamo visto sembra che non ci sia stato solo uno scambio di opinioni, né un semplice passaggio di informazioni, ma un vero e proprio ruolo attivo nell’organizzazione del lavoro e nella comunicazione di Aresefuturo in campagna elettorale. Le risulta?

Giudici ha collaborato fin dall’inizio a titolo personale, contribuendo come tanti altri che lo hanno fatto in campagna elettorale con suggerimenti e idee. Per quello che riguarda il coinvolgimento del Pd, ovvero del fatto che passasse informazioni riservate, a me non risulta. Ogni tanto gli chiedevo dei consigli su come gestire la campagna elettorale, piuttosto che dei suggerimenti sui contatti da tenere, ma non altro, tanto è vero che incontri cosiddetti “carbonari” non ce ne sono mai stati: lui veniva ogni tanto a casa mia insieme a Franco Sarto e Andrea Costantino. In queste occasioni si parlava di come organizzare la campagna, come gestire la lista civica o le persone come andare in comune a presentare le liste. Giudici ha collaborato anche con tante idee al giornalino, come per altro hanno fatto tanti altri, ma solo e unicamente a titolo personale.

Per lei, da quello che ha percepito in questi incontri, era chiaro che Giudici stesse collaborando a titolo personale? Su Facebook sua moglie ha scritto: “Di recente un folletto mi ha suggerito che alcuni dirigenti del PD erano da tempo a conoscenza dell’esistenza della signora Carla”…

Non c’era da parte mia né di Franco Sarto né, penso, da parte di Andrea Costantino la volontà di avere una relazione sottobanco con il Pd. Io sono andato avanti perché questa persona mi ha dato dei suggerimenti. Stiamo parlando di una persona che ha una grossa esperienza politica ad Arese, che una volta è stato anche candidato sindaco, come Franco Sarto. E’ chiaro che io, pivello della politica, sfruttavo egoisticamente questa loro “professionalità” per capire come gestire la situazione, quali persone incontrare, che cosa dire ai giornali. Io egoisticamente ho sfruttato la sua conoscenza della macchina. Non gli ho mai chiesto di riferirmi che cosa dicevano nel Pd. Che poi questo rapporto non sia stato pubblicizzato è ovvio, perché essendo lui un esponente del Pd era inopportuno.