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Il ruolo fondamentale del medico di base. Servono disponibilità, attenzione e pazienza

02 luglio 2020 – Il medico di base riveste un ruolo importante perché è il nostro primo referente quando abbiamo un problema di salute o ci serve semplicemente un consiglio. Durante il periodo di lockdown da Covid-19 e anche ora che, pur non essendo in emergenza siamo comunque soggetti a restrizioni, abbiamo ancora più bisogno di essere rassicurati e magari, se non si è giovanissimi, si preferirebbe non andare spesso in ambulatorio, specialmente se si tratta solo di ritirare una ricetta. Ci ha scritto un lettore proprio su questo argomento e noi ve la proponiamo.

Gentile Direttore,

scrivo queste poche righe, convinto di sintetizzare il pensiero che oggi molti cittadini italiani hanno in merito al servizio offerto dalla struttura territoriale dei medici di base, con molta nostalgia di quell’icona di professionalità che visitava a domicilio il proprio paziente e spesso era partecipe dei momenti più felici e più tristi della vita familiare dei suoi mutuati.

Devo innanzitutto anticipare che il mio attuale medico di base è una persona che stimo e fortunatamente appartiene ancora al tal genere. Così com’è giusto riconoscere gratitudine a tutti coloro che hanno attivamente ed effettivamente partecipato alla guerra contro il Covid-19, senza però necessariamente allargare un merito di una eccellenza a tutta la platea dei Medici di Medicina Generale (MMG), che sono stipendiati dal Servizio Sanitario Nazionale. Sto scoprendo sulla mia pelle, che più avanza l’età, più ci si rende conto di quanto sia importante avere un interlocutore sanitario esperto ed attento alle nostre necessità, mentre troppo spesso ci si imbatte in un puro burocrate che, dovendo e potendo gestire fino a 1.500 persone (con uno stipendio medio di oltre 70 mila euro lordi anno e poco più di 18 ore di presenza settimanale in ambulatorio), frantumano il tempo da loro messo a disposizione tra i questuanti, più o meno vecchi, molesti e pedanti, prescrivendo terapie a colpo d’occhio e redigendo tonnellate di ricette ancora su carta (per i più fortunati oggi stampate e non più manoscritte come una volta).

Non più tardi di ieri, mia moglie ha chiesto una ricetta presso un ambulatorio medico di quel di Arese, ricevendo la risposta di passare a ritirarla, che sarebbe stata pronta dopo due giorni alle 16:30 (precise né prima né dopo).

Alla innocente e cortese richiesta di poterla ricevere tramite e-mail, la risposta delle assistenti è stata tassativa: “No signora, questo era un lusso che poteva permettersi durante la pandemia. Le buone abitudini si perdono velocemente”.

Credo non ci sia da aggiungere altro!! Ma rimando al mio commento d’apertura.

GianPaolo Macario

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