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Vegetti sul PGT: “Che sia a saldo zero”

23 luglio 2013 – Riceviamo e pubblichiamo questo intervento di Achille Vegetti, portavoce del circolo aresino di Sel, sul Piano di Governo del Territorio (PGT). Pur non presentandosi con una propria lista alle ultime amministrative, Sinistra Ecologia e Libertà aveva appoggiato il Patto Civico, partecipando attivamente alla campagna elettorale che ha portato all’elezione a sindaco di Michela Palestra.

Mercoledì 17 luglio la nuova giunta comunale ha presentato le scadenze di legge, la road map, per approvare il PGT – Piano di Governo del Territorio – nei tempi legali e quindi evitare che questo strumento fondamentale sia preparato da un commissario nominato dal prefetto. Dopo due commissari prefettizi, che hanno gestito il nostro comune negli ultimi anni, penso che la nostra città, nel bene e nel male, ne possa e debba fare a meno. Da circa un decennio quello che era il più importante strumento urbanistico di un Comune, il Piano Regolatore Generale (PGR) è stato sostituito dal PGT. Lo dicono le parole stesse; siamo passati da un piano che regolava a un piano che invece deve governare; significa che prima bisognava “regolare” il territorio tra interessi diversi, essenzialmente quelli dei proprietari terrieri, quelli dei costruttori edili e infine quelli dei cittadini, mentre oggi le amministrazioni comunali sono chiamate a “governare” il loro territorio, mettendo gli interessi generali dei cittadini sopra a quello degli altri attori. Le licenze edilizie già assegnate prevedono un incremento di oltre 700 appartamenti (solo Arese sud, che inizierà i lavori tra poco, ne prevede 647) per cui dobbiamo pensare che la popolazione “finale”, quando tutto sarà costruito, sarà superiore a 22.000 abitanti.

Arese, che negli anni 70 aveva una popolazione di circa cinquemila abitanti e un’estensione territoriale di 6,52 milioni di metri quadrati, rimasta naturalmente invariata, è arrivata in pochi decenni, dal 1971 al 1981 la popolazione è triplicata, ad averne circa ventimila, con uno sviluppo urbanistico che ha stravolto la nostra città (un vecchio bel film: “Il sacco della città” potrebbe essere girato, con criteri moderni, oggi ad Arese) facendola diventare un quartiere dormitorio di Milano con tutti i problemi socio-economici che oggi ci troviamo a dover affrontare. Il nostro comune è tra quelli lombardi dove il consumo di territorio è stato enorme, oggi siamo a oltre il 72% di territorio consumato; dobbiamo dire grazie ad alcuni amministratori degli anni 70, sopratutto all’allora gruppo consigliare comunista di cui facevo parte, se i pochi terreni rimasti a verde sono entrati allora a far parte del parco delle Groane.

La maggiore industria, l’Alfa Romeo, portava nelle casse comunali qualche miliardo di lire annuali che sono serviti, alle varie amministrazioni succedutesi nel tempo, per costruire belle scuole, belle palestre, il centro sportivo, per abbellire le nostre piazze (chi non ricorda la fontana davanti al centro sportivo poi scomparsa per fare spazio a un parcheggio) e per costruire larghe e alberate strade (qualcuno ricorderà “un angolo di nord Europa a pochi passi da Milano”). In poche parole mentre i comuni limitrofi costruivano case anche per i lavoratori dell’Alfa noi usavamo i soldi dell’Alfa, destinati solo al nostro Comune, per attrarre il ceto medio e i nuovi ricchi ai quali della socialità della nostra città interessava ben poco. Mentre i comuni limitrofi si estendevano maggiormente in senso verticale, palazzi, Arese aveva il suo solo sviluppo in orizzontale, villette e palazzine, facendola diventare la città che oggi conosciamo, un cantante direbbe “bella senz’anima”. Bisognerebbe scrivere un libro su cosa ha comportato per i cittadini e per il territorio lo sviluppo tumultuoso della nostra città. La scomparsa delle industrie, soprattutto dell’Alfa, ha fatto diventare Arese una città ad alto numero di disoccupati, dove sarà sempre più richiesta una particolare attenzione ai problemi sociali che già iniziano a evidenziarsi.

Il PGT che si sta studiando è quindi un piano per “completare” lo sviluppo della nostra città; non esistono più terreni di dimensioni appropriate dove poter “studiare uno sviluppo territoriale”, se ancora ce ne fosse bisogno; dobbiamo solo governare le ultime poche aree rimaste e usare i nuovi strumenti urbanistici permessi per arrivare al “saldo zero del consumo di suolo” (cito la presentazione dell’assessore Ioli). La nuova amministrazione è chiamata quindi a occuparsi di problemi solo poco tempo fa’ impensati; i vecchi amministratori erano troppo concentrati a “sviluppare” la nostra città per pensare di prevenirli. Sono sicuro che i nuovi amministratori siano orientati a fare in modo che gli aresini diventeranno orgogliosi di vivere in una città dove l’uomo, il cittadino sia al centro dell’attenzione della città.

Achille Vegetti
Portavoce di Sinistra Ecologia Libertà
Circolo Sandro Pertini

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