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La Malesia di Paolo – Episodio 1

Da questa settimana inauguriamo la rubrica “Aresini nel mondo” dove dei concittadini, che per ragioni di studio o di lavoro si trovano a risiedere all’estero, ci racconteranno ogni settimana, in una sorta di diario, la loro vita e le loro esperienze quotidiane. Oggi iniziamo con Paolo, il nostro “corrispondente” dalla Malesia che inizierà dandoci un quadro generale di quel paese. Da settimana prossima alla Malesia di Paolo si aggiungerà l’Australia di Letizia. Se qualcuno poi volesse aggiungersi agli “Aresini nel mondo” è il benvenuto!

17 febbraio 2011, Kuala Lumpur – Paolo Coluzzi, classe 1960, a rapporto! Buona parte degli aresini della mia generazione, alcuni dei quali compagni delle medie e delle superiori  (il mio liceo, l’ITC con corsi sperimentali di Bollate, era nato ad Arese), mi conoscono, anche se sono oramai parecchi anni che giro per il mondo…Tanti anni in Inghilterra, in Spagna e in Olanda, e ora anche qui nello splendido ed esotico Sud-est Asiatico, e più precisamente in Malesia. Sì, la Malesia di Sandokan, quella raccontata da Salgari nei suoi romanzi anche se non c’era mai stato.

Sono arrivato a Kuala Lumpur, la capitale, a settembre dell’anno scorso per assumere le mansioni di docente presso l’Università di Malaya, dove insegno italiano e spagnolo e svolgo ricerca in campo sociolinguistico. In realtà è già da quattro anni e mezzo che vivo in questa parte del mondo; dal 2006 all’inizio dell’anno scorso insegnavo presso l’Università del Brunei Darussalam nell’omonimo staterello (quello del Sultano più ricco del mondo) situato sull’isola del Borneo a due passi dall’Isola di Labuan di salgariana memoria, tra gli stati del Sabah e del Sarawak che formano ciò che si conosce come Malesia Orientale. Eh sì, perché la Malesia consiste di due parti separate dal Mar Cinese Meridionale: la penisola, quella su cui mi trovo io in questo momento (Malesia Occidentale), e la regione ubicata sulla parte nord-occidentale dell’Isola del Borneo (la parte meridionale, il Kalimantan, appartiene invece all’Indonesia). Un paese di quasi 330 mila chilomentri quadrati con una popolazione di 27 milioni e mezzo di abitanti, dunque un po’ più grande dell’Italia ma con meno della metà dei suoi abitanti. A nord la Malesia Occidentale confina con la Thailandia, mentre ad ovest è bagnata dalle acque dello stretto di Malacca che la separano dall’Isola di Sumatra (Indonesia), e a est dal Mar Cinese Meridionale.

Tra la fine del mio lavoro in Brunei e l’inizio di questo, invece, ne ho approfittato per farmi un bel giro di cinque mesi per il Sud-est asiatico. Dopo una breve visita nel Sud-est dell’Australia, sono arrivato a marzo sull’isola di Bali in Indonesia, e da lì mi sono mosso lentamente in treno, autobus e traghetto in direzione ovest attraverso le isole di Giava e Sumatra (Indonesia) per poi passare alla Malesia e alla Thailandia; dopodiché ho proseguito per il Laos, la Cambogia, il Vietnam ed infine la Cina, arrivando a Pechino alla fine di luglio dopo aver percorso 8000 chilometri circa senza mai prendere l’aereo. Una meraviglia di viaggio. Una grandissima soddisfazione.

Ed ora sono qui. Quello nella foto sono io, di fronte all’entrata della sala delle preghiere della maestosa Moschea del Sultano Salahuddin Abdul Aziz Shah, conosciuta anche come la Moschea Blu, che si trova a Shah Alam, una cittadina suburbana non lontana da Petaling Jaya, il posto dove vivo. Sì, perché la Malesia è un paese a maggioranza mussulmana, dove però le altre religioni presenti sono accettate e riconosciute a livello istituzionale. Mentre infatti la percentuale di mussulmani si aggira intorno al 60% della popolazione, il  19% circa è buddista, il 9% cristiana e poco più del 6 % induista. Questo significa che dappertutto si trovano, accanto alle moschee, templi buddisti, taoisti e induisti e chiese di varie denominazioni cristiane. E dico questo per coloro che pensano che nei paesi mussulmani non ci sia tolleranza religiosa, che ‘non permettono di costruire chiese’…In realtà siamo noi che non permettiamo di costruire moschee….È vero che ci sono paesi mussulmani integralisti, come l’Arabia Saudita, ma contro 25 millioni di arabi sauditi ci sono più di 200 milioni di mussulmani tra Malesia ed Indonesia, altro paese in cui il livello di tolleranza religiosa è altissimo ed in cui convivono pacificamente diverse religioni…Diverse religiose e tantissime etnie. Qui in Malesia il 50,4% circa della popolazione è di etnia malese (e di religione mussulmana), 23,7% sono cinesi (la maggior parte buddisti ma molti anche cristiani), 7,1% sono indiani, soprattutto tamil originariamente provenienti dal sud dell’India (la grande maggioranza di religione induista), mentre l’11% è costituito dai cosiddetti orang asli della penisola, gli aborigeni, e dai daiacchi del Borneo, a loro volta suddivisi in circa 200 gruppi etnici ognuno con la propria cultura e lingua particolare (cristiani, mussulmani, ma molti ancora animisti).

La Malesia è dunque un mosaico di culture, lingue e religioni diverse, un paese interessantissimo, vario, dalla natura stupenda e dal clima perfetto (oggi la temperatura qui a Kuala Lumpur si aggirava intorno ai 29-30 gradi)…insomma un paese di cui c’è molto da raccontare e che cercherò di farvi conoscere un po’ alla volta, con un articolo ogni settimana. Uno dei vantaggi di vivere a Kuala Lumpur è che è facile spostarsi ad altri luoghi del Sud-est asiatico, e perciò non mancherò di raccontarvi anche storie di altri paesi vicini in cui sono stato o che conto di visitare presto.
Un saluto ed alla prossima settimana! Jumpa lagi!