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Vicenda Fornaro: le reazioni politiche

23 settembre 2011 – A un giorno di distanza dalla notizia dell’arresto del sindaco Gianluigi Fornaro, iniziano ad arrivare i primi commenti da parte dell’amministrazione comunale e delle forze politiche aresine. La prima presa di posizione ufficiale è stata quella della giunta, arrivata ieri pomeriggio al termine di una riunione convocata d’urgenza per fare fronte nell’immediato alla situazione che si è venuta a creare in ambito di governo cittadino. Al termine della riunione, la portavoce del sindaco Angela De Rosa, consegnava alla stampa questa breve dichiarazione: E’ nostra intenzione continuare a garantire l’attività amministrativa. Il nostro senso di responsabilità ci spinge a mantenere fede al patto elettorale sottoscritto con i cittadini due anni e mezzo fa. In questo momento non ci resta che auspicare che le indagini chiariscano quanto prima la posizione del sindaco al quale esprimiamo la nostra vicinanza umana. Un caro pensiero va ovviamenete anche alla sua famiglia”. La giunta si riservava infine di tornare sull’argomento nei prossimi giorni, facendolo sulla base di quelle che saranno notizie più circostanziate, necessarie ai fini di nuove esternazioni e scelte strategiche.

Il PD, nelle ore immediatamente successive alla notizia dell’arresto di Fornaro, si esprimeva per tramite del suo segretario cittadino Paola Pandolfi che rilasciava la seguente dichiarazione: “Il coinvolgimento del sindaco in questa inchiesta è incompatibile con il suo ruolo istituzionale, e per questo chiediamo le sue dimissioni. Sulla gestione della società avevamo già presentato diverse interrogazioni in consiglio comunale, sapevamo che qualcosa sarebbe successo ma non immaginavamo che si sarebbe arrivati all’arresto. Con le dimissioni del sindaco si potrebbe iniziare un nuovo corso per il Comune, contraddistinto da una maggiore trasparenza”.

La Lega Nord, che pure con Fornaro negli ultimi tempi aveva avuto accesi scontri che l’avevano portata a lasciare la maggioranza, non prende di mira il sindaco ma punta l’attenzione sull’anomalia politica che si è venuta a creare ad Arese. Il vice-sindaco Carlo Giudici appartiene, infatti, all’UDC che formalmente è un partito di minoranza, come sottolinea in un colloquio che abbiamo avuto con lui il commissario leghista Vittorio Turconi: “Adesso è troppo facile dare addosso al sindaco e questo lo lasciamo fare volentieri agli altri, magari anche a quelle stesse persone che fino a ieri lo sostenevano incondizionatamente. Quello che però la Lega denuncia fortemente è l’anomalia politica che si sta creando ad Arese. Due anni fa il patto elettorale era una coalizione PDL e Lega Nord, dove era chiaro che  l’UDC non faceva  parte della maggioranza, ma eventualmente l’appoggiava esternamente. Questo è quanto hanno sempre dichiarato l’UDC ed il PDL, dove si è sempre ribadito che l’Unione di Centro non era parte della maggioranza. E’ chiaro che da quell’accordo l’UDC  ha ottenuto molto in cambio ma era un accordo elettorale portato avanti senza ogni dubbio con la disapprovazione della Lega Nord”. La Lega ribadisce oggi sul suo sito (link) questo concetto dicendo che “La maggioranza scelta dagli elettori durante le ultime elezioni non esiste più. I cittadini avevano scelto al primo turno la coalizione PDL-Lega Nord con l’UDC che si presentava da sola con un suo candidato sindaco non riuscendo però ad arrivare al ballottaggio. In vista del ballottaggio non veniva stretto alcun apparentamento e quindi ai cittadini di Arese veniva consegnata una scheda elettorale con i soli simboli del PDL e della Lega Nord. Al ballottaggio usciva vincente la coalizione PDL-Lega Nord in quanto i cittadini avevano votato nel segreto dell’urna per quei due simboli. Da nessuna parte sulla scheda elettorale vi era il simbolo dell’UDC. Questa era ed è la volontà degli elettori uscita dalle urne (…) Oggi L’UDC e il PDL, vorrebbero tirare a campare e governare in violazione della volontà dei cittadini consegnando, di fatto, il ruolo di Sindaco del Comune nelle mani dell’UDC”.

E l’UDC commenta la vicenda, al termine dei un direttivo tenutosi ieri, per voce del suo segretario cittadino e consigliere comunale Giuseppe Bettinardi: “Arese ha il diritto di essere Governata per garantire le attività amministrative e i servizi alla cittadinanza, in un momento così delicato e difficile non solo per le vicende politiche cittadine. Il nostro dovere è quello di mantenere fede al programma elettorale sottoscritto con la maggioranza uscita dal turno di ballottaggio del giugno 2009. Auspichiamo nel contempo, che la magistratura chiarisca, attraverso serrate indagini, la posizione del sindaco Fornaro, al quale esprimiamo unanimemente la nostra solidarietà umana”. E sull’immediato futuro l’UDC si esprime in questi termini: “In questo momento l’impegno dei nostri assessori, e in particolare del vice-sindaco Carlo Giudici, sulle cui spalle grava la responsabilità politica e amministrativa della macchina comunale, non verrà meno. L’obiettivo è quello di farsi parte diligente, affinché tutta la giunta comunale dia il massimo di se stessa nel rispetto del programma elettorale. Il  nostro partito nella sua totalità, non lascerà soli i propri rappresentanti offrendo tutto il supporto necessario”.

Il PDL, dal canto suo, e in questa fase convulsa non potrebbe essere altrimenti, non entra nel merito della vicenda ne dal punto di vista giudiziario ne da quello politico e affida al proprio sito (link) questo breve comunicato del coordinatore cittadino Massimo Cormanni: “Il PDL di arese esprime solidarietà al Sindaco Gianluigi Fornaro. Sicuri della sua estraneità ai fatti contestati confidiamo che venga fatta piena luce al più presto. Esprimiamo vicinanza a Gianluigi e alla sua famiglia. E’ nostra intenzione continuare a garantire continuità di governo determinati a rispettare gli impegni assunti con i nostri elettori per completare la realizzazione del programma elettorale”.