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Udc: “Da noi concretezza e non demagogia”

26 febbraio 2013 – Con questo lungo intervento di Giuseppe Bettinardi, si torna a parlare di viabilità cittadina. Il segretario dell’Udc di Arese ripercorre le scelte che aveva fatto a suo tempo l’amministrazione di centrodestra, sostenendo che queste avrebbero salvaguardato la viabilità di quartiere, spostando il grosso del traffico all’esterno della città.

Molto si è detto in questi ultimi anni sulla gestione relativa all’area ex Alfa Romeo. Si è scritto tutto e il contrario di tutto e spesso in maniera strumentale. Molti negli anni sono stati i protocolli di intesa tra le parti istituzionali, tutti sottoscritti nella speranza del rilancio dell’occupazione, per dare attuazione ai progetti di industrializzazione dell’area stessa. Tutti i tentativi nel tempo, si sono dimostrati un fallimento. Come non ricordare le destinazioni ipotizzate dall’interporto di Genova, al polo logistico, all’insediamento della comunità cinese. Non ricordo, in quegli anni preoccupazioni così circostanziali e di merito, relative alle problematiche ambientali, alla svalutazione dei prezzi degli immobili, alla viabilità che salvaguardasse la nostra città, non ricordo i dibattiti pubblici o il coinvolgimento dei cittadini.

Mi chiedo, quale sviluppo e quale garanzia ambientale, il nostro territorio si fosse trovato a sostenere nell’ipotesi della vendita totale delle superfici industriali con la conservazione delle strutture esistenti, impedendo di fatto la bonifica del sito ora eseguita. Si può essere d’accordo o contrari ad un certo sviluppo della città, si può continuare a pensare di poter “congelare“ qualunque iniziativa, si può continuare a fare demagogia o populismo. Chiedere il servizio di trasporto pubblico e poi far saltare i tavoli dei finanziamenti statali, bocciare una proposta viabilistica e poi richiederla a gran voce. Bene, noi crediamo, che il Nord-Ovest di Milano vada sempre più visto come un’area unitaria, una città pluricentrica, capace di creare lavoro e sviluppo di qualità in un contesto accogliente. Gli aspetti commerciali, di servizio, di formazione, di diffusione artistico-culturale, di intrattenimento e svago per i cittadini non devono essere separati da quelli produttivi. Non devono cancellare la memoria dei luoghi, memoria che consiste nella storia dell’industria e della comunità che attorno ad essa si è sviluppata. Noi siamo abituati a rispondere con i fatti e con il lavoro ai problemi del territorio, senza egoismi ma con responsabilità. Sarebbe molto più comodo politicamente dire no a  tutto, dire fermiamo, dire tutti ladri e poi… l’incertezza, la carenza di servizi, l’ingovernabilità, la rovina , il fallimento.

Ma ci rendiamo conto che faremo parte a breve, della città metropolitana? Vero, dimenticavo che non siamo neppure tra i comuni promotori, tutti al tavolo tranne Arese, perché Arese, era impegnata in trentadue giorni di amministrazione a dissolversi nei personalismi per la seconda volta. Oggi più che mai, si rende indispensabile una riflessione che aiuti a comprendere con serenità quanto precedentemente proposto e progettato in merito alla viabilità. Immaginiamo di analizzare, una cartina geografica che rappresenti il nostro comune con i paesi confinanti e la città di Milano. Iniziamo questa analisi da est, subito ci appare la prima strategica proposta, la variante alla strada statale Varesina, grande e importante modifica al vecchio tracciato, per garantire maggior fluidità di collegamento in entrata e uscita con Milano, evitando l’attraversamento degli abitati di Ospiate e Baranzate. A seguito di questa opera acquisterà particolare importanza con conseguente incremento di traffico la zona Sud di Arese, attraverso la via Marconi che, potenziata, si collegherà al nuovo innesto tra via De Gasperi e via Arese in territorio rhodense, una sorta di circonvallazione sud. Questo collegamento consentirà il miglioramento delle relazioni intercomunali tra Rho e Arese, facilitando inoltre l’accesso al Polo Fieristico e all’area Expo. Con la realizzazione del nuovo attraversamento autostradale in zona Terrazzano, si rendeva indispensabile ipotizzare una nuova connessione tra la via Arese di Rho e la strada comunale per Passirana di Arese; questa realizzazione veniva denominata tangenzialina ovest, posta in fregio all’autostrada dei Laghi. Opera ritenuta da tutti noi indispensabile, strategica, utile, irrinunciabile. Pensata e desiderata in “trincea” con la modifica dell’attuale piano campagna, creando colline artificiali piantumate da fitta vegetazione, alberi di alto fusto ed intervallate da barriere antirumore. Tale soluzione, non avrebbe risolto il rumore di fondo autostradale ma sicuramente mitigato l’inquinamento acustico da essa prodotto.

Tale soluzione, invece, avrebbe modificato lo skyline autostradale, particolarmente sgradevole nel periodo invernale. Il paesaggio così degradato e noto a tutti i cittadini residenti nella zona ovest del nostro territorio si sarebbe definitivamente trasformato grazie alle opere di mitigazione previste. Questa previsione viabilistica come ormai tutti sanno, è stata oggetto di critiche pesanti da parte di partiti politici di opposizione storica, da alcune liste civiche e dal Comitato Difendiamo Arese, sia per gli aspetti ambientali sia per la presunta minaccia di trasformazione urbanistica delle aree confinanti con l’erigenda viabilità, attualmente prevalentemente agricole. Analizziamo ora questo ipotetico rischio di cementificazione sul territorio di Rho. Le aree oggetto d’intervento sono caratterizzate da alcuni vincoli quali la fascia di rispetto autostradale, circa 60 metri, la realizzazione della quinta corsia autostradale, la presenza di elettrodotti e non ultimo la sovranità decisionale per dare attuazione ad una variante urbanistica del solo comune di Rho, attualmente amministrato dal centrosinistra. Esponenti di movimenti politici contrari a tale iniziativa, avevano scoperto, durante il periodo di presentazione delle osservazioni al Pgt rhodense alcune richieste avanzate dai proprietari delle aree finitime con la realizzazione viabilistica che si traducevano nella possibilità di realizzare una residenza assistita per anziani, un campo da golf, una palestra con attrezzature e centro estetico e ampi spazi a parco urbano. Triste è pensare al consumo di territorio anche se non aresino ma ancor più triste, egoisticamente parlando, pensare, alla devastante situazione viabilistica che la nostra città si troverà a vivere.

Cerchiamo ora di descrivere lo stato attuale dei luoghi, interessati dalla proposta viabilistica attualmente bocciata. Arrivando da Terrazzano, l’ingresso alla nostra città è caratterizzato da una miriade di edifici di dubbia autorizzazione, sorti nascosti tra vegetazione e strati di teli oscuranti per celare l’edificazione ai controlli e ora trasformati in depositi, pollai, abitazioni, orti ecc. mentre le aree agricole si sono trasformate in depositi di materiale edile. Un’enorme discarica di materiali inerti e macerie depositati in pericolose alte colline sotto elettrodotti caratterizzano il paesaggio. Le vie campestri circostanti, sono trasformate in discariche a cielo aperto con rifiuti di ogni tipo, oltre a luogo di dubbi traffici. Ci chiediamo, ma la famigerata tangenzialina, con le sue inevitabili sistemazioni di contorno, previste e pensate quali piste ciclopedonali, sistemazione del verde urbano e d’arredo, avrebbe certamente riordinato complessivamente uno stato di degrado consolidato e determinato anche dall’assenza di controllo delle autorità competenti rhodensi. Arese avrebbe di fatto goduto di un sistema viabilistico periferico e non sarebbe stata soggetta ad alcun attraversamento, a nord da viale Luraghi, via Alfa Romeo, Autostrada, a est dalla statale Varesina, a sud da via Marconi e a ovest dalla Tangenziale Rho-Passirana. Arese poteva e doveva rimanere caratterizzata da una viabilità di quartiere. In questo periodo abbiamo partecipato con interesse ad un’incontro per la realizzazione della “Città dei ragazzi e delle ragazze” per progettare e riscoprire una città a dimensione di bambino. Erano presenti anche molti “delatori” della tangenzialina, a loro chiediamo come pensano di ottenere una città sicura per i nostri ragazzi, dove poter raggiungere scuola a piedi o in bicicletta, quando nel nome di una politica falsa e demagogica, avete spinto il commissario e le parti coinvolte nel procedimento a stralciare la viabilità. Inoltre come risolvere il problema dell’inquinamento se non si affronta seriamente il problema dell’accessibilità, utilizzando meglio il sistema di trasporto pubblico, creando nuove opportunità di collegamento con assi viari periferici serviti da metropolitane di superficie in sinergia con il sistema ferroviario. Non è sufficiente dire no ai problemi di sviluppo del territorio senza dare soluzioni ponderate e sensate.

La viabilità proposta era frutto di un lavoro interdisciplinare che ha consentito di affrontare le questioni riguardanti l’organizzazione dello spazio in stretta relazione con le questioni di sostenibilità economica, di fattibilità tecnica, di prospettiva strategica. Era un’ atto dovuto, il vero rispetto alla tutela della nostra città, un’occasione che non possiamo perdere. Ma ci vuole coraggio e lungimiranza. Insieme ai cittadini vogliamo difendere l’immagine di Arese città giardino, con proposte serie e concrete, nelle quali non si nascondono campagne di dissenso con lo scopo di trovare quel consenso popolare e “voti” che portino in Regione o al Parlamento. Noi restiamo con fermezza e convinzione impegnati sulle sfide locali, pronti a scommettere su un futuro migliore nell’interesse della nostra comunità e dei nostri figli. I nostri amministratori non sono mai stati indagati, non hanno mai fatto doppi giochi, con coerenza hanno difeso i programmi elettorali sottoscritti con i cittadini. Cercheremo con il consenso di tornare alla guida della città con maggiore impegno, uniti con tutte quelle forze della società civile e politiche che condivideranno con noi le iniziative atte a governare i temi importanti ed attuali del nostro territorio. Chiederemo da subito un tavolo con l’amministrazione rhodense per ripensare la viabilità, progettare un territorio a misura di cittadino. Sappiamo di aver commesso errori ed esercitato alcune decisioni non comprese o condivise dai cittadini ma siamo disposti all’ascolto per migliorare e superare gli ostacoli con serenità ed esperienza. Arese ha bisogno di una politica responsabile, noi dell’aiuto dei cittadini per dare attuazione ad ambiziosi progetti per la cura dell’ambiente, per la sicurezza, per l’occupazione. Pronti ad affrontare le sfide che ci attendono a testa alta.

Giuseppe Bettinardi
Segretario Udc Arese

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