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Casa dell’acqua: siamo alle solite…

19 marzo 2012 – Dopo la parentesi quasi felice di qualche mese fa siamo tornati alle solite: la Casa dell’acqua viene dimenticata per quattro giorni da chi dovrebbe provvedere a mantenerla in efficienza. Che serva anche per lei un commissario straordinario?

Recarsi alla Casa dell’Acqua crea sensazioni diverse. Dopo l’interruzione per quattro giorni dell’acqua frizzante, ho notato che chi arriva lo fa con curiosità, espressione interrogativa, faccia sorpresa. Un’emozione. C’è chi saluta, chi abbassa lo sguardo per timidezza o per eccessiva riservatezza. Chi si conosce e si scambia quattro chiacchiere e chi si conosce e simpatizza. Qualcuno è imbarazzato perché si presenta con un numero imprecisato di bottiglie, altri arrivano con la bottiglietta e si mettono pazientemente in fila. I bambini provano la gioia di raccogliere acqua alla sorgente e, forse, scriveranno nei temi a scuola che l’acqua nasce da un serbatoio ricco di gas come credono che il latte viene munto dalla finestrella dell’attigua Casa del Latte…

Ebbene, una novità: le foto allegate mostrano che qualcuno, preso dalle operazioni di prelievo dell’acqua o entusiasta per aver potuto attingere alla fonte senza altre presenze oppure distratto nella ricerca dei mai aggiornati dati di analisi dell’acqua, ha dimenticato di riportarsi sei bottiglie che aveva riempito, lasciandole sul pavimento. Forse era un benefattore: pensando a ulteriori interruzioni non comunicate dal gestore, ha lasciato un aiutino. Ricordate? Dar da bere agli assetati.

Francesco Gentile
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