Home Rubriche Aresini nel mondo

L’Australia di Letizia – Episodio 8

Letizia lavora come cameriera al Royal Easter Show. Un’occasione per guadagnare qualche soldo per i futuri spostamenti in Australia ma anche per fare divertenti conoscenze. C’è però tempo per vedere anche qualche attrazione locale, come il cinema con lo schermo più grande del mondo e il facocero al quale bisogna…no, questo è meglio che ve lo leggiate direttamente da Letizia…

Sydney, 16 aprile 2011 – Oramai è da due mesi che sono a Sydney. Conosco la città come le mie tasche. Sono stata nella maggior parte dei sobborghi che attorniano la City, il centro della città. Ma sono stati proprio l’Opera House e gli altri simboli di Sydney a darmi il benvenuto non appena ho calpestato l’altra faccia del mondo. Credo che ci siano alcune particolarità di una città che rimangano impressi nella mente per i motivi più svariati, non perché siano più importanti o più caratteristici rispetto ad altri. La prima volta che ho fatto un giro per il centro città  mi ero unita a un gruppo dell’ostello dove alloggiavo. Capeggiati da un attivo ragazzo australiano, avevamo camminato sotto il sole cocente per sei orette.

Una cosa di cui la nostra guida sembrava molto orgogliosa era l’Imax Cinema. Si tratta di un cinema che ha lo schermo più grande del mondo. 29,42 metri di altezza 35,73metri di larghezza! Un biglietto costa sui trenta dollari e passa! “Quando tornate nel vostro paese dite che cosa avete visto, raccontategli che posto avete visitato… abbiamo il cinema con lo schermo più grande al mondo e questo non è poco!” ha affermato la il ragazzo. Ci aveva poi raccontato una storia divertente a proposito di una apparentemente insignificante costruzione situata in una minuscolissima isola nella baia di Sydney, una sorte di fortezza, Fort Davison. Nel diciannovesimo secolo un politico australiano decise che sarebbe stato opportuno costruire una fortezza sull’isola precedentemente utilizzata per confinare i criminali inglesi, che avrebbe potuto proteggere la baia da un eventuale attacco russo durante la guerra di Crimea. Come giustamente ci faceva notare la nostra guida, pensare che una sgangherata casetta possa difendere tutta Sydney da un attacco dell’enorme e possente armata russa non sembra proprio una genialata!

Per di più la fortezza venne completata quando oramai la guerra in Crimea era terminata e quindi la tanto temuta invasione (che era già ai tempi un tantino improbabile) diventò del tutto impossibile! La tozza roccaforte però è rimasta lì piazzata e non è crollata nemmeno in seguito ad alcune battaglie verificatesi negli anni seguenti. In effetti è riuscita in qualche modo a proteggere la baia senza che i cannoni australiani sparassero e molti credono che sia stata la sua aura positiva a far affondare una navi giapponesi nemiche e a far si che altri rivali intenzionati ad attaccare via mare si fossero persi nella baia! Un’altra buffa opera che abbiamo visitato quel giorno è stata la statua del facocero di Sydney! Dopo essere usciti dai fantastici giardini botanici, infestati di pipistrelli anche durante il giorno, abbiamo dovuto prestarci alla celebrazione di un rito portafortuna: toccare prima le narici e poi i cosiddetti dei cinghialone metallico! E stato molto divertente: immaginatevi venti ragazzi in fila indiana come dal panettiere che aspettano il loro turno per dare una bella strofinata ai gingilli di un cinghiale dorato!

Nel frattempo Pasqua si avvicina e il Royal Easter Show è iniziato. Si tratta di una grande fiera che si svolge al Olympic Park vicino allo stadio di Sydney! La sottoscritta lavora come cameriera in un ristorante sotto un capannone! La maggior parte dei clienti è gente di campagna che decide di trascorrere le vacanze nella city. Parlare con signore anziane, sorridenti e rugose è davvero piacevole. Sono curiose di sapere di più sul paese da dove provieni e non vedono l’ora di dare preziosi consigli di vita. Ieri una vecchietta munita di bastone con passo instabile e tremolante si è avvicinata con l’intento di aiutarmi ad unire due tavoli! Sembrava decisa nel voler compiere l’impresa e rimboccandosi le maniche ha iniziato a spingere ovviamente senza risultati. Dopo alcuni minuti, realizzando (finalmente) di non essere in grado nemmeno di spostare di un millimetro una misera seggiolina la signora a pensato di occupare il suo free-time in un altro modo: tempestandomi di domande all’orecchio sulle mie ispirazioni, facendomi complimenti e ripetendo quanto fosse bella la gioventù.. Ma si può??! Nel bel mezzo di una fiera,mentre sono tutta indaffarata!

Oramai ho imparato che non serve a niente affrettarsi, correre ed esser scattanti qui in Australia. Le persone sono così: lente e pigre…dopo un’ora di lavoro è già tempo di prendersi un bel break e dopo un’ora di break con la panza piena di sandwich a base di maionese e di (ovviamente) birra si può iniziare piano, piano a lavorare di nuovo…

Questo articolo può essere commentato sulla nostra pagina di Facebook. Scopri qui se qualcuno lo ha già fatto!