Home Rubriche Aresini nel mondo

La Malesia di Paolo – Episodio 8

Paolo ci porta in gita nei bellissimi parchi di Kuala Lumpur. Dai quali però capita ogni tanto di tornare con qualche sorpresa non particolarmente piacevole…

Kuala Lumpur, 07 aprile 2011 – Nonostante il suo intrico di strade ed autostrade, e i nuovi grattacieli e palazzoni che ogni tanto spuntano qui e là, Kuala Lumpur è nel complesso una città abbastanza verde, riflesso forse del passato coloniale inglese della Malesia. Nel centro della città ci sono ben quattro parchi pubblici, e alcuni parecchio grandi, cosa che rende questa città decisamente più vivibile. Di questi, due sono facilmente accessibili con l’LRT o la monorotaia, la metropolitana di Kuala Lumpur: si tratta del Parco Centrale di Kuala Lumpur (Kuala Lumpur City Centre Park) di cui ho già parlato, che si trova proprio dietro le torre gemelli Petronas, e del Parco Forestale di Bukit Nanas (Bukit Nanas Forest Recreational Park) che si trova un po’ più a ovest. Nel centro di quest’ultimo si erge l’imponente Torre delle Telecomunicazioni, alta 421 metri, quasi quanto le torri gemelle, con in cima una piattaforma di osservazione da cui ci si può godere una vista superba della città e le montagne attorno, e, se la visibilità è particolarmente buona, persino dello Stretto di Malacca. La caratteristica più interessante del parco tuttavia è che si trova su una collina (letteralmente Bukit Nanas significa ‘collina degli ananas’), una parte della quale è ancora ricoperta da giungla subtropicale con tanto di macachi che ogni tanto fanno capolino dall’alto degli alberi!

Per raggiungere gli altri due parchi invece è necessaria una breve passeggiata o l’uso di un mezzo privato o di un taxi (i taxi a KL abbondano e costano poco, non come in Italia!): mi riferisco ai Giardini del Lago (Lake Gardens) ubicati ad ovest della zona coloniale, e al Parco di Titiwangsa che si trova a nord. I Giardini del Lago, o Taman Tasik Perdana in malese, sono il ‘polmone’ più antico della città, e anche il più grande, con un’estensione di circa 104 ettari, originariamente zona residenziale per l’élite amministrativa britannica. Camminando dalla stazione dell’LRT di Masjid Jamek, ci vogliono una ventina di minuti per raggiungere il parco, a cui però bisogna dedicare almeno un’altra ora per girarlo un po’ e godersi il suo laghetto, le basse colline che lo circondano e la bella vegetazione. Avendo più tempo, però, si può facilmente passare una giornata intera nel parco, se non di più, per visitare il Parco delle farfalle, il Giardino degli ibischi, il Parco ornitologico, il Parco delle Orchidee, eccetera Tutti belli ed interessanti, secondo me particolarmente il Parco ornitologico che è in pratica un insieme di gigantesche uccelliere collegate tra loro, all’interno delle quali si passeggia per osservare a distanza ravvicinata le centinaia di specie di uccelli esotici di tutto il mondo, soprattutto del Sud-est asiatico, che il Parco contiene. Pare che sia il più grosso parco del mondo di questo genere… Ciò che mi piace particolarmente dei Giardini del Lago è che standovi in mezzo ci si può dimenticare di essere nel centro di questa grossa città. Ad una estremità dei Giardini si trovano anche la Moschea Nazionale, il planetario ed alcuni musei, tra cui lo splendido Museo di Arte Islamica, una vera festa per gli occhi per chi si interessa all’arte e all’architettura islamiche. All’interno di una sala ci sono persino i modelli di alcune delle moschee più famose della terra.

Mentre ai parchi nominati sinora ci sono stato già parecchie volte, il Parco di Titiwangsa l’ho visitato per la prima volta questa domenica, sfidando eroicamente il forte raffreddore che da qualche giorno mi attanagliava. Devo ammettere però che uscire di casa col raffreddore non è così eroico quando la temperatura si aggira attorno ai 33 gradi ed il sole spacca le pietre! Il parco sarebbe facilmente raggiungibile a piedi dalla fermata dell’LRT o della monorotaia di Titiwangsa, se non fosse che per arrivarvici c’è di mezzo una enorme rotonda trafficatissima senza semafori praticamente inattraversabile, quindi arrivato alla stazione della metropolitana ho dovuto prendere un taxi che in pochi minuti mi ha portato al parco. Si tratta di un’immensa distesa di verde con percorsi alberati attorno al grosso lago artificiale, con in mezzo una grossa fontana e solcato da pedalò a noleggio. La vista delle Torri gemelle, della Torre delle telecomunicazioni e, più vicino, del moderno Teatro Nazionale che si rispecchiano nell’azzurro del lago fanno, devo dire, un effetto veramente speciale (vedi foto).

Fuori da Kuala Lumpur, tuttavia, ci sono altri parchi, tra cui spicca il FRIM, l’Istituto di Ricerca Forestale della Malesia, un esteso tratto di giungla attraversato da vari percorsi, il luogo più vicino a Kuala Lumpur dove ci si può sentire veramente in mezzo alla giungla, con tanto di sottofondo di cicale ed insetti. Quando ci sono stato io a novembre purtroppo le passerelle sopraelevate che permettono di osservare la foresta dall’alto erano chiuse per manutenzione, ma prima o poi ci tornerò e se tutto va bene mi ci arrampicherò. Passeggiando però con una mia collega tedesca che mi ci aveva portato in macchina, ho ricevuto una piccola visita non particolarmente gradita: quando di ritorno a casa mi sono tolto le scarpe mi sono trovato i calzini inzuppati di sangue! Colpevoli le fatidiche sanguisughe che a mia insaputa si erano fatte una bella scorpacciata e poi se ne erano andate via, lasciando scorrere il sangue che l’anticoagulante che iniettano impedisce di rapprendersi per varie ore…