Home Rubriche Lettere

Arese tra Watergate e governo di emergenza

09 luglio 2012 – Una soluzione estrema di compromesso. E’ quello che propone il nostro lettore in questo suo intervento.

Caro direttore,
forse era vero che aveva vinto Arese. Forse aveva ragione chi aveva pensato a quello slogan e mi sbagliavo io credendo fosse solo una caduta di stile da parte dei vincitori. Ha proprio vinto Arese, perché in una democrazia ogni popolo ha i rappresentanti che si merita. E quali sono i rappresentanti che abbiamo eletto? Da un lato, una maggioranza che appena dopo un mese si sfalda. Fondatori di liste civiche che se ne vanno, deleghe tolte, un consigliere di maggioranza che fa un’interrogazione su un assessore con un passato non molto chiaro, almeno stando a quello che si legge sulla stampa. Dall’altro lato, una crisi politica degna del più famoso scandalo Watergate che costò il posto di Presidente degli Stati Uniti a Richard Nixon. Sottolineo però, che in quel caso erano stati i repubblicani, che poi vinsero le elezioni, a intercettare abusivamente i democratici, azione indegna ma in certo senso “capibile” in un eccesso di competizione politica.

Ad Arese, invece, un membro di una coalizione passa notizie riservate ad alcuni rappresentanti dell’altra, che poi vince le elezioni. Un’azione questa che oltre che indegna è anche non comprensibile, se non pensando a ricatti o altri oscuri motivi, visto che le persone coinvolte sono tutt’altro che stupide o sprovvedute. Se non ci fosse un reo confesso sarebbe quasi inimmaginabile. Caro direttore, sono sconcertato. Però ha veramente vinto Arese perché se negli ultimi anni la cittadinanza non è riuscita ad esprimere una classe politica, se non capace, almeno etica, la colpa non può essere sempre data a qualcun altro. Caro direttore, sono incredulo e sfiduciato. A questo punto penso ci vorrebbe una specie di rivoluzione pacifica che veda la cittadinanza, che ancora ci crede, far sentire la propria voce attraverso qualche forma di mobilitazione, altrimenti alla fine, se di fronte ai continui scandali nessuno fa nulla, non ci si stupisca se aumenta il consenso dell’antipolitica. Non dimentichiamo però, che la cosiddetta antipolitica è fatta di persone stanche della solita politica, quindi di gente che vuole una politica diversa.

Caro direttore, sono incredulo ma con un slancio di fiducia (l’ultima), penso che ci possa essere un’ultima possibilità. Mi piacerebbe che i leader che si sono sfidati al ballottaggio, a questo punto entrambi feriti, provassero a unire le forze, organizzassero insieme un incontro aperto con la cittadinanza, dove visto a che punto siamo arrivati, dichiarino apertamente di volere andare avanti “insieme”, in una sorta di governo di emergenza (se non è emergenza questa, non saprei come chiamarla), con pochi obiettivi chiari (i programmi hanno spesso punti in comune), scegliendo solo gente provatamente etica e, se possibile, nuova, come collaboratori. A questo punto, se lo volessero e avessero i numeri, dovrebbero provarci, avendo il coraggio di dire no alle segreterie di partito, che non hanno ancora capito che il mondo sta cambiando, avendo il coraggio di dire no ai potentati che si nascondono anche nelle file delle liste civiche e provando a riportare l’interesse vero dei cittadini al di sopra degli interessi di parte. Penso che la cittadinanza approverebbe un atto di questo tipo e Arese potrebbe ricominciare un cammino virtuoso veramente a favore dei cittadini.  Se ciò non fosse possibile, forse l’unica soluzione è un nuovo commissario in attesa che si affacci una “nuova politica” che riesca a coinvolgere veramente la cittadinanza per ricostruire una nuova classe dirigente locale.

Auguri a tutti e, soprattutto, ad Arese.
Roberto Peronaglio

Questo articolo può essere commentato sulla pagina Facebook di QuiArese.