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UDC al contrattacco: parla Bettinardi

11 ottobre 2011 – Sono stati chiamati in causa da tutti e sono quelli che, ancora più del PDL, sono stati fatti oggetto delle critiche delle opposizioni. Ora hanno deciso di uscire dal riserbo che li aveva fino ad ora caratterizzati e, dopo le due lettere che abbiamo già pubblicato, in questa intervista a trecentosessanta gradi spiegano le loro posizioni sui recenti fatti che hanno interessato Arese nelle ultime settimane. Stiamo ovviamente parlando dell’UDC che interviene su QuiArese per voce del suo segretario cittadino Giuseppe Bettinardi per spiegare le scelte operate.

Centro sportivo, gas, Fornaro, uscita della Lega dalla maggioranza. Non ce n’è abbastanza per dire basta e andare alle elezioni?
Non c’è dubbio che stiamo vivendo un momento delicatissimo della vita politica aresina. L’UDC è impegnata da tempo nella vita amministrativa locale e siamo costantemente impegnati nel cercare certezze e risposte a questa situazione paradossale. Crediamo però che in questo momento la cosa più importante sia garantire continuità all’attività amministrativa e, conseguentemente, i servizi ai cittadini. Qualora la maggioranza si sciogliesse e venisse nominato un commissario prefettizio, si potrebbe andare alle elezioni solo nel giugno 2012. Noi crediamo che questa data sia troppo distante perché ci metterebbe di fronte a un lungo periodo di gestione senza sviluppo e programmazione, a danno ulteriore alla collettività. Per questa ragione l’UDC di Arese ha fatto la scelta coraggiosa, che la ha esposta agli attacchi delle opposizioni, di farsi carico della responsabilità di proseguire con il programma elettorale della maggioranza. Avremmo potuto scaricare le colpe di tutto su altri, uscendo in bello stile dall’amministrazione ma questo non fa parte del nostro modo di agire che è sempre stato all’insegna dell’assunzione delle responsabilità e dell’impegno a realizzare il programma elettorale sottoscritto nel 2009 da tutte le forze del centrodestra, UDC compreso”.

Accennava alle opposizioni. Di certo non sono state molto tenere con l’UDC che è stata, ancora più del PDL, al centro delle loro critiche.
Le opposizioni in queste ore svolgono la loro parte anche se, a mio parere, utilizzando atti, metodi e dichiarazioni non condivisibili. Basta guardare al “teatrino” messo in scena in consiglio comunale, che solitamente è deserto mentre ora è ricco di presenze di candidati che si propongono per liste civiche o si inseriscono in liste di altri partiti. Sono tutti già impegnati in campagna elettorale, animati dalla voglia di riscatto dopo anni di bocciatura: è uno stuolo di ex o rinati politici locali che vestono la toga del giustizialismo e della legalità cavalcando questa brutta vicenda per arrivare al governo della città. Da parte nostra siamo disposti al confronto, sereno e costruttivo, non alla “caciara”, e non accettiamo lezioni di democrazia da chi storicamente ha perso più volte il confronto con i cittadini.

E’ però indiscutibile che vedere i banchi della giunta deserti per tutte le dimissioni che ci sono state fa un certo effetto e pone seri interrogativi sulla forza di questa maggioranza.
Contesto l’affermazione che la giunta è ridotta ai minimi termini e in ogni caso lo Statuto Comunale prevede esclusivamente un numero massimo di sette assessori e non un numero minimo. E’ comunque chiaro che, una volta terminata questa fase convulsa, sarà necessario procedere alla nomina di nuovi membri in giunta perché il vicesindaco non può, quasi da solo, reggere il peso di tutta l’amministrazione. Vorrei però sottolineare come Carlo Giudici ricopre già da alcuni mesi il ruolo di delegato alle opere pubbliche e i risultati del suo operato sono evidenti. Vorrei anche dire che la scelta dei nuovi assessori dovrà ricadere su persone in grado di lavorare in armonia all’interno della giunta perché quello che si è evidenziato in queste ultime settimane è stato la difficoltà di far convivere persone con obiettivi troppo diversi. E si dovrà anche evitare di ricadere nelle ingerenze delle segreterie regionali che hanno imposto assessori senza radicamento sul territorio, certamente persone degne del ruolo ma incompatibili tra loro.

Quindi rigettate in toto le accuse dell’opposizione che parla di un’UDC affamata di poltrone.
Assolutamente si, tanto che all’interno della maggioranza non si è mai posto il problema del peso delle deleghe possedute dall’UDC nemmeno da parte della Lega Nord. Per noi, su tutto, ha sempre prevalso il senso di responsabilità e la voglia di operare nell’interesse dell’intera coalizione. E questo lo abbiamo sempre fatto, cercando di fornire stimoli costruttivi alla realizzazione del programma di governo. A questo proposito voglio ricordare che nel mese di luglio, e quindi in tempi non sospetti, avevamo scritto una lettera aperta ai cittadini, stimolando un’azione mirata e costante per il raggiungimento degli obiettivi programmatici ritornando alla politica del fare.

Rimane il fatto che l’UDC è formalmente un partito di opposizione. E se era già anomalo che all’opposizione venisse concessa la carica di vicesindaco lo è ancora di più oggi che quel vicesindaco svolge le funzioni di sindaco.
Vorrei rispondere a questa domanda dati alla mano. La rappresentatività dei cittadini espressa attualmente in Consiglio Comunale dice:

Minoranza
PD: 5 consiglieri eletti, voti di preferenza complessivi 464
Lega Nord: 2 consiglieri eletti, voti di preferenza complessivi 43
Gruppo misto: 2 consiglieri eletti, voti di preferenza complessivi 102
Totale: 9 consiglieri eletti, voti di preferenza complessivi 609

Maggioranza
PDL: 8 consiglieri eletti, voti di preferenza complessivi 698
UDC: 3 consiglieri eletti, voti di preferenza complessivi 230
Totale: 11 consiglieri eletti, voti di preferenza complessivi 928

Da questa semplice analisi mi sembra emerga in modo palese, che nonostante le defezioni viscerali delle ultime ore, la maggioranza ed in particolare l’UDC sono ben radicate sul territorio, hanno i numeri per governare e sono legittimate a farlo da accordi politici e dal consenso dei cittadini. Purtroppo l’unico obiettivo che ha saputo darsi la minoranza è stato quello di riuscire a interrompere la realizzazione del programma di questa maggioranza che, come dimostrato, è legittimata a continuare nel suo lavoro proprio dai quei numeri che sono l’espressione della volontà dei cittadini.