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Udc: “Nessun voltafaccia, noi coerenti”

12 dicembre 2011 – Non è certo storia degli ultimi giorni il fatto che l’Udc si trovi nel mirino delle opposizioni per quanto successo dal fermo del sindaco Fornaro in poi. I centristi però non subiscono in silenzio e hanno più volte replicato alle accuse respingendole al mittente. Lo hanno fatto anche nei giorni scorsi per mezzo di un comunicato nel quale rigettano la tesi di avere attuato un repentino cambio di rotta dopo le dimissioni di Fornaro, con l’invito rivolto alla giunta di costituirsi parte civile nei confronti dell’ex sindaco qualora si arrivi a processo. In realtà, come ricorda il comunicato, l’Udc, con il suo capogruppo Gino Perferi, aveva annunciato già il 27 settembre in consiglio comunale che avrebbe percorso questa strada qualora si fosse arrivati a un procedimento giudiziario: “Ai cittadini aresini – queste erano state le parole di Perferi – ci sentiamo di affermare che, nella eventualità che le indagini portassero a una sentenza diversa dalla auspicata, ed emergesse in pieno il danno subito dagli aresini per la vicenda del costo del gas, l’Udc si dichiara disponibile fin da adesso a compiere tutte le azioni necessarie perché lo stesso danno sia compensato, chiedendo alla stessa Amministrazione Comunale di costituirsi eventualmente  parte civile”.

Nessun cambio di rotta quindi ma, come recita il comunicato, un’azione coerente con il percorso individuato dall’Udc per gestire la crisi: “La lealtà al sindaco l’abbiamo dimostrata appunto dal 27 settembre, assumendoci l’onore e l’onere di portare avanti responsabilmente l’amministrazione del Comune unitamente al Pdl, finche è stato possibile. Le dimissioni non attese da parte del sindaco Fornaro ci hanno colto di sorpresa, ma in quanto decisione autonoma del sindaco, la rispettiamo, ne traiamo le conclusioni con le dimissioni dei consiglieri comunali e ci siamo permessi come Udc e come maggioranza, di ricordare alla giunta comunale di farsi promotrice nei tempi e modi previsti, di tutelare gli interessi dei cittadini aresini, esattamente come avevamo dichiarato il 27 settembre in consiglio comunale. Nessuna reazione quindi da parte nostra e nessun repentino cambio di rotta  ma solo, passo dopo passo, giorno dopo giorno, l’azione verso l’attuazione di punti del programma nonostante il pochissimo tempo disponibile e l’abbandono della barca da parte di coloro che nel fare gli interessi della democrazia tradiscono il mandato ricevuto per mancanza di idee e di soluzioni organiche dei problemi”.

L’Udc ne ha anche per un quotidiano accusato di fare “titoli di giornale solo per vendere più copie” e con un paio di esponenti politici locali per le dichiarazioni rese alla stampa. Con la prima stoccata che va all’opposizione: “Le preoccupazioni espresse da un esponente politico locale, il quale si domanda come l’Udc locale e la sua dirigenza si rapporti con l’azione che il nostro leader romano Pierferdinando Casini  sta  portando avanti nel ruolo di grande timoniere di una nuova politica verso un nuovo disegno che  prescinde dal  vecchio bipolarismo che di fatto era diventato un nuovo bipartitismo. Orbene si tranquillizzi il signore di cui parliamo, perché siamo in perfetta sintonia con Casini e ci siamo guadagnati la fiducia con il nostro decennale impegno amministrativo portato avanti dal 1999, al punto che oggi più di ieri vogliamo dialogare con tutti i partiti ma abbiamo una visione politica ben precisa che è quella del fare e non dei salta fossi”. E la seconda che ha per bersaglio la Lega: “Abbiamo anche letto nei giorni scorsi sulla stampa settimanale locale, che un’altro esponente politico locale ex partner di maggioranza ha dichiarato la propria indisponibilità a sedersi a un tavolo con l’Udc. Bontà sua:  questo è un punto di vista di responsabile locale del partito; non ci risulta che da altre parti ci siano simili assolute chiusure, tuttavia se così sarà non ci strappiamo i capelli e andiamo avanti per la nostra strada certi che per fare politica si deve dialogare con tutti, almeno questo è stato il grande insegnamento di De Gasperi ieri e di Moro più recentemente. Trattandosi di eminenti uomini di democristiana fede, l’esponente cui facciamo riferimenti dovrebbe ricordarselo visto che a quella sorgente si è abbeverato per molti anni per passare di recente alle sorgenti del Po”.

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