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Tutto quello che avreste voluto sapere da Ravelli

 

Capitolo centro sportivo e scuola: appena arriva la ricevuta di ritorno…

L’ultima parte riguarda il centro sportivo. Lai ha fatto un’ordinanza di inagibilità e sgombero, ma il centro è ancora aperto. Come mai?

C’è un motivo di tipo tecnico: la notifica è stata mandata anche alla sede legale di Intese a Roma, ma la ricevuta di ritorno non è ancora arrivata. I motivi dell’ordinanza li avete visti, ma poi bisognerà agire anche qui in vari modi. Prima di tutto bisognerà fare un atto di possesso, che non deve essere fatto dalla giunta, ma dagli uffici tecnici. Poi bisognerà verificare la situazione degli impianti, perché il Comune, decadendo Facs, è tornato almeno responsabile dei beni. Loro ci hanno già mandato una lettera segnalandoci la disponibilità a fare entrare i nostri tecnici negli impianti. Questo ci permetterà di capire che cosa c’è da fare per mettere a posto tutto sotto il profilo della sicurezza e dell’incolumità delle persone.

Questi lavori spettano al Comune in qualità di proprietario?

Sì, si tratta di manutenzione ordinaria e straordinaria a nostro carico. Dovremo poi sfrattare l’inquilino. L’ordinanza non copre questo aspetto e qui i tempi sono lunghi. Alla fine dovremo capire la situazione dal punto di vista giuridico legale di Facs, cercando di risalire ai termini delle convenzioni e dei bandi che si sono fatti nel passato alla luce anche dei documenti che abbiamo. L’assessore Manzin ha dovuto ricorrere alla Polizia Locale per acquisirli, non come polizia giudiziaria ovviamente, ma semplicemente per recuperarli. Dobbiamo caprie che cosa è successo, anche nei bilanci della Fondazione.

Un altro grattacapo, per esempio, è quello della Scuola Civica di Musica, che faceva capo a Facs. A questo punto è il Comune che dovrebbe gestire la scuola, ma non può farlo: bisogna emettere un bando perché ci sono 150 iscritti e c’è una produzione di reddito. Anche qui ci serve un parare legale per capire come agire, per capire per esempio se possiamo fare un affidamento diretto almeno in via transitoria. Sono tutti problemi che stanno emergendo e che dobbiamo gestire.

C’è anche quello della palestra delle scuole di Col di Lana, che finora ha fatto da tampone, ma che adesso è chiusa per il problema dell’amianto…

Qui interviene il vice-sindaco Maria Turconi: E’ arrivato ieri in via informale il parere dell’Asl, dove si anticipano i dati sui campioni prelevati. Sono stati analizzati separatamente dividendo colla, linoleum e massetto. L’amianto risulta assente in tutti i campioni di linoleum e massetto, nel campione del tappetino in gomma e nel campione prelevato dal controsoffitto, mentre risulta presente in alcuni campioni di colla. Quindi la cosa è per fortuna molto limitata. Martedì mattina è previsto un incontro tra i tecnici e l’Asl per concordare un piano di lavoro. Ho già informato le due presidi per tranquillizzarle.

Poi commenta di nuovo Ravelli: Se nei campioni ci fosse stata una percentuale di amianto superiore, il problema sarebbe diventato decisamente più complesso. L’assessore si è stupito per altro che la cosa non sia emersa prima, visti i lavori fatti in passato, e quindi ora c‘è la preoccupazione che l’amianto possa essere presente in qualche altra struttura.

Tornando al centro sportivo, la chiusura dovrebbe ormai essere questione di giorni, mentre i tempi di riapertura potrebbe essere molto più lunghi.

Se i lavori necessari non saranno eccessivi, spero che una volta fatta uscire Intese si possa procedere con il terzo passo, a cominciare dalla manutenzione del verde. Poi  cercheremo di individuare le società che potranno occuparsi della gestione dei vari ambiti. Successivamente dovremo vedere cosa fare del centro in una prospettiva più ampia.

Paolo Galvani e Graziano Lunazzi

 

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